Ucraina: nuove sanzioni anti-russe per le elezioni in Crimea

Pubblicato il 2 novembre 2021 alle 19:05 in Russia Ucraina

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Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha approvato, martedì 2 novembre, un nuovo pacchetto di misure sanzionatorie contro 140 persone e 50 entità giuridiche in Russia.

A riportare la notizia, il medesimo martedì, è stato il quotidiano indipendente russo Kommersant. Secondo quanto reso noto, il presidente ucraino ha ufficialmente approvato le sanzioni che erano state proposte, il 15 ottobre, dal Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale. Si tratta di nuove misure restrittive di tipo “personale, speciale, ed economico”, secondo quanto contenuto nei quattro decreti presidenziali pubblicati il 2 novembre. Ad essere inclusi nella lista nera di Kiev sono coloro che hanno contribuito nell’organizzazione delle elezioni per la Duma di Stato russa, ovvero la Camera Bassa del Parlamento, in Crimea. Inoltre, ad essere soggetti alle nuove misure punitive saranno la catena di negozi Mere, nonché le principali aziende informatiche e di sicurezza russe, come Group-IB.

A seguito delle elezioni in Russia, tenutesi dal 17 al 19 settembre, l’Ucraina aveva già condannato la scelta di aprire i seggi anche in Crimea, regione “occupata” dalla Federazione sulla quale Kiev continua a rivendicarne la sovranità. In tale occasione, le autorità ucraine avevano già imposto sanzioni contro 95 persone coinvolte nell’organizzazione logistica delle elezioni in Crimea. Inoltre, il 16 settembre, il ministro degli Affari Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, aveva dichiarato che lo svolgimento delle elezioni parlamentari russe nella penisola di Crimea e nelle regioni dell’Ucraina Orientale, ovvero nel Donbass, avrebbero rappresentato una violazione delle norme di diritto internazionale. “L’unico status che detiene la Russia è quello di una potenza occupante”, aveva dichiarato il ministro degli Esteri di Kiev, aggiungendo che Mosca “un giorno pagherà” per quanto sta accadendo.

La Crimea è diventata una regione russa il 16 marzo del 2014 a seguito di un referendum in cui il 96,77% degli elettori della Repubblica e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli votò per l’annessione alla Russia. Il referendum si è tenuto un mese dopo il colpo di stato che ha avuto luogo in Ucraina, il quale ha innescato un conflitto armato interno nel Sud-Est del Paese. Mosca ha ribadito più volte che gli abitanti della penisola hanno votato nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e hanno fatto “una scelta consapevole a favore della Russia”. L’Ucraina, dal canto suo, considera la Crimea territorio ucraino temporaneamente occupato. Della stessa posizione sono Stati Uniti e Unione Europea. In seguito all’annessione illegale delle regioni ucraine, Kiev portò Mosca davanti alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU). Nella sentenza europea, emessa il 14 gennaio, si attribuiva alla Federazione Russa la responsabilità per le violazioni dei diritti umani in Crimea. Nel conflitto sono state riportate quasi 13.000 vittime.

È importante sottolineare che, nell’ultimo periodo, le relazioni bilaterali russo-ucraine si sono aggravate notevolmente a causa della crisi nel Donbass. Nel dettaglio, a partire dall’ultima settimana di marzo, la Federazione ha iniziato a trasferire il proprio arsenale militare e le proprie truppe lungo il confine dell’Ucraina dell’Est, arrivando a dispiegare circa 100.000 militari in Crimea. In risposta, Kiev ha denunciato una potenziale provocazione russa nella regione di conflitto. Per il Cremlino, tale gesto è legittimo perché finalizzato a proteggere le linee di frontiera russe. Dall’altra parte, l’intelligence ucraina, l’SBU, sostiene che le truppe moscovite avrebbero l’obiettivo prendere il controllo sulle autoproclamate Repubbliche Lugansk e Donetsk, servendosi del pretesto di proteggere i residenti russi nella zona. Nonostante ciò, il 22 aprile, la Russia ha sorpreso la comunità internazionale e ha annunciato il ritiro delle truppe lungo la linea di contatto con l’Ucraina dell’Est.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione