USA-Egitto: esercitazioni navali congiunte nel Mar Rosso

Pubblicato il 2 novembre 2021 alle 12:04 in Egitto USA e Canada

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Le forze navali egiziane e statunitensi hanno condotto esercitazioni congiunte nel Mar Rosso, con la partecipazione della fregata egiziana “Alexandria” e dell’incrociatore pesante americano USS Portland, lunedì primo novembre. Le manovre rientrano nel quadro degli sforzi egiziani finalizzati a rafforzare le relazioni militari e lo scambio di competenze con i diversi partner internazionali. Le attività hanno incluso lo svolgimento di una serie di operazioni di combattimento navale incentrate sul rafforzamento delle misure per incrementare la sicurezza del Mar Rosso, alla presenza di specialisti di entrambe le parti, seguite da esercizi di natura professionale, con l’obiettivo di garantire le linee di trasporto marittimo e il commercio globale e combattere eventuali minacce. Le esercitazioni hanno mostrato l’abilità degli equipaggi nell’implementare le abilità di combattimento con elevata precisione e hanno posto un’enfasi speciale sul coordinamento congiunto tra i vari elementi.

Le forze egiziane e statunitensi sono state impegnate in attività di combattimento navale di diverso tipo, tra cui anche operazioni di risposta in caso di minacce alla sicurezza marittima e di formazione navale. L’addestramento militare congiunto tra i due Paesi riflette la convergenza di visioni e obiettivi per mantenere la sicurezza e la stabilità marittima nella regione, oltre a garantire la regolarità del movimento economico globale. Le ultime manovre navali nel Mar Rosso erano state condotte da Washington e Il Cairo il 7 maggio. L’iniziativa aveva visto la partecipazione della fregata egiziana Taba accanto a navi statunitensi come la June 18 Torpedo, il cacciatorpediniere USS Mahan, il cutter della classe Sentinel USCGC Charles Moulthrope e quello USCGC Robert Goldman. 

La presenza statunitense nelle acque tra l’Africa e il Medio Oriente ha attirato di recente l’attenzione della comunità internazionale. Per la prima volta negli ultimi 7 anni, i cacciamine della Marina Militare degli Stati Uniti avevano effettuato, il 18 ottobre, un passaggio nello stretto strategico di Bab el-Mandeb, verso il Mar Rosso. Secondo quanto riferito da al-Arabiya English, il transito era stato effettuato per ribadire gli sforzi internazionali volti a proteggere le rotte di navigazione e quelle commerciali, nonostante l’aggressione intensificata della milizia Houthi in Yemen. “Le navi anti mine USS Sentry e USS Gladiator sono arrivate nel Mar Rosso, segnando il primo transito in sette anni da parte degli MCM della 5a flotta dal Golfo al Mar Rosso”, aveva riferito la quinta flotta degli Stati Uniti con un post su Twitter. “Sentry e Gladiator stanno conducendo operazioni di sicurezza marittima e formazione insieme ai partner regionali”, aveva aggiunto. A proposito della recente operazione statunitense, è importante sottolineare che lo stretto di Bab el-Mandeb è un passaggio estremamente strategico nella regione, che congiunge il Mar Rosso con il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano. Sulla costa africana, da un lato, si trova il Gibuti, mentre sulla costa opposta c’è lo Yemen. L’importanza di questo stretto è cresciuta notevolmente con l’apertura del Canale di Suez, nel 1869, in seguito alla scoperta del petrolio nella penisola arabica, ed infine con l’aumento del commercio dall’Asia orientale.

Per quanto riguarda l’Egitto, vale la pena menzionare che, il 15 gennaio 2020, Il Cairo ha inaugurato la maggiore base militare a Berenice, città situata proprio sul Mar Rosso, nell’Est della città meridionale di Assuan, al confine con il Sudan. La nuova base, definita dal portavoce della presidenza egiziana, Bassam Rady, un “castello militare”, è stata costruita in tempi record. Questa mira a porre in sicurezza le coste meridionali egiziane, oltre a salvaguardare gli interessi economici e le risorse naturali del Paese, affrontando, al contempo, le sfide in materia di sicurezza riguardanti il Mar Rosso. Il fine ultimo è, pertanto, proteggere il traffico marittimo verso il Canale di Suez e verso le aree economiche vicine. Secondo un analista di affari militari, Mahmoud Gamal, la base di Berenice funge altresì da sostegno ai Paesi anti-iraniani della regione del Golfo e agli alleati occidentali. Washington, la quale non possiede alcuna base propria in Egitto, fa uso della base aerea di Qena, per fornire supporto logistico alle proprie forze aeree. In tale quadro, a detta di Gamal, anche Bernice potrebbe essere funzionale alle stesse operazioni.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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