Elezioni in Giappone: un test per il primo ministro Kishida

Pubblicato il 31 ottobre 2021 alle 11:13 in Asia Giappone

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Si tengono oggi, domenica 31 ottobre, in Giappone, le elezioni generali, un test per il nuovo primo ministro del Paese, Fumio Kishida, che dovrà lottare per conservare la maggioranza alla Camera tra le crescenti frustrazioni per la risposta del partito di governo alla pandemia e l’economia stagnante. Si prevede che il voto per eleggere i nuovi parlamentari, che si tiene ogni quattro anni, sarà insolitamente competitivo quest’anno per il Partito Liberal Democratico (PLD), attualmente al potere. Secondo i sondaggi diffusi questa settimana, il partito faticherà ad ottenere una maggioranza assoluta di oltre 233 seggi alla Camera dei rappresentanti. Prima dello scioglimento del Parlamento per il voto di domenica, il Partito Liberal Democratico deteneva 276 seggi su 465, mentre il suo partner di coalizione, Komeito, ne aveva 29.

Stando alle analisi dei quotidiani Nikkei e Yomiuri Shimbun, il PLD può contare su una maggioranza netta in quasi il 60% dei seggi uninominali, ma nei seggi assegnati secondo un criterio proporzionale il vantaggio del primo partito giapponese è a rischio e non è chiaro se riuscirà a riconquistarne almeno 66, pari al numero che detiene attualmente. È la prima volta dal 2009 che il partito è sull’orlo di perdere la sua maggioranza nella Camera bassa del Parlamento. L’affluenza alle urne sarà cruciale, poiché una maggiore partecipazione tenderà a favorire l’opposizione. Alle 14:00, ora locale, la percentuale dei votanti si è attestata intorno al 21,49%, in calo di 0,34 punti rispetto alle votazioni passate, ma 16,6 milioni hanno votato in anticipo. Il più grande gruppo di opposizione, il Partito Democratico Costituzionale del Giappone, dovrebbe guadagnare nuovi seggi ma senza riuscire a rovesciare la coalizione di Kishida. Secondo i sondaggi, la capacità del PLD di ottenere una maggioranza autonoma alla Camera bassa dipende dall’esito ancora incerto dell’elezione nel 40% circa dei seggi contesi con il Partito Democratico Costituzionale.

Una grande perdita di seggi per i liberal-democratici potrebbe portare a lotte intestine all’interno del partito e far tornare il Giappone ad un’era di amministrazioni di breve durata che hanno compromesso la sua statura globale, almeno fino a quando Shinzo Abe non ha preso il potere e guidato il Paese per un record di otto anni, fino a settembre 2020. L’incertezza è alta e circa il 10% degli elettori non sa ancora cosa votare. 

Il primo ministro Kishida è stato eletto il 29 settembre, attraverso un voto interno al partito, e si insediato alla guida del governo giapponese soltanto lo scorso 4 ottobre, sostituendosi a Yoshihide Suga, uscito di scena a causa di un calo dei consensi legato soprattutto alla risposta alla pandemia. Sabato sera, il premier ha pronunciato il discorso finale della sua campagna elettorale nel distretto di Oimachi, a Tokyo. “A livello nazionale, stiamo assistendo a una corsa serrata”, ha detto, definendo le elezioni “un sondaggio per scegliere il futuro del Paese e per portare avanti le misure contro il coronavirus e a favore di un’economia sostenibile”.

Suga aveva vinto la presidenza del PLD il 14 settembre 2020 ed era stato nominato come premier ad interim con l’obiettivo di governare durante la parte finale del mandato del suo predecessore, Shinzo Abe, il quale aveva rassegnato le proprie dimissioni il precedente 28 agosto. Lo scorso 3 settembre, Suga ha annunciato le proprie dimissioni dalla leadership del PLD, dichiarando che non avrebbe cercato un nuovo mandato. Il suo calo di popolarità era stato principalmente dovuto alla gestione della crisi sanitaria da parte del suo governo, che molti consideravano lenta e limitata, ed era peggiorato per aver insistito nell’ospitare le Olimpiadi nonostante la diffusa opposizione. Per rilanciare l’economia nazionale, Kishida ha promesso di implementare un “nuovo capitalismo” che si concentri sull’aumento della crescita economica e sulla ridistribuzione dei profitti per aumentare i redditi della classe media. Sarebbe poi in elaborazione un pacchetto economico del valore di decine di trilioni di yen, per sostenere le persone e le imprese che si stanno riprendendo dalla pandemia.

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Chiara Gentili

di Redazione