Biden a Roma per il G20: l’importanza del summit in Italia per gli USA

Pubblicato il 29 ottobre 2021 alle 12:07 in Italia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Nelle prime ore del 29 ottobre, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, è atterrato all’aeroporto romano di Fiumicino, per prendere parte al G20 in Italia. 

Il presidente e la first lady saranno prima ricevuti dal Papa e poi terranno colloqui bilaterali con il premier italiano, Mario Draghi, e con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Sempre durante la giornata del 29 ottobre, è previsto anche un incontro tra Biden e il presidente francese, Emmanuel Macron. Si tratta del primo bilaterale, in un momento di particolari tensioni tra Parigi e Washington, a seguito della cosiddetta “crisi dei sottomarini”. Per una serie di ragioni, spiegate in seguito, il colloquio in questione potrebbe essere uno dei più importanti per Washington durante questo summit. Come è noto, il G20 italiano è basato sui tre pilastri “Persone, Pianeta, Prosperità” e i leader mondiali si confronteranno su tre temi fondamentali: la gestione della pandemia, gli stimoli alla crescita economica e l’accelerazione del cambiamento climatico. Biden parteciperà prima al summit del Gruppo dei 20 a Roma e poi si recherà a Glasgow, in Scozia, per un vertice sul clima delle Nazioni Unite, la COP26. 

Il tema del cambiamento climatico è particolarmente importante nell’agenda del presidente degli Stati Uniti, anche per la gestione interna del suo Paese. Poco prima della sua partenza per Roma, Biden ha annunciato una misura da 1.750 miliardi di dollari in investimenti negli USA, da sottoporre all’approvazione del Congresso. Tale pacchetto comprende quelli che il presidente ha definito “investimenti storici” nella lotta ai cambiamenti climatici, per oltre 550 miliardi. Un tale investimento da parte di un Paese come gli USA sottolinea una certa attenzione da parte dell’amministrazione Biden alla questione, ma crea anche una potenziale distrazione sulle questioni interne, che rischia di creare un clima poco favorevole alle discussioni sui grandi temi internazionali, per il momento. 

“La prossima settimana si gioca non solo la mia presidenza, ma anche la maggioranza in Congresso e l’eredità di Lyndon Johnson e Franklin Delano Roosevelt”, ha dichiarato il 28 ottobre, in un discorso al Congresso. La tensione sul tema nasce dal fatto che la misura in questione è in bilico e la maggioranza è lontana dall’essere assicurata: due senatori democratici, Krysten Sinema e Joe Manchin, non hanno ancora sciolto le riserve sulle proprie intenzioni di voto, nonostante questi siano fondamentali, considerata la composizione del Senato degli USA. Un’eventuale non approvazione del pacchetto rischia di far naufragare definitivamente l’agenda economica di Biden, compromettendo la strada verso le elezioni di metà mandato e, probabilmente, restringendo la libertà di azione (e l’interesse stesso) degli Stati Uniti nell’arena internazionale. Il consigliere per la sicurezza nazionale di Biden, Jake Sullivan, ha definito le misure “vitali” per la difesa della nazione. “Fare questi investimenti nelle forze americane sarà molto importante per la nostra sicurezza nazionale in futuro”, ha affermato. 

Sempre per quanto riguarda la difesa, ma sul piano internazionale, durante il summit a Roma, Biden dovrà testare la compattezza di suoi alleati e le tensioni con i suoi competitor all’interno del forum. A tale proposito, è necessario ricordare che al G20 partecipano: Argentina, Australia, Brasile, Gran Bretagna, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Russia, Sudafrica, Arabia Saudita, Corea del Sud, Turchia, Stati Uniti, Unione Europea. Anche se non rientra a pieno titolo nel G20, la Spagna viene invitata come ospite ogni anno. Questi Paesi rappresentano più del 80% del PIL mondiale, il 75% del commercio globale e il 60% della popolazione del pianeta. A proposito di questo summit, le questioni da definire (al di fuori dell’agenda) sono numerose e altrettanto sono le tensioni più o meno acute tra gli Stati stessi e tra alcuni di questi e gli USA. In tale contesto, ci sono una serie di temi che Washington potrebbe preferire, in questa cornice italiana ed europea del summit. 

In primo luogo, Biden dovrà cercare di comprendere il futuro dell’Unione Europea dopo l’uscita di scena della cancelliera Angela Merkel, e quello della NATO di fronte alle prospettive di aumentare la collaborazione europea nel settore della Difesa. A tale proposito è necessario ricordare che l’iniziativa riguardo ad un rilancio della Difesa Comune Europea, non particolarmente gradita dall’Alleanza Nord-Atlantica, viene proprio dalla Francia. Questo Paese, oggi, si trova in una posizione di credito rispetto agli Stati Uniti, considerato lo sgarbo di Washington nel tenere fuori Parigi da un’alleanza per la sicurezza con Canberra e Londra, che è risultata nella perdita di una commessa australiana multimiliardaria in sottomarini per le aziende francesi. Sebbene anche il destino di Macron non sia certo, a fronte delle elezioni presidenziali del 2022, il binomio Francia e Italia, che con il governo di Mario Draghi è stato rilanciato, è cruciale per la tenuta dell’Unione Europea nel prossimo futuro. Non a caso, anche Draghi segue la linea di Macron per quanto riguarda la Difesa Europea comune. Di rapporti tra Stati Uniti e Italia e del rafforzamento di quelli euro-atlantici, dopo i minimi raggiunti con Donald Trump, Biden parlerà anche al Quirinale, con il presidente Mattarella.

Un fronte occidentale unito, con Stati Uniti ed Europa che tornano a riallinearsi dopo la crisi Parigi-Washington, potrebbe risultare vitale per contenere le attività di Cina, Russia e, in parte, anche della Turchia. Di conseguenza, in Italia, il presidente degli USA cercherà rassicurazioni sulla tenuta del fronte occidentale per arginare Pechino e la sua espansione in Asia. A tale proposito, sono note le tensioni con Taiwan e nel Pacifico, ma riceve minore attenzione, invece, il ruolo crescente della Cina in Asia centrale a seguito della crisi in Afghanistan. Il finanziamento di una base militare lungo il confine afghano, in Tagikistan, annunciato il 28 ottobre, è un campanello d’allarme importante riguardo al crescente interesse cinese nella Difesa, anche oltre i propri confini. 

Tale situazione, considerato anche il progetto delle Nuove Vie della Seta, e l’importanza cruciale della regione centro-asiatica, fa temere per un ulteriore allineamento di Pechino con la Russia, ma anche con la Turchia. Quest’ultima, infatti, può fornire al governo cinese un alleato importante nel continente africano. Una questione sempre più rilevante, infatti, sono le mire cinesi in Africa, dove Washington non dispone di una presenza radicata (la base dell’AFRICOM rimane in Germania, nonostante le sollecitazioni), e dove ha un fondamentale bisogno degli alleati europei. Anche in questo caso, il ruolo della Francia, ma anche dell’Italia, può essere particolarmente rilevante. Infine, è necessario ricordare che simili preoccupazioni nel continente africano riguardano anche la Russia, con l’aggiunta di numerosi altri temi che rendono difficili relazioni tra Mosca e Washington. In questo contesto specifico, a risultare particolarmente spinosa è la dipendenza energetica dalla Russia del continente europeo

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.