L’Unione Africana sospende il Sudan in reazione al golpe

Pubblicato il 27 ottobre 2021 alle 17:34 in Africa Sudan

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L’Unione africana ha dichiarato di aver sospeso il Sudan da tutte le attività dell’organizzazione, mercoledì 27 ottobre, dopo che i militari hanno preso il potere e rovesciato il governo di transizione con un colpo di stato. La notizia è stata diffusa su Twitter. Si tratta di una mossa tipicamente utilizzata dall’Unione dopo che colpi di stato militari vengono effettuati nei suoi Paesi membri. In un comunicato, l’organizzazione panafricana ha affermato che la sospensione resterà in vigore fino al “restauro effettivo” dell’autorità di transizione, incaricata di guidare la nazione verso le elezioni.

L’iniziativa arriva dopo che anche la Banca mondiale, seguendo l’esempio degli Stati Uniti, ha sospeso gli aiuti finanziari al Sudan per condannare la presa di potere. Nel frattempo, membri del personale medico e lavoratori della compagnia petrolifera statale Sudapet hanno dichiarato che si uniranno ad una crescente campagna di disobbedienza civile indetta dall’Associazione dei professionisti sudanesi, un gruppo di sindacati che ha sostenuto la rivolta contro l’ex presidente Omar al-Bashir, tra dicembre 2018 e aprile 2019.

Dopo aver arrestato il primo ministro, Abdalla Hamdok, e averlo dichiarato decaduto, il 25 ottobre, il generale Abdel Fattah al-Burhan ha imposto uno stato di emergenza nazionale in tutto il Paese e sciolto sia il governo di transizione sia il Consiglio Sovrano, un organo misto civile e militare nato per portare la nazione africana sulla strada della transizione democratica. L’evento ha spinto decine di migliaia di manifestanti a riversarsi nelle strade della capitale, Khartoum, e nella sua città gemella Omdurman, subito dopo la notizia del colpo di stato. Le proteste sono state frenate dalle forze di sicurezza e gli scontri hanno provocato circa 7 morti e 140 feriti. I manifestanti sono tornati in piazza, il 26 ottobre, nonostante la repressione del giorno precedente e hanno bloccato le strade con pneumatici in fiamme e barricate. Si prevede che anche sabato 30 ottobre verrà organizzato un grande sit-in di massa per protestare contro i militari. 

Martedì 26 ottobre, in un discorso televisivo, al-Burhan ha difeso la presa del potere, affermando di aver evitato una guerra civile. Il generale si è poi impegnato a tenere le elezioni nel luglio 2023 e, nel frattempo, a nominare un governo tecnocratico. I più critici, tuttavia, dubitano che l’esercito sia seriamente intenzionato a cedere il controllo e sottolineano come il colpo di stato sia avvenuto proprio poche settimane prima che al-Burhan fosse obbligato a consegnare a un civile la guida del Consiglio Sovrano. A seguito di una diffusa condanna internazionale, nella serata di martedì, i militari hanno permesso ad Hamdok e a sua moglie di tornare a casa. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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