Filippine: ucciso il militante Salahuddin Hassan, a capo di un gruppo filo-ISIS

Pubblicato il 29 ottobre 2021 alle 15:52 in Asia Filippine

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze filippine hanno ucciso uno dei leader militanti musulmani più ricercati del Paese, Salahuddin Hassan, e sua moglie, il 29 ottobre. I due erano legati al gruppo Daulah Islamiya, affiliato allo Stato Islamico e di cui Hassan era il leader, e sono stati accusati di aver perpetrato attentati mortali, omicidi ed estorsioni nel Sud delle Filippine per più di un decennio.

L’esercito e le forze di polizia hanno fatto irruzione in un nascondiglio di Daulah Islamiya in una zona remota della città di Talayan nella provincia di Maguindanao e hanno ucciso il leader Hassan e sua moglie in uno scontro a fuoco durato mezz’ora, prima dell’alba. Il comandante militare regionale, Juvymax Uy, ha aggiunto che, nel blitz, più di due dozzine di altri uomini armati sono riusciti a fuggire mentre sono stati sequestrati fucili d’assalto, munizioni e documenti dei ribelli.

Hassan e il suo gruppo sarebbero stati coinvolti in una serie di attentati volti ad estorcere denaro a imprese e compagnie di trasporto. Uno degli attacchi più importanti è stato condotto nel 2016 in un mercato notturno nella città di Davao impiegando bombe che hanno causato 15 morti e decine di feriti. Il gruppo di Hassan è stato anche accusato dell’attentato del 2014 contro un autobus nel Sud del Paese, nel quale avevano perso la vita 11 persone e altre 15 erano state ferite. A giugno 2021, i militanti del gruppo hanno invece bruciato un autobus nella città di M’lang, nella provincia meridionale di Cotabato, in un attacco che ha ucciso 4 persone e ne ha ferite molte altre.

Hassan ha fondato anche il gruppo dedito ad estorsioni Al-Khobar, accusato di attentati, estorsioni e altri attacchi dal 2007 al 2015. L’uomo era stato addestrato da un comandante ribelle, Basit Usman, un famigerato artificiere, e da un militante malese, Zulkifli bin Hir, noto anche come Marwan. I tre erano tra i sospetti militanti più ricercati del Sud-Est asiatico prima di essere uccisi dalle forze governative.

Daulah Islamiya, invece, è uno dei piccoli gruppi violenti che hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico e che hanno respinto un accordo di autonomia del 2014 tra il più grande gruppo ribelle musulmano delle Filippine, il Fronte di liberazione islamico Moro, e il governo filippino nell’ambito di un patto di pace mediato dalla Malesia. I ribelli Moro sono ora tra gli amministratori di una regione autonoma musulmana nel Sud, patria di minoranze musulmane nella Nazione in gran parte cattolica romana.

Hassan avrebbe anche fornito addestramento alla fabbricazione di bombe a militanti appartenenti al gruppo Abu Sayyaf, secondo un ex militante del gruppo che è stato catturato dalle forze governative.  Abu Sayyaf è un’organizzazione islamica separatista e terroristica delle Filippine, Stato a maggioranza cattolica, che è stata fondata da Abdurajak Abubakar Janjalani, nel 1991. In tale anno il gruppo ha compiuto il suo primo attentato a Zamboanga City, il 4 aprile, uccidendo due evangelici di nazionalità statunitense. Il 10 agosto 1997, Abu Sayyaf è stata inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere degli Stati Uniti. Al momento, l’organizzazione ha sede a nella provincia di Sulu, che fa parte della regione autonoma del Mindanao Musulmano ed è spesso coinvolta in azioni di pirateria, rapimenti e attacchi terroristici. 

Parlando di minaccia terroristica nel Sud-Est asiatico, Abuza del National War College ha affermato che, ad oggi, le Filippine meridionali rimangono l’anello debole della sicurezza regionale nel Sud-Est asiatico. Nell’area la governance statale sarebbe debole e gran parte della regione sarebbe amministrata in modo insufficiente. Altro problema sarebbe poi rappresentato dalla corruzione all’interno delle forze di sicurezza filippine. Rommel Banlaoi, presidente dell’Istituto filippino per la pace, la violenza e la ricerca sul terrorismo, ha affermato che le maggiori minacce proverrebbero dai gruppi filo-Isis, in particolare dal gruppo Abu Sayyaf.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.