Laos: sequestro record di droghe nel Triangolo d’Oro

Pubblicato il 28 ottobre 2021 alle 15:51 in Laos Myanmar

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La polizia del Laos ha sequestrato un carico da record di droghe illecite nella regione del Triangolo d’Oro, ovvero la zona montuosa compresa fra il Myanmar, il Laos e la Thailandia, il 27 ottobre. Le Nazioni Unite hanno parlato del “più grande reato di droga in Asia di sempre”.

La notizia è stata riferita il giorno dopo da due fonti di sicurezza della Thailandia. Il carico sequestrato si componeva di oltre 55 milioni di compresse di metanfetamina e oltre 1,5 tonnellate di cristalli di metanfetamina. La polizia del Laos ha fermato un camion che trasportava casse di birra nel nord di Bokeo, al confine con la Thailandia e il Myanmar, che trasportava bordo le droghe sequestrate.

Il rappresentante regionale per il Sud-Est asiatico dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC), Jeremy Douglas, ha affermato che la scoperta è stata “di gran lunga il più grande sequestro nella storia dell’Asia orientale e Sud-orientale”.  Il sequestro del 27 ottobre ha fatto seguito alla confisca da parte della polizia del Laos di un totale di 16 milioni di compresse di anfetamine in due blitz separati, condotti nella stessa zona, nell’arco di una settimana.

Il Triangolo d’Oro copre principalmente un’area del Nord-Est del Myanmar, al confine con la Thailandia e il Laos ed è da tempo conosciuto come un importante area di produzione di droghe. La zona è un centro di realizzazione su larga scala per sostanze stimolanti di tipo anfetaminico, in particolare metanfetamina, utilizzati da associazioni criminali asiatiche con reti di distribuzione che raggiungono il Giappone e la Nuova Zelanda.

Douglas ha affermato che il picco del volume di droga sequestrato in Laos è dovuto ad uno spostamento delle rotte di contrabbando all’interno del Myanmar, a causa dei disordini nelle aree di confine, iniziate dopo il colpo di Stato del primo febbraio scorso. Douglas ha dichiarato che il quadro è legato al crollo della sicurezza e della governance nel Triangolo e nello Stato di Shan, con ripercussioni in tutta la regione.

Il Myanmar versa in una situazione di crisi interna da quando l’Esercito ha preso il potere il primo febbraio scorso, dopo aver arrestato, la leader del governo civile che è stato rovesciato, Aung San Suu Kyi, l’allora presidente, Win Myint, e altre figure di primo piano dell’esecutivo. I poteri legislativi, esecutivi e giudiziari sono stati trasferiti al comandante in capo delle forze armate, Min Aung Hlaing, mentre il generale Myint Swe è stato nominato presidente ad interim del Paese. L’Esercito ha giustificato le proprie azioni denunciando frodi elettorali avvenute durante le elezioni dell’8 novembre 2020, che avevano decretato vincitore con l’83% dei voti la Lega nazionale per la Democrazia (NDL), il partito allora al governo con a capo Aung San Suu Kyi. Tali votazioni sono state annullate e l’Esercito ha promesso nuove elezioni entro agosto 2023. Intanto, il primo agosto, è stato nominato un nuovo governo provvisorio di cui Min Aung Hlaing è primo ministro e che ha sostituito il Consiglio di amministrazione di Stato che aveva fino ad allora guidato il Paese, effettuando un passaggio da un consiglio militare ad un governo transitorio.

In risposta a tali eventi,  sono nati sia un movimento di disobbedienza civile, sia proteste della popolazione, che l’Esercito ha represso con la violenza. In secondo luogo, l’Esercito ha ripreso a combattere contro diverse milizie etniche presenti da decenni in Myanmar, le quali si sono avvicinate ai manifestanti fornendo loro anche addestramento militare. Infine, il 16 aprile scorso, più membri del Parlamento birmano deposti, alcuni leader delle proteste e altri rappresentanti di alcune minoranze etniche del Paese hanno istituito il governo di unità nazionale (GUN), che, dal 5 maggio scorso, ha un corpo armato noto come Forza di difesa del popolo.

Il 21 ottobre, la ormai ex inviata speciale dell’Onu per il Myanmar, Christine Schraner Burgener, ha avvertito che i militari stanno conducendo operazioni di sgombero a Chin e in molti altri Stati e continuano i combattimenti negli stati di Kachin e Shan.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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