Russia-Armenia-Azerbaigian: riprende il dialogo sul ripristino dei collegamenti regionali

Pubblicato il 27 ottobre 2021 alle 20:33 in Armenia Azerbaigian Russia

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Il vice primo ministro dell’Armenia, Mher Grigoryan, ha annunciato, mercoledì 27 ottobre, che il gruppo di lavoro di Armenia, Russia e Azerbaigian ha ripreso il dialogo sul ripristino delle vie di comunicazioni regionali.

A riportare le dichiarazioni del vicepremier armeno, il medesimo mercoledì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS. Secondo quanto reso noto, i vice primi ministri di Mosca, Baku e Erevan sarebbero vicini ad un accordo in merito alla demarcazione e al ripristino delle reti ferroviarie che collegano Azerbaigian e Armenia. “Quanto ai tratti stradali, non è stato ancora raggiunto il consenso unanime sulla questione”, ha dichiarato Grigoryan, aggiungendo: “non disponiamo di un piano d’azione già pronto, sebbene le parti si stiano avvicinando ad un accordo”.

In tale quadro, è importante menzionare il recente progetto infrastrutturale dell’Armenia, concepito per costruire una strada alternativa che evita di attraversare il territorio azero. L’importanza del progetto è stata evidenziata dalle autorità di Erevan, soprattutto a seguito della recente crisi azero-armena, scoppiata dopo che le truppe di Baku avevano bloccato un tratto stradale che collega due città armene, Goris e Kapan. L’area bloccata rientra tra i territori sui quali Baku ha riottenuto la sovranità a seguito del trattato di pace con Erevan del 9 novembre 2020, sottoscritto a seguito del conflitto azero-armeno durato 44 giorni e scoppiato il 27 settembre 2020. A partire da gennaio 2021, lungo il nuovo confine, l’Azerbaigian ha iniziato a collocare posti di guardia di frontiera e ad erigere cartelli con su scritto “Benvenuti in Azerbaigian”. Il suddetto episodio di crisi, verificatori il 25 agosto scorso, è culminato con il blocco al traffico di un tratto stradale lungo 21 chilometri. Tale misura è rimasta in vigore per circa 48 ore e la disputa è stata risolta con l’intervento delle guardie di frontiera russe, le quali pattugliano il lato armeno del confine, secondo le disposizioni del trattato di pace del novembre 2020.

Nonostante ciò, vi è un percorso alternativo che collega le due città e corre più ad Ovest, attraverso la città di Aghvani e lontano dai confini con l’Azerbaigian. Tuttavia, quella strada, in particolare la sezione Meridionale tra Aghvani e Kapan, è in condizioni disastrose e necessita di una totale ricostruzione per essere adatta al traffico pesante. In un discorso al Parlamento del 26 agosto, il primo ministro armeno, Nikol Pashinyan, parlando della strada di Aghvani, l’ha definita “un’alternativa” al “territorio conteso” attraversato dall’attuale strada, e ha affermato che sarebbe stata completata entro la fine dell’anno. Nonostante tali dichiarazioni, gli interrogativi sono sorti a causa dei lunghi tempi di riparazione del percorso. Un deputato armeno, Tigran Abramyan, membro del blocco di opposizione “I Have Honor”, ha affermato di aver guidato lungo la strada alternativa mentre la strada principale era bloccata. “La costruzione è iniziata solo due mesi fa e dovevamo farlo molto prima, considerando che l’Azerbaigian aveva minacciato di bloccare il traffico”, ha detto ai giornalisti il 30 agosto.

Infine, sebbene i disordini tra Armenia ed Azerbaigian siano aumentati nel mese di maggio e in quello di luglio, gli scontri erano già scoppiati in precedenza, a partire dal 27 settembre 2020. Dopo due mesi di intensi scontri, le parti hanno concordato, il 9 novembre 2020, un trattato di pace, che è stato mediato dalla Russia. Sulla base dell’accordo, l’Armenia ha ceduto il controllo sull’area del Nagorno-Karabakh e su tutti i sette distretti limitrofi all’Azerbaigian, i quali, dagli anni ‘90, erano stati occupati dalle forze armene. Nello specifico, Baku e Erevan si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) di Minsk, guidato da tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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