La tregua sui dazi tra USA e UE fortifica il fronte anti-Pechino

Pubblicato il 2 novembre 2021 alle 14:05 in Cina Europa USA e Canada

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La Commissione europea e l’amministrazione statunitense hanno raggiunto un’intesa per risolvere la disputa commerciale legata ai dazi sull’importazione di acciaio e alluminio dai Paesi dell’Unione Europea. Questi erano stati introdotti dagli Stati Uniti, sulla base della Sezione 232 del Trade Expansion Act, a partire da marzo del 2018. La misura aveva imposto dazi del 25% sulle importazioni di acciaio e del 10% su quelle di alluminio dall’UE come parte di una serie di misure protezionistiche attuate dall’amministrazione Trump a protezione del mercato statunitense. Negli ultimi mesi, con Biden, si è cercato di stringere i tempi sul negoziato e, a margine del Vertice G20 di Roma, Washington e Bruxelles hanno raggiunto un’intesa che permetterà di rimuovere i dazi su più di 10 miliardi di dollari delle rispettive esportazioni all’anno, mettendo fine a un conflitto che si trascinava da circa 3 anni.

Sulla base dell’accordo raggiunto, gli Stati Uniti rimuoveranno le tariffe sulle esportazioni di acciaio e alluminio, per valori complessivi dei flussi commerciali pari a quelli che si erano registrati prima dell’imposizione dei suddetti dazi. La Commissione, dal canto suo, avvierà le procedure necessarie per sospendere le due tranche di misure di riequilibrio, il cosiddetto Rebalancing, adottate in risposta ai dazi USA nei confronti di circa 200 tipologie di prodotti statunitensi tradizionalmente esportati nel mercato europeo, tra cui whisky, barche a motore e motociclette Harley-Davidson. Le due parti hanno altresì dichiarato che lavoreranno insieme per affrontare l’eccesso di capacità produttiva, in ambito siderurgico, a livello globale, accelerare la decarbonizzazione delle industrie globali dell’acciaio e dell’alluminio e quindi combattere il cambiamento climatico. A tal fine, Washington e Bruxelles hanno annunciato la loro intenzione di negoziare un accordo bilaterale sulla produzione sostenibile di acciaio ed alluminio, il Global Arrangement on Sustainable Steel and Aluminium, da aprire alla sottoscrizione di altri Paesi che ne condividano le finalità. 

Il futuro UE-USA sarà una sfida per la Cina, che produce più della metà dell’acciaio mondiale e che sia Washington sia Bruxelles accusano di creare un eccesso di capacità che minaccia la sopravvivenza delle proprie industrie siderurgiche. “Gli Stati Uniti e l’Unione europea hanno raggiunto un importante passo avanti che affronterà la minaccia esistenziale del cambiamento climatico proteggendo allo stesso tempo i posti di lavoro e l’industria americana”, ha detto il presidente degli Stati Uniti, davanti ai giornalisti, a Roma, in una conferenza stampa congiunta con il capo della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a margine del G20, domenica 31 ottobre. La tregua sull’acciaio, secondo Biden, si adatta alla sua visione di un fronte globale contro Pechino. Il presidente USA ha esplicitamente definito l’accordo parte della strategia volta a “dimostrare al mondo che le democrazie stanno affrontando problemi difficili e fornendo soluzioni valide”. “L’UE e gli Stati Uniti continueranno ad essere amici e partner”, ha aggiunto Biden, sottolineando: “Questi accordi limiteranno l’accesso di “acciaio sporco”, come quello della Cina, ai mercati USA e contrasteranno i Paesi che scaricano acciaio sui nostri mercati”. Allo stesso modo, il commissario per il commercio dell’UE, Valdis Dombrovskis, ha affermato che il piano è quello di concentrarsi su “come limitare l’accesso al mercato per i non partecipanti che non rispettano le condizioni di mercato o che non soddisfano gli standard per la bassa intensità di carbonio”. Un chiaro riferimento a Pechino.

Piuttosto che un semplice ritorno allo status quo vigente nel 2018, con la nuova intesa, Stati Uniti e Unione europea intendono affrontare la minaccia esistenziale del cambiamento climatico e l’eccesso di capacità produttiva nell’industria siderurgica, una di quelle che emette più CO2 al mondo. L’accordo globale è da elaborare nei prossimi due anni per promuovere la produzione di acciaio e alluminio “verde” e sarà aperto a tutti i Paesi che vorranno aderire, tra cui la Cina, il cui settore siderurgico è responsabile del 10-20% delle emissioni di CO2 del Paese. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha affermato che Washington si sta consultando con Giappone e Gran Bretagna su questioni relative all’acciaio e all’alluminio, con particolare attenzione all’impatto della sovraccapacità sui mercati globali dell’acciaio e dell’alluminio. “L’accordo globale cercherà di garantire la redditività a lungo termine delle nostre industrie, servirà a incoraggiare la produzione e il commercio di acciaio e alluminio a bassa intensità di carbonio e ripristinerà condizioni favorevoli al mercato”, ha affermato la Commissione europea in una nota. “Con questo accordo si apre una nuova era per la cooperazione transatlantica”, ha ribattutto il presidente Biden.

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Chiara Gentili

di Redazione

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