Venezuela: ex procuratore generale Ortega chiede asilo in Spagna

Pubblicato il 26 ottobre 2021 alle 12:34 in America Latina Venezuela

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L’ex procuratore generale del Venezuela, Luisa Ortega Diaz, ha presentato una richiesta di asilo in Spagna come perseguitata politica del governo di Nicolas Maduro. Lo ha rivelato la stessa Ortega in un comunicato, rilasciato lunedì 25 ottobre. L’ex procuratore, una delle voci più critiche dell’attuale presidente venezuelano, era stata destituita, nell’agosto 2017, per aver manifestato posizioni fortemente contrarie al governo Maduro. Accusata di aver commesso “atti immorali”, si era rifugiata, nello stesso anno, in Colombia, da dove aveva presentato diverse denunce e prove di comportamenti illeciti commessi, attraverso il Pubblico Ministero, contro cittadini e oppositori del governo.

Secondo le parole di Ortega, il suo licenziamento, ad opera dell’allora Assemblea Costituente, fu, all’epoca, “un ulteriore passo del governo di Maduro verso l’instaurazione di una dittatura”. Due anni dopo, l’ex procuratore generale ha preso posizione a favore dell’opposizione, guidata da Juan Guaidó, esortando la popolazione a sostenerlo. Guaidó è stato riconosciuto, nel 2019, come presidente ad interim del Venezuela da più di 50 Paesi, inclusa la Spagna.

Ortega, che sostiene ancora di essere il legittimo procuratore generale del Venezuela, ha dichiarato, al momento della sua destituzione, che nel suo Paese c’era stata “una rottura dell’ordine costituzionale”, perché il potere esecutivo aveva “ignorato lo stato di diritto e la separazione dei poteri in vigore nel Paese”. Dopo le sue dichiarazioni, si legge nel comunicato, “le forze militari hanno attaccato” i locali della Procura, “presi d’assalto da folle violente legate al partito di governo”. Queste azioni, spiega il documento, hanno provocato “rappresaglie” contro di lei e la sua famiglia, “sottoponendola a persecuzioni e minacce alla sua libertà e integrità fisica”.

“Forzata a fuggire dalle persecuzioni e dalle minacce”, Ortega si è rifugiata in Colombia, dove le autorità le hanno dato protezione internazionale, le hanno concesso lo status di rifugiata, il 27 novembre 2018, e le hanno fornito una misura di protezione speciale in quanto considerata “perseguitata del regime venezuelano”. L’ex procuratore generale ha anche presentato osservazioni alla Corte penale internazionale, “alla quale ha fornito prove documentali” della “violazione sistematica” dei diritti umani commessa dal governo venezuelano. La denuncia ha portato a nuove minacce e attacchi contro la sua vita e la sua libertà, ha aggiunto il comunicato, per le quali Ortega ha deciso di trasferirsi in Spagna e chiedere nuovamente asilo. Nel documento, l’ex procuratore generale ha specificato che la richiesta è stata presentata qualche giorno fa, il 13 ottobre, a Madrid, attraverso il suo consulente legale, l’avvocato Ismael Oliver. 

Per il governo di Maduro, Ortega ha iniziato a diventare un elemento scomodo dal 31 marzo 2017, quando ha qualificato come violazione dell’ordine costituzionale le due sentenze del Tribunale supremo di giustizia, che sopprimevano i poteri del Parlamento, controllato dall’opposizione. L’ex procuratore aveva poi definito la Costituzione “insuperabile” e aveva criticato la gestione delle proteste contro Maduro, nello stesso anno. Il 28 giugno, ha denunciato il “terrorismo di Stato” da parte dell’attuale amministrazione e si è opposta all’elezione della Costituente. Posizioni che non sono piaciute e che, con il tempo, l’hanno portata all’esclusione dalla scena politica. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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