UE: diminuiscono i prezzi del gas dopo il via libera di Putin

Pubblicato il 28 ottobre 2021 alle 17:27 in Europa Russia

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Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha richiesto, mercoledì 27 ottobre, all’amministratore delegato di Gazprom, Alexey Miller, di iniziare a pompare gas negli impianti europei quando la Russia avrà completato il riempimento dei propri depositi, ovvero intorno all’8 novembre.

La mossa, annunciata dal capo del Cremlino durante un incontro trasmesso dall’emittente statale russa, “creerà una situazione più favorevole nel mercato energetico europeo”. “Ciò consentirà di adempiere ai nostri impegni contrattuali in modo affidabile, stabile e coerente, nonché di fornire gas ai nostri partner europei in autunno e in inverno”, ha sottolineato il presidente russo. Nel dettaglio, Putin ha ordinato al colosso energetico statale di concentrarsi sul riempimento di depositi sotterranei in Germania e Austria a partire dall’8 novembre, data in cui dovrebbe essere completato il riempimento degli stoccaggi russi. Miller, parlando con il presidente russo tramite collegamento video, ha affermato che il processo di rifornimento nazionale di oltre 72,6 miliardi di metri cubi di gas sarebbe stato esteso di una settimana rispetto alla data iniziale, il primo novembre, ragion per cui è prevista una stabilizzazione del mercato energetico europeo a partire dall’8 novembre.

A seguito dell’annuncio di Putin, i prezzi di gas nel mercato europeo sono diminuiti del 8%, raggiungendo 956 dollari per 1.000 metri cubi, secondo quanto riportato, giovedì 28 ottobre, dall’agenzia di stampa russa TASS. In tale quadro, è importante sottolineare che, a partire da gennaio, ma soprattutto dal mese di luglio, i prezzi di gas nel mercato europeo e asiatico hanno raggiunto i massimi storici. Il fatto che la Russia, nel 2021, si sia focalizzata sul rifornimento dei propri impianti di gas, insieme al basso tasso di stoccaggio negli impianti che Gazprom possiede nell’Unione Europea, hanno innescato una grave crisi energetica nel mercato del blocco. I 27 Paesi dell’Unione Europea dipendono dalla Russia per oltre il 40% delle importazioni di gas russo e, in questo decennio, le riserve di gas dell’UE hanno raggiunto il livello più basso. Sebbene Gazprom abbia rispettato i suoi obblighi rispetto ai contratti con l’UE, non ha messo a disposizione gas aggiuntivo sul mercato del blocco, nonostante il forte aumento della domanda.

Così come il 21 settembre, anche il 18 ottobre la società energetica russa aveva annunciato che anche per il mese di novembre non avrebbe messo a disposizione la capacità aggiuntiva del gasdotto Yamal-Europa, che corre lungo il territorio della Polonia. In tal modo, Gazprom, per il secondo mese consecutivo, si è “rifiutato” di massimizzare le proprie vendite di gas verso il mercato europeo, mettendo a disposizione 31 milioni di metri cubi di gas al giorno, valore che rappresenta un terzo della capacità totale del gasdotto in questione.

A causa di ciò, la Russia è stata accusata di aver limitato le forniture di gas verso l’Europa con lo scopo di sfruttare la situazione di crisi per ottenere la rapida approvazione dell’UE del controverso gasdotto Nord Stream 2. Inoltre, Gazprom ha riferito che le forniture verso l’UE si stanno avvicinando a volumi record e ha giustificato il carente approvvigionamento, che comunque è conforme ai contratti sottoscritti con il blocco, con il fatto di voler dare la precedenza al rifornimento degli impianti di stoccaggio del gas della Federazione. Tale mossa ha portato ad un incremento del 30% della fornitura di gas verso il mercato interno.

Analisti del Centro di ricerca Sova Capital hanno evidenziato che gli impianti europei di stoccaggio di gas, al momento, sono pieni solo per il 77%, rispetto al 95% nello stesso periodo del 2020. Anche i dati di Gazprom hanno messo in luce come le forniture di gas verso l’Europa siano diminuite nel mese di ottobre. Nel gennaio 2021, il colosso energetico russo aveva prenotato 15 milioni di metri cubi di capacità aggiuntiva attraverso l’Ucraina, ha riferito Reuters. Tuttavia, dal completamento del Nord Stream 2, Mosca ha iniziato ad esercitare pressioni energetiche sui regolatori europei al fine di ottenere l’approvazione del gasdotto.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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