Oman: apre la prima fabbrica a Duqm con la partecipazione della Cina

Pubblicato il 26 ottobre 2021 alle 11:40 in Cina Oman

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È stata inaugurata in Oman, nella zona economica speciale di Duqm, porto omanita affacciato sul Mar Arabico, la prima fabbrica della città industriale omonima realizzata in collaborazione con la Cina. Si tratta del primo progetto di tal tipo per il Sultanato del Golfo, considerato il culmine della partnership tra Muscat e Pechino.

L’inaugurazione è avvenuta il 25 ottobre, nel rispetto della tabella di marcia prevista. L’impianto industriale appena aperto si occuperà della produzione di tubi non metallici in polietilene rinforzato, utilizzati principalmente nelle reti di raccolta e trasporto di fluidi di idrocarburi, e da impiegarsi, pertanto, soprattutto nelle industrie di gas e petrolio. La fabbrica, denominata Duqm Hongtong Pipe Company, costituisce “il primo progetto del suo genere nel Sultanato stabilito con una partnership omanita-cinese”, specificano fonti locali. Costruito su un’area di 60.000 metri quadrati, lo stabilimento è progettato per essere in grado di produrre ogni anno, in questa prima fase, circa 700 chilometri di tubi da 4 e 6 pollici. In un primo momento, i prodotti della fabbrica saranno messi a disposizione del mercato locale omanita, mentre, in seguito, questi saranno promossi e distribuiti in altri mercati regionali e internazionali in Asia, Africa, America ed Europa.

“Siamo lieti di essere i primi nel Sultanato a portare questo business” ha sottolineato il direttore generale della Duqm Hongtong Piping Company, Shao Longnan, nel corso della cerimonia di inaugurazione, definendo Duqm una destinazione economica promettente e l’intero Sultanato un ambiente imprenditoriale che offre diversi vantaggi competitivi. Inoltre, ha spiegato Longnan, il progetto avviato sarà altresì funzionale al trasferimento e allo scambio di tecnologia tra Cina e Oman, alla crescita dell’industria petrolifera e del gas e all’aumento delle opportunità di lavoro. Dal canto suo, Yahya bin Khamis al-Zadjali, responsabile della gestione delle operazioni della zona economica speciale di Duqm, ha dichiarato: “Questa fabbrica segna uno dei principali progetti nel parco industriale cinese-omanita di Duqm, che svolgerà un ruolo significativo nel soddisfare la domanda di questo prodotto delle compagnie petrolifere e del gas che operano nelle aree di concessione”. Inoltre, per al-Zadjali, in tal modo Duqm diverrà un polo economico e industriale “promettente”, in grado di attirare sempre più investimenti stranieri nel Paese.

Duqm Hongtong Company ha poi riferito di star conducendo un ulteriore studio per fornire nuovi prodotti che soddisfino i requisiti delle compagnie petrolifere e del gas. Tali prodotti avranno un impatto significativo e dovrebbero contribuire a risparmiare sforzi, costi operativi e di manutenzione, nonché a promuovere nuove tecniche di produzione. Il tutto si inserisce nel progetto della “Duqm Refinery and Petrochemicals”, un impianto di stoccaggio di petrolio da 230.000 barili al giorno, il quale vedono la partecipazione di diversi attori internazionali, dal Kuwait all’Arabia Saudita.

La Cina ha gradualmente rafforzato la propria presenza nel Sultanato del Golfo, attraverso ingenti investimenti, fino a giungere alla costituzione della zona industriale congiunta a Duqm, che consentirà a numerose aziende cinesi di investire in Oman con almeno 10 miliardi di dollari, in una prima fase. Sebbene l’accordo, siglato a maggio 2016, fosse inizialmente incentrato sull’espansione delle capacità produttive della raffineria di Duqm e delle relative operazioni, ora comprende una serie di progetti in tre aree, industria pesante, industria leggera e complessi polifunzionali, che si prevede saranno tutti finalizzati in un periodo che oscilla tra cinque e dieci anni.

Al di là del contributo di Pechino, il progetto di Duqm è considerato il più grande della storia omanita. Come riporta il quotidiano al-Arab, tale zona economica speciale è situata a circa 550 chilometri da Muscat e occupa un’area di 2.000 chilometri quadrati. L’area, istituita alla fine del 2011, sta attirando un interesse sempre maggiore da parte degli investitori regionali e internazionali, attirati soprattutto dalla posizione geografica, sul Mar Arabico, aperta sull’Oceano Indiano e vicina alle rotte del commercio marittimo internazionale. Inoltre, Duqm si estende su una lunghezza di 18 chilometri sulla costa, il che consente di ospitare una vasta gamma di strutture turistiche vitali. 

Non da ultimo, da ottobre 2019, Muscat ha adottato misure per migliorare il clima imprenditoriale di Duqm, tra cui la creazione di una piattaforma elettronica per stimolare le aziende locali e straniere e facilitare il loro ingresso nella zona economica esclusiva. Inoltre, sono state introdotte esenzioni fiscali e doganali per gli investitori e concessioni in usufrutto di terreni per lunghi periodi fino a 99 anni.

Anche il progetto di Duqm si inserisce nei tentativi dell’Oman di diversificare le proprie risorse e la propria economia, rendendola sempre più indipendente dalle riserve di petrolio, prima che queste si esauriscano. Il Sultanato è classificato al 22esimo posto, a livello globale, in termini di risorse petrolifere accertate, pari a circa 5 miliardi, mentre le riserve di gas naturale sono minime.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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