Vertice ASEAN: Biden promette 100 milioni di dollari

Pubblicato il 27 ottobre 2021 alle 12:08 in Asia USA e Canada

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Il 26 ottobre è iniziato il vertice dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), alla presenza di tutti i leader dei Paesi membri ad eccezione del Myanmar, a cui si è unito anche il presidente degli USA, Joe Biden, che ha annunciato un’iniziativa da 100 milioni di dollari. Il 27 ottobre, inizierà invece il vertice dell’Asia orientale, che riunisce l’ASEAN e altre Nazioni della regione indo-pacifica a cui parteciperanno anche Cina, USA e Russia.

Nelle sue osservazioni di apertura al vertice del 26 ottobre, Biden ha ribadito il riconoscimento del ruolo centrale dell’ASEAN nella regione e ha dichiarato che la visiterà personalmente in futuro. Biden ha quindi affermato: “La relazione tra gli Stati Uniti e l’ASEAN è vitale per il futuro di un miliardo di persone […] il nostro partenariato è essenziale per mantenere un Indo-Pacifico libero e aperto, che è stato il fondamento della nostra sicurezza e prosperità condivise per molti decenni”.  Analisti citati da Reuters hanno affermato che l’incontro di Biden con il blocco riflette le intenzioni della sua amministrazione per coinvolgere alleati e partner in uno sforzo collettivo per contrastare la Cina. Nelle sue osservazioni, Biden ha fatto riferimento ad una “visione condivisa per una regione in cui ogni Paese possa competere e avere successo in condizioni di parità e in cui tutte le Nazioni, non importa quanto grandi o potenti, rispettino la legge”. Biden ha però evitato di menzionare specificamente la Cina.

Il presidente statunitense ha poi annunciato la spesa di 100 milioni di dollari per finanziamenti che includeranno denaro per la spesa sanitaria, una nuova iniziativa per il clima, programmi per aiutare la ripresa economica dalla pandemia di coronavirus e programmi educativi. Biden ha partecipato a una sessione congiunta con l’ASEAN per la prima dall’ultima presenza di Donald Trump al vertice nel 2017. Washington si è così impegnata ai massimi livelli con un blocco che considera fondamentale per contrastare la Cina.

Al vertice ASEAN non ha partecipato il Myanmar in quanto l’Associazione ha deciso di escludere il capo del suo governo militare, il generale Min Aung Hlaing, che ha deciso quindi di non inviare un rappresentante non politico come richiesto dal blocco. Il generale è a capo di un esecutivo militare istituito dopo la deposizione del governo civile guidato da Aung San Suu Kyi da parte dell’Esercito il primo febbraio scorso. L’ASEAN sta cercando di fare pressioni sull’esecutivo militare affinché ripristini un processo democratico e interrompa le violenze in corso nel Paese.

A tal proposito, il primo ministro thailandese, Prayut Chan-o-cha, un generale salito al potere per la prima volta nel 2014 con un colpo di Stato e considerato il leader dell’ASEAN più vicino ai militari del Myanmar, ha esortato il Paese ad attuare il piano in cinque punti concordato con l’ASEAN, il 24 aprile scorso, per ripristinare l’ordine. Prayut ha affermato: “Il ruolo costruttivo dell’ASEAN nell’affrontare questa situazione è di fondamentale importanza e la nostra azione su questo tema avrà un impatto sulla credibilità dell’ASEAN agli occhi della comunità internazionale”.

L’ASEAN è un raggruppamento regionale che promuove la cooperazione economica, politica e di sicurezza tra i suoi dieci membri, che sono Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam. Tali Paesi hanno una popolazione totale di 650 milioni di persone e un PIL combinato di 2,8 trilioni di dollari. L’ASEAN è guidato da un presidente, figura che ruota ogni anno tra gli Stati membri, che è assistito da un segretariato con sede a Jakarta, in Indonesia. Il gruppo ha svolto un ruolo centrale nell’integrazione economica asiatica, tuttavia, alcuni esperti sostengono che l’impatto dell’ASEAN è limitato dalla mancanza di visione strategica, priorità divergenti tra gli Stati membri e leadership debole. La più grande sfida del blocco sarebbe lo sviluppo di un approccio unificato alla Cina, in particolare in risposta alle rivendicazioni di Pechino nel Mar Cinese Meridionale. Le decisioni importanti vengono solitamente raggiunte attraverso la consultazione e il consenso guidati dai principi di non interferenza negli affari interni e di risoluzione pacifica dei conflitti. Alcuni esperti vedono questo approccio al processo decisionale come uno dei principali svantaggi dell’organizzazione.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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