Grecia-Turchia: 4 migranti annegati nell’Egeo, 3 sono bambini

Pubblicato il 27 ottobre 2021 alle 11:02 in Grecia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Guardia costiera greca ha riferito che 4 persone, tra cui 3 bambini, sono annegate dopo che un gommone, con a bordo circa 27 migranti, è affondato nel Mar Egeo, al largo dell’isola di Chios, durante una traversata dalla Turchia alla Grecia. L’incidente è avvenuto martedì 26 ottobre. A far naufragare l’imbarcazione sarebbero stati i venti forti e un guasto al motore. In 22, di cui 14 uomini, 7 donne e un bambino, sono stati salvati, mentre una persona è ancora dispersa. 

“La barca in questione era salpata dalla costa turca, carica di un gran numero di passeggeri. Questo fatto, in combinazione con le condizioni meteorologiche avverse, ha portato al distaccamento dello scafo”, ha dichiarato la Guardia costiera, specificando che nessuno dei passeggeri indossava il giubbotto di salvataggio. Dieci imbarcazioni, tra cui diverse motovedette della Guardia costiera e alcuni pescherecci che navigavano nelle vicinanze, nonchè due elicotteri, hanno assistito alle operazioni di salvataggio.

Soffermandosi sui bambini annegati, il ministro greco per l’Immigrazione, Notis Mitarachi, ha commentato, in un tweet: “Questa è la realtà dello sfruttamento dei migranti da parte di bande criminali nell’Egeo. Contrabbandieri senza scrupoli mettono in pericolo vite umane, al largo di Chios, in barche sovraffollate e non idonee alla navigazione”. I minori erano tutti di età compresa tra i 3 e i 14 anni. Le nazionalità delle vittime e dei sopravvissuti non sono ancora state rese note. 

La Grecia rappresenta una delle principali vie di accesso all’Unione europea per i richiedenti asilo che attraversano la Turchia su gommoni precari e sovraffollati. Il numero di arrivi e i naufragi mortali sono però diminuiti negli ultimi anni, soprattutto dopo l’accordo del 18 marzo 2016 tra Bruxelles e Ankara, con il quale quest’ultima si è impegnata nell’accoglienza di un cospicuo numero di migranti (la Turchia ospita attualmente circa 4 milioni di rifugiati, di cui 3,6 milioni di siriani) e ha promesso di gestire al meglio gli arrivi a fronte del sostegno finanziario da parte dell’UE e dell’avvio di un processo che facilitasse la ripresa del negoziato per la piena adesione turca al blocco, con un particolare occhio di riguardo ai dossier dell’ammodernamento dell’unione doganale e della liberalizzazione dei visti di ingresso in Europa per i cittadini turchi. Il budget che l’Unione europea ha promesso alla Turchia per la gestione dei rifugiati è pari a circa 6 miliardi di euro, di cui centinaia di milioni versati a settembre del 2020. 

Nonostante l’accordo, Atene accusa Ankara di non aver intrapreso azioni sufficienti per frenare i trafficanti che fanno partire migranti e rifugiati dalle sue coste su barche e gommoni poco sicuri. “Le autorità turche devono fare di più per prevenire alla fonte lo sfruttamento da parte di bande criminali. Questi viaggi non dovrebbero proprio accadere”, ha twittato Mitarachi. La Turchia sta chiedendo da tempo una revisione dell’accordo del 2016, sostenendo che l’UE non abbia mantenuto le promesse stabilite nel patto. Quasi un milione di persone, principalmente rifugiati siriani, sono arrivate nei Paesi dell’Unione, nel 2015, dopo aver attraversato le isole greche vicino alla Turchia. Circa 6.500 richiedenti asilo hanno raggiunto le coste della Grecia quest’anno, la maggior parte attraversando il confine terrestre nord-orientale con la Turchia o arrivando sulle isole del Mar Egeo, secondo i dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, UNHCR.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.