Germania: il Nord Stream 2 non mette a rischio la sicurezza energetica dell’UE

Pubblicato il 27 ottobre 2021 alle 11:48 in Europa Germania Russia

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Il Ministero dell’Economia della Germania ha dichiarato, martedì 26 ottobre, che la certificazione del gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2 non metterebbe a repentaglio la sicurezza delle forniture energetiche russe verso la Germania e l’Unione Europea (UE).

A riportare quanto reso noto dal suddetto Dipartimento tedesco, il medesimo martedì, è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Nel dettaglio, il Ministero dell’Economia, dopo aver analizzato la documentazione presentata dalla russa Nord Stream 2 AG, ha dichiarato che il progetto non rappresenta un rischio per la sicurezza energetica del blocco. Al momento, il gasdotto è completato ed è già stato riempito di gas e, secondo quanto riferito, il 14 ottobre, dal vice primo ministro russo, Alexander Novak, nonché ex ministro dell’Energia, sarebbe già pronto per pompare il carburante verso l’Europa e porre fine alla crisi energetica in corso. Tuttavia, prima di essere operativo, Nord Stream 2 deve ricevere l’approvazione dal regolatore tedesco, altresì noto come Federal Grid Agency, il quale dovrà elaborare un’analisi che passerà poi alla Commissione Europea per il via libera ufficiale.

 L’ente tedesco, che ha ricevuto la documentazione l’8 settembre, avrà tempo fino l’8 gennaio prossimo per pronunciarsi sulla questione. In precedenza, il medesimo 14 ottobre, la testata statunitense Politico aveva riferito, citando fonti proprie, che la Casa Bianca non avrebbe imposto una nuova ondata di sanzioni contro Nord Stream 2 AG e il suo amministratore delegato, Matthias Warning. Dall’altra parte, il Congresso statunitense, soprattutto il senatore texano Ted Cruz, si erano opposti a tale decisione e continuano a rimanere contrari al gasdotto.

L’Europa, a partire dal mese di agosto, ha iniziato a registrato un’impennata dei prezzi di gas, ancora in corso, che ha provocato una crisi energetica nel mercato del blocco, mettendo a rischio l’approvvigionamento energetico dei Paesi UE durante il periodo invernale. Così come il 21 settembre, anche il 18 ottobre la società energetica russa Gazprom aveva annunciato che anche per il mese di novembre non avrebbe messo a disposizione la capacità aggiuntiva del gasdotto Yamal-Europa, che corre lungo il territorio della Polonia. In tal modo, Gazprom, per il secondo mese consecutivo, si è “rifiutato” di massimizzare le proprie vendite di gas verso il mercato europeo, mettendo a disposizione 31 milioni di metri cubi di gas al giorno, valore che rappresenta un terzo della capacità totale del gasdotto in questione.

A causa di ciò, la Russia è stata accusata di aver limitato le forniture di gas verso l’Europa con lo scopo di sfruttare la situazione di crisi per ottenere la rapida approvazione dell’UE del controverso gasdotto Nord Stream 2. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che il Paese è pronto a fornire più gas al continente. Inoltre, Gazprom ha riferito che le forniture verso l’UE si stanno avvicinando a volumi record e ha giustificato il carente approvvigionamento, che comunque è conforme ai contratti sottoscritti con il blocco, con il fatto di voler dare la precedenza al rifornimento degli impianti di stoccaggio del gas della Federazione. Tale mossa ha portato ad un incremento del 30% della fornitura di gas verso il mercato interno.

Analisti del Centro di ricerca Sova Capital hanno evidenziato che gli impianti europei di stoccaggio di gas, al momento, sono pieni solo per il 77%, rispetto al 95% nello stesso periodo del 2020. Anche i dati di Gazprom hanno messo in luce come le forniture di gas verso l’Europa siano diminuite nel mese di ottobre. Nel gennaio 2021, il colosso energetico russo aveva prenotato 15 milioni di metri cubi di capacità aggiuntiva attraverso l’Ucraina, ha riferito Reuters. Tuttavia, dal completamento del Nord Stream 2, Mosca ha iniziato ad esercitare pressioni energetiche sui regolatori europei al fine di ottenere l’approvazione del gasdotto.

Il Nord Stream è uno dei più grandi gasdotti al mondo. Il primo progetto prese forma nel 1997, quando la russa Gazprom e la Neste, una compagnia petrolifera finlandese, costituirono la North Transgas Oy. L’8 novembre 2011, la Merkel inaugurò il Nord Stream 1 insieme all’ex presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, e l’ex primo ministro francese, François Fillon. Quindi, nell’ottobre 2012, la Russia valutò un ampliamento della cubatura di gas da trasportare in Europa, così si avviò il progetto Nord Stream 2. Ora in fase di completamento, la lunghezza prevista per il gasdotto è di 1.230 chilometri e il percorso che seguirà è analogo a quello del gasdotto Nord Stream 1: partirà dalle coste della Russia, attraverserà il Mar Baltico, fino a giungere alla Germania. Nello specifico, il Nord Stream 2 attraverserà le Zone Economiche Esclusive (ZEE) di 5 Paesi, quali Russia, Germania, Danimarca, Finlandia e Svezia e permetterà alla Russia di raddoppiare i volumi di gas trasportati, arrivando a 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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