Pakistan: scontri armati tra manifestanti e polizia

Pubblicato il 27 ottobre 2021 alle 17:01 in Asia Pakistan

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Migliaia di manifestanti del partito islamico radicale pakistano Tehreek-e-Labbaik Pakistan (TLP) si sono scontrati con la polizia fuori dalla città orientale di Lahore il 27 ottobre. L’episodio ha causato numerosi morti e feriti.

Lo scontro è scoppiato durante una manifestazione del TLP su un’autostrada a Sheikhupura, appena fuori Lahore. Un portavoce della polizia del Punjab ha dichiarato che gli attivisti del TLP hanno usato mitragliatrici, fucili da assalto AK-47 e pistole per colpire gli agenti di polizia, causando la morte di molti di loro. Il ministro dell’Interno, Shaikh Rashid Ahmed, ha detto ai giornalisti che tre agenti di polizia sono stati uccisi e altri 70 sono stati feriti, aggiungendo che il governo ha dispiegato truppe paramilitari nella provincia pakistana del Punjab per sessanta giorni per aiutare a gestire la situazione. Anche il TLP ha affermato che molti dei suoi attivisti sono stati uccisi o feriti.

Il ministro dell’Informazione pakistano, Fawad Chaudhry, ha affermato che il governo userà la forza per impedire agli attivisti di entrare nella capitale Islamabad. Il ministro ha dichiarato: “Finora abbiamo mostrato moderazione, ma la sfida all’autorità dello Stato non può più essere tollerata. Migliaia di attivisti del TLP hanno bloccato l’autostrada più trafficata del Pakistan da venerdì, chiedendo il rilascio del loro leader, Saad Rizvi, e l’espulsione dell’ambasciatore francese.

Le manifestazioni sono iniziate il 22 ottobre, quando il TLP aveva lanciato una “lunga marcia” da Lahore a Islamabad, chiedendo il rilascio di Rizvi, che era stato arrestato durante manifestazioni contro la Francia per la pubblicazione di caricature del profeta Maometto, lo scorso 12 aprile. Le manifestazioni del 22 ottobre avevano causato la morte di 3 poliziotti e vari feriti. La marcia era stata poi sospesa e le parti avevano iniziato a contrattare, il 24 ottobre. Due giorni dopo, il governo si è detto pronto a prendere in considerazione le richieste del gruppo ma non ha potuto accettare la loro richiesta di espulsione dell’ambasciatore francese, punto sul quale il TLP non vuole cedere. Dopo il fallimento dei negoziati con il governo, il 27 ottobre, i manifestanti hanno iniziato a marciare verso la capitale Islamabad. La polizia ha detto di aver cercato di bloccare la marcia, innescando gli scontri.

Il 12 aprile scorso, il TLP era stato dichiarato un’organizzazione terroristica dal governo di Islamabad che lo aveva bandito come partito. In particolare, dopo aver ricevuto l’ultimatum del 20 aprile dal TLP per espellere l’ambasciatore francese in Pakistan, il governo di Islamabad aveva deciso di arrestare il leader del gruppo, Saad Hussain Rizvi, lo stesso 12 aprile, innescando proteste da parte dei suoi sostenitori in tutto il Paese. Il successivo aprile 17 aprile, il primo ministro pakistano, Imran Khan, aveva chiarito che il TLP era stato bandito in quanto non avrebbe rispettato il potere statale e avrebbe fatto uso di violenze e attacchi contro civili e forze dell’ordine.  Khan aveva così chiarito che il gruppo era stato limitato per il suo atteggiamento nei confronti del governo pakistano e non per le sue posizioni di opposizione alla Francia.

Il TLP ha guidato le proteste anti-francesi in Pakistan da quando il presidente della Francia, Emmanuel Macron, nel mese di ottobre 2020, aveva difeso i diritti della testata satirica francese Charlie Hebdo di ripubblicare una vignetta ritraente il profeta Maometto. Nello specifico, Macron aveva affermato che avrebbe difeso la libertà di espressione dopo che, il 16 ottobre 2020, un insegnante francese, Samuel Paty, era stato decapitato in pieno giorno davanti a una scuola in un comune francese a Nord della capitale per aver mostrato ai suoi studenti le vignette in questione durante un corso sulla libertà di espressione.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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