Russia-Moldavia: crescono le tensioni sul fronte energetico

Pubblicato il 27 ottobre 2021 alle 18:02 in Europa Moldavia Russia

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Dopo che la Moldavia ha sottoscritto con la Polonia un nuovo contratto per la fornitura di gas, mentre aumentano le tensioni con Mosca a causa dell’aumento di prezzo, la società statale russa Gazprom ha proposto a Chisinau, mercoledì 27 ottobre, di modificare gli accordi con l’Unione Europea (UE) in cambio di una riduzione del prezzo di gas.

La nuova intesa tra Moldavia e Polonia è giunta il 25 ottobre, dopo che Gazprom ha incrementato i prezzi del gas, portando il governo di Chisinau ad annunciare lo stato di emergenza per via della carenza di carburante. Il calo è stato causato dalla società energetica russa quando, nel mese di settembre, si è concluso il contratto a lungo termine tra le parti. Pertanto, Gazprom ha tagliato di un terzo le forniture verso l’ex Repubblica Sovietica. Dettando i termini per la nuova intesa, la società moscovita ha raddoppiato i prezzi di vendita del gas, portando la Moldavia, guidata da un governo filo-occidentale, a ricercare nuovi partner.

Durante i negoziati, Gazprom ha proposto alle autorità moldave una riduzione dei costi di gas su due condizioni. Secondo la prima, il Paese avrebbe dovuto modificare i termini dell’accordo sul libero scambio con l’UE. Stando alla seconda, invece, la Moldavia avrebbe dovuto ritardare l’attuazione delle riforme del mercato energetico concordate con Bruxelles. Analisti di mercato, citati dal quotidiano statunitense The Financial Times, hanno suggerito che la Russia starebbe sfruttando la posizione di Gazprom, in quanto unico fornitore della Moldavia, per esercitare pressioni sul governo di Chisinau, che aveva promesso di uscire dall’orbita di Mosca e dirigersi verso Occidente. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato, il 27 ottobre, che l’offerta di Gazprom è stata “attentamente calibrata, chiara, giustificata e, dal punto di vista dei prezzi, estremamente favorevole alla parte moldava”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Interfax.

Le precondizioni imposte da Gazprom avrebbero lo scopo di incrementare la sfera d’influenza che il Cremlino esercita sulla Moldavia, soprattutto dopo l’elezione della nuova presidente, Maia Sandu, di orientamento filo-occidentale. Nel dettaglio, l’accordo tra Chisinau e Bruxelles sulla liberalizzazione del gas inciderebbe negativamente su Gazprom e Moldovagaz, l’affiliata che la società russa possiede nel Paese. Inoltre, per Mosca sarebbe anche conveniente che la Moldavia abbandonasse l’accordo di libero scambio che la lega all’Europa, il Deep and Comprehensive Free Trade Area (DCFTA), per sottoscriverne uno con la controparte russa, l’Unione Economica Euroasiatica (UEE).

Nella giornata di martedì 26 ottobre, la Moldavia ha ricevuto la prima fornitura di gas da una fonte non russa, dalla polacca PGNiG, che si serve di un gasdotto che transita attraverso il territorio ucraino. Chisinau ha ricevuto un milione di metri cubi di gas “di prova” da Varsavia, secondo quanto reso noto da fonti locali. Il governo moldavo teme che, nel mese invernale, scoppino disordini di massa, sia a causa della carenza di gas sia dei prezzi alti per il riscaldamento e l’energia.

“I russi stanno colpendo il Paese nel suo punto più debole, nel peggior momento possibile”, ha detto un funzionario coinvolto nei negoziati. La prima ministra della Moldavia, Natalia Gavrilita, sarà alla guida di  una delegazione che, giovedì 28 ottobre, si recherà a Bruxelles per colloqui che saranno focalizzati sull’aumento delle sovvenzioni e dei prestiti forniti dall’UE.

Infine, il medesimo 27 ottobre, una delegazione di funzionari moldavi si recherà a San Pietroburgo per incontrare l’amministratore delegato di Gazprom, Alexei Miller. I diplomatici dell’UE hanno esortato il Paese a non firmare un nuovo accordo a lungo termine con l’azienda russa, suggerendo, invece, di ricercare soluzioni a breve termine per superare l’inverno.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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