Afghanistan: Stato Islamico e al-Qaeda sono una minaccia per gli USA

Pubblicato il 27 ottobre 2021 alle 10:48 in Afghanistan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 26 ottobre, durante un’audizione alla Commissione per le Forze Armate del Senato degli Stati Uniti, il sottosegretario alla Difesa, Colin Kahl, e il tenente generale dell’esercito, James Mingus, hanno sottolineato i timori per la sicurezza nazionale statunitense derivanti dalla situazione in Afghanistan, affermando che sia al-Qaeda, sia lo Stato Islamico hanno intenzione di colpire il Paese.  

“La nostra missione militare in Afghanistan si è conclusa il 31 agosto, ma i nostri membri in servizio, i diplomatici e i dipendenti del governo continuano a lavorare sodo al riguardo”, ha affermato Kahl. “Stiamo esaminando la situazione e imparando dal passato, tenendo conto della scomoda verità che, nonostante due decenni e miliardi di dollari di investimenti statunitensi, l’esercito afghano è evaporato di fronte all’assalto dei talebani”, ha aggiunto. “Inoltre, stiamo guardando al futuro, rafforzando la nostra capacità di impegnarci in operazioni antiterrorismo ‘oltre l’orizzonte’ per garantire che nessuna minaccia proveniente dall’Afghanistan possa danneggiare la nostra patria o i nostri interessi, anche se il Dipartimento è nuovamente concentrato sulle sfide poste da Cina, Russia e altri Paesi concorrenti e avversari”, ha sottolineato. 

Interrogato sulla minaccia alla sicurezza del territorio statunitense rappresentata da al-Qaeda e dall’affiliata afghana dello Stato Islamico (IS-K), Kahl ha risposto che entrambe le organizzazioni hanno intenzione di attaccare gli Stati Uniti, ma nessuna delle due ne ha le capacità, per il momento. Secondo le stime citate dal sottosegretario alla Difesa, l’IS-K potrebbe esserne in grado nei prossimi 6-12 mesi, mentre al-Qaeda dovrebbe avere bisogno di 1-2 anni prima di potere effettuare un attacco al di fuori dei confini afghani, verso gli Stati Uniti. In ogni caso, il rappresentante del governo ha assicurato che gli USA  rimarranno all’erta sugli sviluppi della situazione. 

Interrogato sulla capacità di mantenere controllo ed operatività in Afghanistan, nonostante non ci sia più alcuna presenza sul territorio, il generale Mingus ha assicurato che gli Stati Uniti sono organizzati a tale proposito, aggiungendo che avrebbe fornito ulteriori informazioni al riguardo durante l’udienza privata con la Commissione per le Forze Armate del Senato. Tuttavia, il generale ha sottolineato l’importanza del Golfo per l’operatività e l’intelligence statunitense verso l’Afghanistan. “É più difficile, ma crediamo di aver dislocato le risorse, in questo momento, per distruggere se necessario le reti terroristiche in Afghanistan”, ha affermato Mingus. 

Inoltre, il sottosegretario ha sottolineato i rapporti tra le organizzazioni islamiste e il nuovo governo di talebani, evidenziando la rivalità con lo Stato Islamico. “I talebani e l’ISIS-K sono nemici mortali. Quindi i talebani sono fortemente motivati a prenderli di mira. La loro capacità di farlo, ritengo che debba essere determinata”, ha aggiunto il rappresentante del governo statunitense. Inoltre, questo ha aggiunto che le stime suggeriscono che i militanti dello Stato Islamico siano “poche migliaia”. Kahl ha poi affermato che al-Qaeda in Afghanistan rappresenta, invece, un problema più complesso, date le sue connessioni con i talebani.

Vent’anni dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, non solo al-Qaeda è ancora presente in Afghanistan, dove ha supportato la diplomazia e la guerra talebana fino alla presa di Kabul del 15 agosto, ma le sue ramificazioni si sono espanse in una rete che va dall’India al Sahara, passando per la penisola arabica. A giugno del 2020, il Dipartimento della Difesa degli USA aveva pubblicato un report in cui sottolineava la presenza di al-Qaeda sul territorio afghano e il fatto che l’organizzazione sosteneva e cooperava regolarmente con i talebani. Secondo il documento, il fine del gruppo era quello di minacciare la stabilità del governo di Kabul, supportato dalla NATO, con un particolare “interesse a lungo termine per quanto riguarda gli attacchi contro le forze statunitensi e contro gli obiettivi occidentali”.

Tuttavia, secondo gli Stati Uniti, la minaccia principale non proveniva dalla sezione centrale dell’organizzazione terroristica, ma dalla sua ramificazione più orientale, nota come al-Qaeda nel Subcontinente Indiano (AQIS), la cui nascita era stata annunciata dal leader di al-Qaeda, Ayman al Zawahiri, a settembre del 2014. Secondo il report della Difesa statunitense del luglio 2020, il nucleo originario dell’organizzazione terroristica, invece, era debole, concentrato prevalentemente sulla propria sopravvivenza, garantita dai  suoi rifugi remoti e impraticabili. 

Il 20 maggio del 2021, a meno di tre mesi dalla conquista di Kabul da parte dei talebani e del ritiro totale della NATO, un nuovo rapporto di un’agenzia di monitoraggio delle Nazioni Unite aveva confermato la presenza e la minaccia di al-Qaeda in Afghanistan. Il documento ha riportato i risultati delle attività di monitoraggio effettuate da maggio 2020 ad aprile 2021, affermando: “Una parte significativa della leadership di al-Qaeda risiede nella regione di confine tra Afghanistan e Pakistan, insieme ad al-Qaeda nel Subcontinente Indiano. Un gran numero di combattenti di al-Qaeda e altri estremisti stranieri allineati con i talebani sono stanziati in varie zone dell’Afghanistan”. Il report ha poi sottolineato il fatto che l’organizzazione terroristica aveva continuato a subire attacchi da parte della NATO, nel periodo in esame, risultandone logorata.

Tuttavia, il rapporto di al-Qaeda con i talebani, secondo l’agenzia, era rimasto forte. A tale proposito, il documento ha evidenziato una questione molto rilevante oggi: “La componente principale dei talebani a trattare con al-Qaeda è la rete Haqqani“. Come è noto, vent’anni dopo l’11 settembre 2001, il 7 settembre 2021, i talebani hanno nominato come ministro degli Interni proprio Sirajuddin Haqqani, leader dell’omonima rete e figlio del fondatore della stessa. In un momento di estrema incertezza e fragilità per il Paese, una delle poche certezze, oggi, è il legame ancora forte tra talebani e ad al-Qaeda. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.