Artico: la Russia condanna le ambizioni “politiche” dell’UE

Pubblicato il 28 ottobre 2021 alle 20:34 in Europa Russia

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La portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, Maria Zacharova, ha dichiarato, giovedì 28 ottobre, che Mosca è preoccupata dei tentativi dell’Unione Europea di imporre le proprie ambizioni politiche nella regione dell’Artico.

A riportare le dichiarazioni rilasciate da Zacharova, nel corso di una conferenza stampa, è stata l’agenzia di stampa russa Ria Novosti. La portavoce degli Affari Esteri ha definito “imprudenti” i tentativi del blocco di affermare le proprie ambizioni politiche nella regione strategica per la Russia, nonché di “estendere la propria sfera d’influenza” nell’Artico, portando Mosca ad essere “allarmata” per gli ultimi sviluppi. Inoltre, Zakharova ha criticato la proposta dell’UE di imporre il divieto di estrazione di combustibili fossili dall’Artico. La portavoce ha ricordato che le risorse estratte dalla regione sono ampiamente utilizzate per alimentare lo sviluppo e la diffusione di tecnologie verdi in tutto il mondo e che interferire in queste attività arrecherebbe danni alla lotta contro i cambiamenti climatici. Inoltre, secondo Zacharova, tale divieto potrebbe mettere a rischio la stabilità del mercato energetico globale e, di conseguenza, avere ripercussioni anche sull’Europa. Quest’ultima, insieme al Regno Unito, sta affrontando una grave crisi energetica, in cui i prezzi di gas naturale hanno raggiunto i massimi storici a causa delle scarse forniture messe a disposizione dalla Russia.  Le proposte europee sono collocare nel quadro del piano che la Commissione Europea ha pubblicato, il 13 ottobre. Nel programma, il blocco ha reso nota la strategia la strategia che intende adottare per la regione artica. Nel documento, il blocco ha proposto di vietare l’estrazione di carbone, di petrolio e di gas, sia nell’Artico sia nelle regioni vicine. Il report, inoltre, ha criticato l’espansione russa nella regione, soprattutto dal punto di vista della militarizzazione dell’area.  

La regione artica è diventata un’altra area di intensa concorrenza tra Stati per le numerose rotte marittime che si apriranno per via dei cambiamenti climatici. Un altro aspetto che rende l’area attraente è dato dalle riserve di risorse di idrocarburi e di metalli preziosi, ma soprattutto per la posizione strategica che occupa. In tale contesto, l’interazione tra gli attori internazionali nell’area si svolge sullo sfondo di un complicato intreccio geopolitico, che vede un rinnovato confronto tra Russia e USA.

La Russia ha piani ambiziosi per lo sviluppo strategico dell’Artico poiché ritiene che sia la “regione del futuro”, come hanno dimostrato i due documenti che sono stati approvati dal governo della Federazione dal 2020 ad oggi. Il primo, denominato “Principi Fondamentali della Politica dello Stato della Federazione Russa nell’Artico fino al 2035”, è stato sottoscritto il 6 marzo 2020, e definisce gli interessi, gli obiettivi e i meccanismi di implementazione fino al 2035. Nel secondo, approvato dal governo il 19 aprile, sono elencati gli obiettivi economici, sociali e infrastrutturali che il Paese si è prefissato di raggiungere nella regione. Oltre a ciò, è importante sottolineare che il Cremlino, dal 2010, ha investito oltre un miliardo di dollari per il potenziamento di 13 aeroporti, per costruire nuove infrastrutture e per la modernizzazione delle stazioni radar, come quelle sull’isola di Wrangel e sul promontorio di Capo Nord.

In tale quadro, è rilevante sottolineare che la Russia sta altresì incrementando la propria presenza militare nell’area per assicurarsi le nuove rotte commerciali che ridurrebbero la distanza tra Cina e Europa. Le recenti immagini satellitari dell’Artico hanno rivelato, il 5 aprile, un netto accumulo di basi militari e di installazioni lungo la costa. Sono numerosi gli aeroporti, le basi navali, i porti e le piste di atterraggio dell’era sovietica in corso di ammodernamento e ristrutturazione. Tra le località artiche, Mosca sta concentrando la sua presenza nella zona orientale, sull’Isola di Kotelnt, mentre a Ovest è stata registrata attività nei pressi di Nagurskoye. La presenza russa di attesta anche nel territorio di Provideniya e le Isole Wrangel, nel Nord-Est.

Dall’altra parte, gli Stati Uniti ritengono che il Cremlino, con la sua strategia di penetrazione nell’Artico, potrebbe mirare a stabilire il controllo su aree più lontane e inaccessibili ma che, presto, saranno libere dai ghiacciai. Inoltre, il Ministero della Difesa degli USA ha rivelato di temere che la Russia voglia imporre determinate regole di transito sull’importante rotta del Mare del Nord (NSR), attraverso una tassazione definita “illegittima”.

NSR rappresenta un corridoio marittimo tra Cina ed Europa in grado di ridurre il percorso del 40% rispetto alla navigazione attraverso il canale di Suez. Complice lo scioglimento dei ghiacciai, negli ultimi anni, la NSR ha registrato un forte aumento del traffico marittimo. Al fine di evitare che la Russia incrementi notevolmente la propria presenza nell’area, il Pentagono ha presentato, il 19 gennaio, il documento militare “Regaining Arctic Dominance” in cui è spiegata la strategia degli USA per stabilire il proprio “dominio assoluto” nell’Artico e per “spodestare la Russia e la Cina”.

Così come gli Stati Uniti temono che la Russia intenda militarizzare la regione artica ed imporre tasse e limitazioni di transito alle imbarcazioni straniere, anche Mosca non ha accolto con favore i recenti accordi che Washington ha sottoscritto con Oslo per la cooperazione militare nell’area. Nello specifico, la portavoce degli Esteri russa, Maria Zakharova, ha richiamato l’attenzione sulla firma dell’intesa sulla cooperazione militare tra Stati Uniti e Norvegia, avvenuta il 16 aprile. L’intesa permetterà agli USA di costruire le strutture di tre aeroporti norvegesi e una base navale, oltre a facilitare l’appoggio militare del Paese nordico in caso di crisi o di guerra. I timori di Zacharova sono stati condivisi anche dal ministro della Difesa del Paese, Sergey Shoigu, il quale ha contestato l’incremento della presenza militare degli USA nell’area. Tra le contromisure prese dalla Russia, centrali sono quelle legate al rafforzamento della capacità di difesa della Flotta del Nord per “proteggere gli interessi nazionali”.  

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione