La Moldavia riceve gas dall’Ucraina, continuano i negoziati con Gazprom

Pubblicato il 29 ottobre 2021 alle 16:14 in Moldavia Russia Ucraina

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L’Ucraina ha fornito, venerdì 29 ottobre, 500.000 metri cubi di gas alla Moldavia, che sta affrontando una grave crisi energetica a causa della decisione di Mosca di triplicare i prezzi di gas per Chisinau. Intanto, continuano le trattative tra Russia e Moldavia per stabilire nuovi termini più vantaggiosi del contratto energetico.

L’agenzia di stampa di Kiev Ukrinform ha riferito, il medesimo venerdì, che la società energetica ucraina  Naftogaz si è aggiudicata “la prima gara di appalto per la fornitura di gas alla società statale moldava SA Energocom”. Già a partire dal 29 ottobre, Kiev ha pompato 500.000 metri cubi di gas verso Chisinau. In tale quadro, è importante sottolineare che l’edizione ucraina della testata Ekonomiceskaja Pravda, citando una fonte del governo ucraino, aveva reso noto, lunedì 25 ottobre, che Naftogaz aveva firmato un accordo con Energocom. Secondo l’intesa, la società ucraina si impegnerebbe a fornire all’omologa moldava fino a 700 milioni di metri cubi di gas qualora fosse necessario. Tuttavia, la prima ministra moldava, Natalia Gavrilita, ha poi smentito tali notizie. Successivamente, l’ufficio stampa di Naftogaz, in un commento rilasciato alla versione ucraina di RBC, ha riferito che la società aveva firmato un accordo con Energocom sulla fornitura di gas, ma il documento non conteneva volumi e prezzi fissi.

Intanto, il medesimo venerdì, il vicepremier moldavo, Andrei Spinu, ha dichiarato che i negoziati con Gazprom continuano ad andare avanti a San Pietroburgo, per il terzo giorno consecutivo. “Le discussioni sono costruttive, stiamo facendo sforzi intensi per trovare un denominatore comune agli interessi di entrambe le parti”, ha scritto il funzionario attraverso un post su Facebook. Spinu ha altresì annunciato la posizione di Chisinau: la parte moldava intende firmare un contratto con Gazprom con condizioni analoghe a quelle precedenti. Inoltre, il vicepremier ha sottolineato che la Moldavia non intende scendere a compromessi e scegliere tra il rifornimento di “gas a buon mercato” oppure “stretti rapporti con l’UE”, commentando le richieste avanzate, il 27 ottobre, dal colosso energetico russo. Qualora le parti non riuscissero a raggiungere un accordo, la Moldavia necessiterà di 800 milioni di euro per il pagamento delle importazioni di energia. Tale somma, ha concluso il premier, sarà raggiunta sono grazie all’aiuto dei partner europei.  

Gli ultimi sviluppi sono da collocare nel quadro delle crescenti tensioni energetiche tra Mosca e Chisinau, acuitesi dopo che il contratto a lungo termine che legava i due attori, sottoscritto nel 2008 e scaduto il 30 settembre, ma anche dopo che Gazprom ha triplicato i prezzi del gas per il Paese. Dettando i termini per la nuova intesa, la società moscovita ha raddoppiato i prezzi di vendita, portando la Moldavia, guidata da un governo filo-occidentale, a ricercare nuovi partner. Nella giornata di martedì 26 ottobre, la Moldavia ha ricevuto la prima fornitura di gas da una fonte non russa, dalla polacca PGNiG, che si serve di un gasdotto che transita attraverso il territorio ucraino. Chisinau ha ricevuto un milione di metri cubi di gas “di prova” da Varsavia, secondo quanto reso noto da fonti locali. Il governo moldavo teme che, nel mese invernale, scoppino disordini di massa, sia a causa della carenza di gas sia dei prezzi alti per il riscaldamento e l’energia. Secondo la prima, il Paese avrebbe dovuto modificare i termini dell’accordo sul libero scambio con l’UE.

La possibile cooperazione energetica tra Moldavia e Polonia ha portato Gazprom a proporre a Moldovagaz una riduzione dei costi di gas su due condizioni. Secondo la prima, il Paese avrebbe dovuto modificare i termini dell’accordo sul libero scambio con l’UE. Stando alla seconda, invece, la Moldavia avrebbe dovuto ritardare l’attuazione delle riforme del mercato energetico concordate con Bruxelles. Analisti di mercato, citati dal quotidiano statunitense The Financial Times, hanno suggerito che la Russia starebbe sfruttando la posizione di Gazprom, in quanto unico fornitore della Moldavia, per esercitare pressioni sul governo di Chisinau, che aveva promesso di uscire dall’orbita di Mosca e dirigersi verso Occidente. Infine, un altro problema risiede nel fatto che il colosso energetico russo chiede alla Moldavia di estinguere un debito dal valore 709 milioni di dollari, che potrebbe essere ridotto del 25%, secondo l’offerta di Gazprom.

In seguito, il 28 ottobre, l’Unione Europea ha condannato tale strategia della Russia, accusandola di utilizzare il gas come “arma geopolitica” contro la Moldavia per ottenere le suddette concessioni. Da parte sua, l’UE è pronta a supportare l’esecutivo moldavo attraverso assistenza finanziaria, dal valore di 60 milioni di euro, per consentire all’ex Repubblica Sovietica di sopravvivere alla crisi energetica e alle conseguenze che questa comporterà per il Paese.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione