Russia ed Egitto conducono esercitazioni militari antiterrorismo

Pubblicato il 27 ottobre 2021 alle 19:12 in Egitto Russia

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La fase finale delle esercitazioni militari congiunte russo-egiziane, Defenders of Friendship, si è svolta, mercoledì 27 ottobre, in Egitto, presso il campo di addestramento di Wadi Sakran, un’area desertica a 60 chilometri a Est dal Cairo.

A riferirlo, il medesimo mercoledì, è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Durante la fase conclusiva delle esercitazioni, i paracadutisti dei due Paesi hanno simulato la liberazione di un villaggio dai terroristi. I militari hanno anche simulato la fornitura di assistenza umanitaria ai residenti, presso il campo di addestramento di Wadi Sakran. Inoltre, durante la fase attiva delle manovre, più di 200 paracadutisti russi ed egiziani hanno effettuato atterraggi da quote comprese tra 600 e 3.500 metri. L’esercitazione è stata supervisionata dal comandante delle Forze aviotrasportate russe, il colonnello generale Andrei Serdyukov, insieme al supporto del comandante egiziano, Atef Mady. Alle manovre è stato altresì presente l’ambasciatore russo in Egitto, Georgy Borisenko. Dopo aver svolto le operazioni, Mady ha dichiarato di aver apprezzato il coordinamento delle Forze Armate dei due Paesi, nonché il livello professionale delle truppe, sottolineando la necessità di svolgere ulteriori esercitazioni per portare ad un altro livello la cooperazione e il coordinamento militare nella lotta al terrorismo.

Le esercitazioni Defenders of Friendship sono state avviate, il 17 ottobre, e si concluderanno il 29 dello stesso mese. Alle manovre hanno preso parte circa 500 militari dei due Paesi e, secondo quanto reso noto da RIA, si è trattato della quinta edizione di tali operazioni belliche. La prima sessione di Defenders of Friendship si era tenuta, nel 2016, ad Alessandria d’Egitto.

La rinnovata collaborazione tra Russia ed Egitto si instaura dopo che, il 31 ottobre 2015, un aereo russo è stato abbattuto nel Sinai, causando la morte di tutte le 224 persone a bordo. In seguito a tale evento, Mosca aveva interrotto i collegamenti aerei con la nazione nordafricana. Tuttavia, negli anni seguenti, la crescente intesa tra i presidenti di Russia ed Egitto, rispettivamente Vladimir Putin e Abdel Fattah al-Sisi ha portato, il 29 novembre 2017, alla firma di un accordo che ha permesso agli aerei militari dei due Paesi di condividere lo spazio e le basi aeree. Secondo quest’ultimo, gli aerei da guerra russi ed egiziani possono utilizzare lo spazio e le basi aeree dell’altro dopo cinque giorni di preavviso. L’accordo dovrebbe avere una validità di cinque anni ed è rinnovabile. Inoltre, l’intesa include una maggiore formazione congiunta tra le due parti, la quale contribuisce a rendere più facile per i piloti egiziani di volare su aerei russi.

Inoltre, la natura delle relazioni di Mosca con il Cairo è determinata dall’accordo globale di partenariato e cooperazione strategica firmato da Putin e al-Sisi, il 17 ottobre 2018 a Sochi. In tale occasione, Putin e al-Sisi avevano concordato sull’importanza dello scambio di informazioni tra gli organismi di sicurezza, specie per quanto riguarda il transito dei terroristi da aree di instabilità ad altri Stati.

Per quanto riguarda la cooperazione militare tra i due Paesi, è importante menzionare che, secondo i documenti del governo, l’Egitto ha speso circa 15 miliardi di dollari tra il 2014 e il 2017 in armamenti, di cui circa il 60% in armi russe. Negli anni successivi, Il Cairo ha importato circa il 43% delle sue armi dalla Francia, seguita da Stati Uniti e Russia. Tuttavia, dopo lo storico accordo da circa 10 miliardi di dollari siglato con l’Italia e l’aumento delle importazioni tedesche, soprattutto nel settore marittimo, Roma e Berlino potrebbero presto superare Mosca. Infine, è importante ricordare i dati pubblicati, il 15 marzo, dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), un istituto internazionale indipendente che si occupa di conflitti, armi, controllo degli armamenti e disarmo. L’indagine, che copre il periodo dal 2016 al 2020, ha rivelato che i principali esportatori sono gli Stati Uniti e la Russia. Il dato più eclatante riguarda l’Egitto, che ha aumentato del 430% le importazioni belliche da Mosca.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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