ASEAN e Cina stabiliscono un partenariato strategico globale

Pubblicato il 29 ottobre 2021 alle 18:25 in Asia Cina

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Il sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, che detiene la presidenza di turno dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), ha annunciato, il 28 ottobre, che l’ASEAN ha deciso di elevare le relazioni con la Cina al livello di partenariato strategico globale. Lo stesso giorno si sono conclusi il vertice dell’ASEAN e gli incontri dei leader della cooperazione dell’Asia orientale.

Hassanal Bolkiah si è detto particolarmente lieto che l’ASEAN abbia accettato di stabilire un partenariato strategico globale con l’Australia, siglato il giorno prima, e la Cina, che “promuoverà relazioni più sostanziali e reciprocamente vantaggiose in futuro. Durante il vertice con la Cina, il Brunei ha anche esortato Pechino alla non militarizzazione e all’autolimitazione nel Mar Cinese Meridionale.

Il giorno prima, l’Australia è stata il primo Paese a stabilire un partenariato strategico globale con l’ASEAN. Reuters ha parlato di “una vittoria simbolica per Canberra su Pechino” per essersi assicurata per prima l’intesa con il blocco. Il secondo giorno, l’ASEAN ha annunciato di aver stabilito anche una partnership strategica globale con la Cina.

Parlando dell’assenza del Myanmar dall’ultimo vertice ASEAN, il sultano del Brunei ha dichiarato che il Paese è parte integrante del blocco e la sua appartenenza non è stata messa in discussione. Il sultano ha affermato: “Per questo incontro, abbiamo dato spazio al Myanmar, sostenendo fermamente i principi sanciti dalla Carta dell’ASEAN, compreso quello della non interferenza”. Al vertice ASEAN non ha partecipato il Myanmar in quanto l’Associazione ha deciso di escludere il capo del suo governo militare, il generale Min Aung Hlaing, che ha deciso quindi di non inviare un rappresentante non politico come richiesto dal blocco. Il generale è a capo di un esecutivo militare istituito dopo la deposizione del governo civile guidato da Aung San Suu Kyi da parte dell’Esercito il primo febbraio scorso. L’ASEAN sta cercando di fare pressioni sull’esecutivo militare affinché ripristini un processo democratico e interrompa le violenze in corso nel Paese.

L’ASEAN è un raggruppamento regionale che promuove la cooperazione economica, politica e di sicurezza tra i suoi dieci membri, che sono Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam. Tali Paesi hanno una popolazione totale di 650 milioni di persone e un PIL combinato di 2,8 trilioni di dollari. L’ASEAN è guidato da un presidente, figura che ruota ogni anno tra gli Stati membri, che è assistito da un segretariato con sede a Jakarta, in Indonesia. Il gruppo ha svolto un ruolo centrale nell’integrazione economica asiatica, tuttavia, alcuni esperti sostengono che l’impatto dell’ASEAN è limitato dalla mancanza di visione strategica, priorità divergenti tra gli Stati membri e leadership debole. La più grande sfida del blocco sarebbe lo sviluppo di un approccio unificato alla Cina, in particolare in risposta alle rivendicazioni di Pechino nel Mar Cinese Meridionale. Le decisioni importanti vengono solitamente raggiunte attraverso la consultazione e il consenso guidati dai principi di non interferenza negli affari interni e di risoluzione pacifica dei conflitti. Alcuni esperti vedono questo approccio al processo decisionale come uno dei principali svantaggi dell’organizzazione.

Il 26 ottobre, all’apertura del vertice ASEAN i si è unito anche il presidente degli USA, Joe Biden, che ha annunciato un’iniziativa da 100 milioni di dollari. Biden ha ribadito il riconoscimento del ruolo centrale dell’ASEAN nella regione e ha dichiarato che la visiterà personalmente in futuro.  Analisti citati da Reuters hanno affermato che l’incontro di Biden con il blocco riflette le intenzioni della sua amministrazione per coinvolgere alleati e partner in uno sforzo collettivo per contrastare la Cina. Nelle sue osservazioni, Biden ha fatto riferimento ad una “visione condivisa per una regione in cui ogni Paese possa competere e avere successo in condizioni di parità e in cui tutte le Nazioni, non importa quanto grandi o potenti, rispettino la legge”. Biden ha però evitato di menzionare specificamente la Cina.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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