Taiwan: confermata la presenza di soldati USA sull’isola

Pubblicato il 28 ottobre 2021 alle 12:54 in Cina Taiwan USA e Canada

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La presidente del governo di Taiwan, Tsai Ing-wen, ha confermato per la prima volta la presenza di militari statunitensi sull’isola, il 27 ottobre. Il giorno dopo, Pechino ha dichiarato di opporsi a qualsiasi scambio ufficiale tra l’isola e gli USA.

Durante un’intervista andata in onda sulla CNN, Tsai ha affermato che i soldati degli USA sono presenti sull’isola per scopi di addestramento e che il loro numero totale “non è così alto come la gente pensa”. Tsai ha poi aggiunto che: “Lo scopo della cooperazione su larga scala con gli Stati Uniti è aumentare la nostra difesa nazionale”. Il quotidiano Huanqiuwang ha affermato che, indipendentemente dallo scopo della loro presenza, lo stazionamento delle truppe statunitensi a Taiwan “romperà sicuramente la linea di fondo” ed è uno dei fattori più pericolosi per lo scoppio di un conflitto nello Stretto di Taiwan.

Il 28 ottobre, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha dichiarato che il principio “una sola Cina” è il fondamento politico delle relazioni sino-statunitensi, specificando che gli USA dovrebbero rispettarlo insieme ai tre comunicati congiunti. Wang ha affermato che Pechino si oppone risolutamente a qualsiasi forma di scambio ufficiale e legame militare tra gli Stati Uniti e la regione di Taiwan, così come all’interferenza degli USA negli affari interni della Cina. A detta di Wang, di recente, l’esercito statunitense avrebbe avuto un atteggiamento provocatorio nello Stretto di Taiwan, inviando segnali erronei alle forze indipendentiste dell’isola, minacciando la pace locale.

La conferma data da Tsai il 27 ottobre è arrivata dopo che, il 21 ottobre, il presidente degli USA, Joe Biden, aveva dichiarato che Washington difenderà Taiwan nel caso in cui l’isola dovesse essere attaccata, affermando di averne l’impegno. Tuttavia, il Taiwan Relations Act, che regola i legami tra Washington e Taipei, non include un impegno esplicito a intervenire militarmente in caso di invasione o attacco a Taiwan da parte della Cina continentale. I funzionari della Casa Bianca hanno poi ritrattato i commenti di Biden, sottolineando che il presidente non aveva intenzione di segnalare un cambiamento nella politica degli USA verso Taiwan, bensì voleva insistere sul fatto che il sostegno dell’amministrazione all’isola rimanesse ferreo. Gli Stati Uniti hanno finora mantenuto una politica di “ambiguità strategica” sulla questione di Taiwan in base alla quale non affermano se intraprenderebbero o meno un’azione militare se l’isola dovesse essere attaccata. La strategia è ideata per scoraggiare Taiwan dall’adottare qualsiasi azione unilaterale per dichiarare la piena indipendenza e, allo stesso tempo, per dissuadere Pechino dal cercare di annettere unilateralmente l’isola.

Rispetto alla questione di un’ipotetica difesa statunitense, il 27 ottobre, Tsai ha dichiarato di “avere fiducia”, data la relazione longeva di Taiwan con gli Stati Uniti. Tsai ha poi aggiunto che il supporto del popolo statunitense, così come del Congresso e dell’amministrazione sono stati utili.

La Cina ha recentemente aumentato le attività militari intorno a Taiwan. Pechino considera l’isola una sua provincia, e quindi parte integrante del territorio nazionale, in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese (RPC). Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito progressista democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola dell’11 gennaio 2020. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

In tale quadro, gli USA, pur avendo riconosciuto la RPC dal primo gennaio 1979 rinunciando a riconoscere la legittimità del governo di Taiwan, hanno intensificato i legami con l’isola e sono il suo maggior fornitore di armi da difesa. Gli Stati Uniti non contestano apertamente la rivendicazione della Cina su Taiwan, ma sono impegnati per legge a garantire che l’isola possa difendersi e a trattare tutte le minacce nei suoi confronti come questioni di “grave preoccupazione”. Le politiche statunitensi riguardanti la posizione di Washington su Taiwan sono principalmente contenute  nel Taiwan Relations Act ma anche nei Tre Comunicati congiunti USA-Cina e nelle Sei Assicurazioni

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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