Myanmar: gli ultimi sviluppi

Pubblicato il 26 ottobre 2021 alle 12:08 in Asia Myanmar

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Il consigliere per la sicurezza nazionale degli USA, Jake Sullivan, il 25 ottobre, ha incontrato virtualmente due rappresentanti del Governo di unità nazionale del Myanmar (GUN), nato lo scorso 16 aprile per opporsi ai militari saliti al potere il primo febbraio scorso. Intanto, il 26 ottobre, è iniziato un summit dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN) dal quale è stato escluso il capo del governo militare del Myanmar, il generale Min Aung Hlaing, che ha deciso quindi di non inviare un rappresentante. Parallelamente l’Onu ha nominato una nuova inviata speciale per il Myanmar, Noeleen Heyzer.

La Casa Bianca ha annunciato che Sullivan ha incontrato Duwa Lashi La e Zin Mar Aung del GUN, ai quali ha sottolineato “il continuo sostegno degli Stati Uniti per il movimento per la democrazia” in Myanmar. Sullivan ha anche espresso preoccupazione “per la brutale violenza dei militari” e ha affermato che gli Stati Uniti “continueranno a promuovere la presa di responsabilità per il colpo di Stato”. Il consigliere statunitense ha poi affermato che gli USA continueranno a chiedere il rilascio di tutti coloro che sono stati “ingiustamente detenuti”, compreso Kyaw Min Yu, meglio conosciuto come Ko Jimmy, divenuto noto durante la rivolta studentesca in Myanmar del 1988, il quale è stato l’ultimo ad essere arrestato durante un raid notturno del 24 ottobre. Sullivan ha infine sottolineato il sostegno agli sforzi dell’ASEAN per far tener fede ai loro impegni ai militari del Myanmar.

A tal proposito, lo scorso 15 ottobre, l’ASEAN ha deciso di escludere Min Aung Hlaing dal vertice del blocco per non aver fatto fede all’impegno di ridurre le violenze, scegliendo invece di invitare un “rappresentante non politico” per il Myanmar. Il 25 ottobre, i militari hanno però affermato che avrebbero acconsentito solamente alla partecipazione del loro leader o di un ministro, dopo aver criticato la scelta del blocco. L’ASEAN aveva preso posizione dopo che i militari avevano respinto le richieste dell’inviato speciale del blocco, Erywan Yusof, di incontrare la leader del governo civile deposto il primo febbraio scorso, Aung San Suu Kyi.

Mentre si apre il vertice ASEAN, il 25 ottobre, il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha annunciato di aver nominato la sociologa di Singapore Noeleen Heyzer come nuova inviata speciale per il Myanmar, che sostituirà la svizzera Christine Schraner Burgener. Heyzer, 73 anni, ha ricoperto diverse posizioni di alto livello alle Nazioni Unite, in particolare tra il 2007 e il 2014 è stata capo di una commissione economica e sociale per l’Asia e il Pacifico e tra il 2013 e il 2015 è stata consigliere speciale per il Timor Est.

L’Onu ha stimato che circa 1.800 persone sono state uccise e molte altre sarebbero state arrestate da quando, l’Esercito ha preso il potere il primo febbraio scorso, dopo aver arrestato, la leader del governo civile che è stato rovesciato, Aung San Suu Kyi, l’allora presidente, Win Myint, e altre figure di primo piano dell’esecutivo.  I poteri legislativi, esecutivi e giudiziari sono stati trasferiti al comandante in capo delle forze armate, Min Aung Hlaing, mentre il generale Myint Swe è stato nominato presidente ad interim del Paese. L’Esercito ha giustificato le proprie azioni denunciando frodi elettorali avvenute durante le elezioni dell’8 novembre 2020, che avevano decretato vincitore con l’83% dei voti la Lega nazionale per la Democrazia (NDL), il partito allora al governo con a capo Aung San Suu Kyi. Tali votazioni sono state annullate e l’Esercito ha promesso nuove elezioni entro agosto 2023. Intanto, il primo agosto, è stato nominato un nuovo governo provvisorio di cui Min Aung Hlaing è primo ministro e che ha sostituito il Consiglio di amministrazione di Stato che aveva fino ad allora guidato il Paese, effettuando un passaggio da un consiglio militare ad un governo transitorio.

In risposta a tali eventi, dal 6 febbraio, sono nati sia un movimento di disobbedienza civile, con il quale molti dipendenti pubblici hanno lasciato il proprio impiego, sia proteste della popolazione, che l’Esercito ha represso con la violenza. In secondo luogo, l’Esercito ha ripreso a combattere contro diverse milizie etniche presenti da decenni in Myanmar, le quali si sono avvicinate ai manifestanti fornendo loro anche addestramento militare. I combattimenti nelle aree periferiche del Paese stanno generando centinaia di migliaia di sfollati. Infine, il 16 aprile scorso, più membri del Parlamento birmano deposti, alcuni leader delle proteste e altri rappresentanti di alcune minoranze etniche del Paese hanno istituito il governo di unità nazionale (GUN), che, dal 5 maggio scorso, ha un corpo armato noto come Forza di difesa del popolo. Il GUN e le sue milizie sono stati classificati come un gruppo terroristico l’8 maggio scorso. Il 7 settembre scorso, il presidente ad interim del GUN, Duwa Lashi La, ha dichiarato lo stato di emergenza e ha lanciato una “guerra difensiva”.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

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