Algeria: previsto un deficit storico nel bilancio 2022

Pubblicato il 27 ottobre 2021 alle 6:37 in Africa Algeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il premier dell’Algeria, Aimene Benabderrahmane, altresì ministro delle Finanze, ha presentato in Parlamento la legge di bilancio per il 2022. Accanto ad entrate pari a 5.683,22 miliardi di dinari, è previsto un deficit di circa quattro trilioni di dinari, corrispondenti a quasi 30 miliardi di dollari, il che rappresenta una cifra record per il Paese Nord-africano.

La notizia è stata riportata dal quotidiano al-Arab, dopo che il premier Benabderrahmane, il 24 ottobre, ha presentato il progetto di legge, poi analizzato, il giorno successivo, il 25 ottobre, dalla Commissione Finanze e Bilancio dell’Assemblea Nazionale del Popolo, il Parlamento monocamerale dell’Algeria. Sono diverse le misure inserite nella legge di bilancio proposta, volte soprattutto a “ridurre la pressione fiscale sulle famiglie e sulle istituzioni, rafforzando la progressiva graduazione dell’imposta sul reddito lordo”. Altre misure riguardano, poi, il settore agricolo e la promozione di investimenti, specialmente a beneficio dei giovani imprenditori.

Le entrate previste ammontano a 5.683 miliardi di dinari, circa 43 miliardi di dollari, di cui 3.579 miliardi di risorse ordinarie, pari al 63%, e 2.103,90 miliardi di tassazione del petrolio, corrispondente al 37%. Nella legge di bilancio 2021, era stato previsto un gettito di bilancio complessivo di 5.331,83 miliardi di dinari, di cui 3.404,78 di entrate ordinarie e 1.927 miliardi di dinari provenienti dal settore petrolifero. Per quanto riguarda le spese, invece, la legge di bilancio 2022 prevede un budget operativo di 6.311,53 miliardi di dinari e un budget di attrezzature, crediti di pagamento, di 3.546,90 miliardi di dinari, di cui 2.713,86 miliardi per investimenti e 833,03 miliardi per operazioni di capitale. In tale quadro, 36 miliardi di dinari saranno destinati alle infrastrutture economiche e amministrative, 253 miliardi di all’agricoltura e all’idraulica e 228 miliardi all’istruzione e alla formazione. Non da ultimo, 433 miliardi di dinari saranno stanziati per sostenere l’attività economica e altri 390 miliardi di dinari verranno riservati per spese impreviste.

Tenendo, poi, conto di un prezzo di riferimento del petrolio pari a 45 dollari al barile e un prezzo di mercato pari a 50 dollari, nella legge di bilancio 2022 è stata prevista una crescita economica del 3,3%, mentre il tasso di crescita ad esclusione degli idrocarburi dovrebbe ammontare al 3,7%. A tal proposito, nel progetto di legge, è stato specificato che, durante l’anno fiscale 2022, l’Algeria intende esportare idrocarburi per un valore di 27,9 miliardi di dollari e importare una cifra corrispondente a 31,8 miliardi di dollari. Parallelamente, è previsto un tasso di inflazione anch’esso del 3,7%.

Come evidenziato da al-Arab, la cifra che desta maggiore preoccupazione è quella relativa al deficit di bilancio, definito storico, in quanto pari a circa 30 miliardi di dollari. Ciò è stato provocato dalle crescenti esigenze di finanziamento per progetti relativi a infrastrutture, investimenti e stanziamenti di supporto, che, alla luce del calo dei prezzi di greggio, non hanno consentito al governo di Algeri di far fronte in modo adeguato alle spese previste.

Al contempo, sottolinea il quotidiano, il Paese sta provando a preservare una “pace sociale”, stanziando oltre 14,6 miliardi di dollari alla voce “sussidi” e prevedendo incentivi ed esenzioni per giovani investitori e imprenditori, così da sostenere progetti di start-up e ridurre gli alti livelli di disoccupazione. Come racconta al-Arab, in realtà, è da decenni che Algeri attua una politica di sussidi, con lo Stato si fa carico della differenza tra il prezzo di commercializzazione dei prodotti di largo consumo e il loro valore reale, oltre a sostenere alloggi, carburante, persone con bisogni speciali e le famiglie a basso reddito.

Ad ogni modo, il governo algerino intenderebbe passare a pagamenti diretti in contanti per le classi più bisognose, e potrebbe altresì effettuare tagli a sussidi per alcuni beni quali farina di frumento, olio da cucina, gas domestico ed elettricità. Al contempo, come riferito dallo stesso premier, il governo ha deciso di rinunciare ai profitti dei gruppi Sonatrach, Sonelgaz e di altre società governative, per consentire loro di espandere i loro investimenti e intensificare le proprie attività.

Nel bilancio 2021, era stato previsto un deficit pari a 22 miliardi di dollari, equivalente al 13,57% del Prodotto interno lordo (PIL). Accanto a un tasso di inflazione del 4,6% entro fine 2021, si prevedeva una crescita del PIL del 3,9% per l’anno in corso, mentre le riserve di liquidità dovrebbero raggiungere quota 47,5 miliardi di dollari entro la fine del 2022.

Ad ogni modo, ciò che più pesa è il calo dei prezzi del petrolio registrato nel mercato internazionale dal 2014. Le entrate derivanti da risorse energetiche, le quali rappresentano il 93% delle entrate algerine in valuta estera, si sono pressoché dimezzate, passando dai 60-70 miliardi di dollari di prima del 2014 ai 23 miliardi del 2020. Le esportazioni non petrolifere, invece, sono ammontate a circa 2,26 miliardi di dollari, nel 2020.

A confermare la precarietà dell’economia algerina vi è stato anche il Fondo Monetario Internazionale (FMI), che ha previsto un aumento del debito pubblico, per l’anno in corso, dal 53% al 63% del PIL, mentre l’inflazione dovrebbe raggiungere il 5%. Per ristabilire un certo equilibrio, a detta del FMI, sarebbe necessario un costo di 160 dollari al barile di petrolio, una cifra al momento difficilmente raggiungibile, soprattutto alla luce delle restrizioni dell’alleanza dei Paesi esportatori di Petrolio e suoi alleati, OPEC+.

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.