Tensioni Francia-Gran Bretagna per un peschereccio sequestrato

Pubblicato il 28 ottobre 2021 alle 13:14 in Francia UK

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Il 28 ottobre, la Francia ha sequestrato un peschereccio britannico che si trovava nelle sue acque territoriali. Londra ha condannato la mossa, che arriva in un momento di tensione tra i due Paesi e di ridefinizione dei diritti di pesca post-Brexit. 

La ministra dei Mari francese, Annick Girardin, ha affermato che la nave è stata trattenuta durante i controlli di rotta al largo del porto settentrionale di Le Havre, durante la notte tra il 27 e il 28 ottobre, poiché non gli era consentito pescare nelle acque territoriali francesi. Una seconda imbarcazione britannica è stata avvertita verbalmente. “Non è una guerra, ma è una lotta”, ha dichiarato la ministra francese Girardin. Tale mossa dimostra la determinazione della Francia a non tirarsi indietro nella controversia sui diritti di pesca, dopo aver minacciato, il il 26 ottobre, di imporre ulteriori controlli doganali ai danni della Gran Bretagna, a partire dal 2 novembre, se non ci saranno progressi nei colloqui sulla questione. Tale ipotesi potrebbe creare seri danni ai flussi commerciali verso le città inglesi, già in difficoltà per una scarsità di autotrasportatori. 

Da parte sua, il governo britannico ha affermato che la reazione francese è stata “deludente e sproporzionata”, e non quella che ci aspetteremmo da uno stretto alleato e partner. “Siamo a conoscenza di segnalazioni di attività di contrasto intraprese dalle autorità francesi e stiamo esaminando la questione con urgenza”, si legge in una nota. Inoltre, Parigi afferma che la Gran Bretagna si è rifiutata di concedere ai suoi pescatori le licenze per operare nelle acque britanniche che la Francia aveva richiesto, anche se Londra sostiene di aver rilasciato i certificati alle navi che hanno i criteri necessari. “Dobbiamo parlare il linguaggio della forza poiché sembra essere l’unica cosa che questo governo britannico capisce”, ha affermato il ministro degli Affari Europei francese, Clement Beaune. 

Da quando la Gran Bretagna ha lasciato l’UE, alla mezzanotte del 31 gennaio 2020, le relazioni tra Londra e Unione Europea si sono inasprite, con entrambe le parti che accusano l’altra di agire in malafede in relazione all’accordo commerciale in definizione tra le due parti. Il Paese è uscito dall’UE così come desiderato dal 51,89% della popolazione britannica che, il 23 giugno 2016, aveva votato in un referendum popolare. Quanto accaduto è stato definito una “uscita storica” che ha diviso politicamente i britannici nel corso degli ultimi anni, e che, al contempo, ha segnato il più grande cambiamento del Paese sulla scena globale nei tempi moderni. Da un lato, i sostenitori della Brexit hanno affermato che la mossa avrebbe reso il Paese libero di perseguire nuove opportunità e divenire una potenza globale indipendente. Dall’altro lato, invece, i critici hanno messo in luce come uscire dall’Unione Europea significhi minare gli sforzi profusi durante decenni di integrazione e come la mossa rischi di danneggiare l’economia britannica e la posizione di Londra a livello internazionale. 

In particolare, le tensioni tra Londra e Parigi sono aumentate da settembre, dopo che l’Australia ha sottoscritto un accordo di sicurezza con USA e Gran Bretagn a, cancellando di fatto una commessa di sottomarini francesi da 40 miliardi di dollari. La recessione dal contratto multimiliardario, stipulato nel 2016, ha innescato una crisi diplomatica, tale che, il 18 settembre, Parigi ha deciso di richiamare i propri ambasciatori da Washington e Canberra. La Francia sostiene di non essere stata consultata dai suoi alleati, mentre l’Australia dichiara di aver manifestato, per mesi, al governo di Parigi, le sue preoccupazioni in merito al contratto.

Australia, Stati Uniti e la Gran Bretagna avevano annunciato, il 15 settembre, una nuova alleanza trilaterale in materia di sicurezza. Immediatamente, Parigi ha espresso “grande delusione e rammarico” per la scelta australiana e gran parte della furia francese si è scatenata contro Washington. “La decisione americana, che porta a rimuovere un alleato e un partner europeo come la Francia da una partnership di lunga data con l’Australia, in un momento in cui stiamo affrontando sfide senza precedenti nella regione indo-pacifica, sia sui nostri valori che sul rispetto per il multilateralismo basato sullo stato di diritto, segna un’assenza di coerenza che la Francia può solo osservare e deplorare”, hanno affermato, in una dichiarazione congiunta, il 16 settembre, il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, e la ministra delle Forze armate, Florence Parly. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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