India: il governo Modi finisce sotto indagine della Corte Suprema

Pubblicato il 27 ottobre 2021 alle 18:23 in Asia India

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Il 27 ottobre, la Corte suprema indiana ha istituito un comitato di esperti per esaminare le accuse secondo cui il governo del primo ministro Narendra Modi avrebbe utilizzato lo spyware Pegasus, uno strumento di spionaggio militare di creazione israeliana, per monitorare avversari politici, giornalisti e attivisti.

Il comitato, guidato da un giudice in pensione, dovrebbe dare i risultati delle proprie valutazioni entro la fine del 2021. La Corte Suprema ha affermato che lo Stato non può ottenere un lasciapassare ogni volta citando problemi di sicurezza. Il giudice supremo N.V. Ramanna ha poi specificato: “La violazione del diritto alla privacy e alla libertà di parola, come asserito nella causa, deve essere esaminata”. Il governo in una dichiarazione giurata non ha detto alla Corte Suprema se ha usato o meno l’attrezzatura israeliana per lo spionaggio, adducendo motivi di sicurezza.

L’ordinanza della Corte Suprema è arrivata in risposta alle petizioni presentate da un gruppo di giornalisti indiani, attivisti per i diritti e politici dell’opposizione a seguito di un’indagine di un consorzio composto da 16 media internazionali e resa nota lo scorso 18 luglio.  In base a dati ottenuti dall’organizzazione no-profit di giornalismo Forbidden Stories con sede a Parigi e dal gruppo per i diritti umani Amnesty International, il consorzio ha dichiarato che lo spyware Pegasus, prodotto dal gruppo di hacker noto come NSO, con sede a Israele, sarebbe stato utilizzato per entrare nei dispositivi di più persone quali giornalisti, attivisti e opponenti politici in cinquanta Paesi diversi. In India, tra le persone che avrebbero subito l’attacco vi sarebbe stato il leader del Partito del Congresso, Rahul Gandhi, quaranta giornalisti, uno stratega elettorale critico nei confronti di Modi, Prashant Kishor, un ex alto funzionario della Commissione elettorale indiana, Ashok Lavasa, e un noto virologo, Gangandeep Kang. Il gruppo NSO ha affermato di vendere il suo spyware solo ad “agenzie governative controllate” per l’impiego di tale tecnologia contro terroristi e criminali. I critici definiscono tali affermazioni disoneste e avrebbero fornito prove del fatto che NSO gestisce direttamente lo spionaggio ad alta tecnologia, dicendo anche che il ripetuto abuso dello spyware Pegasus evidenzi la quasi totale mancanza di regolamentazione del settore della sorveglianza globale privata.

L’opposizione indiana ha chiesto un’indagine su come lo spyware israeliano sia stato utilizzato in India. In Parlamento, il 20 luglio scorso, Il ministro delle Tecnologie dell’Informazione, Ashwani Vaishnaw, aveva respinto le accuse ricevute dall’esecutivo di Modi definendole “esagerate” e un “tentativo di infangare la democrazia indiana”. Poco dopo tali dichiarazioni, il sito indipendente indiano The Wire aveva rivelato che anche lo stesso ministro era apparso sulla lista dei possibili soggetti da controllare elaborata nel 2017, quando non era ancora un membro del partito nazionalista induista di Modi, Bharatiya Janata Party (BJP). Il ministro dell’Interno, Amit Shah, aveva definito l’indagine un tentativo di “far deragliare la traiettoria di sviluppo dell’India attraverso le loro cospirazioni” e aveva affermato che si trattasse trattato di un piano volto a causare interruzioni in Parlamento. L’ex ministro delle Tecnologie dell’Informazione, Ravi Shankar Prasad, aveva poi affermato che non vi sarebbe alcuna prova delle accuse rivolte al governo indiano o al BJP.

Pegasus si infiltra nei telefoni per raccogliere i dati personali e sulla posizione e controlla di nascosto i microfoni e le fotocamere degli smartphone. Nel caso dei giornalisti, ciò consente agli hacker di spiare le loro comunicazioni con le loro fonti. I gruppi per i diritti affermano che i risultati rafforzano le accuse secondo cui non solo i regimi autocratici ma anche i governi democratici, inclusa l’India, hanno utilizzato lo spyware per fini politici.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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