Libia: si rinnovano gli scontri tra le milizie occidentali

Pubblicato il 26 ottobre 2021 alle 8:12 in Africa Libia

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L’emittente “al-Arabiya”, con sede a Dubai, ha riferito che, nella tarda serata del 25 ottobre, la città di al-Zawiya, nella Libia occidentale, è stata nuovamente teatro di violenti scontri tra milizie locali.

In particolare, ad affrontarsi sono state, da un lato, le milizie fedeli a Muhammad al-Bahrun, soprannominato “Il topo”, legate alla città di al-Zawiya stessa, e, dall’altro lato, la milizia Ghaniwa, a sua volta parte dell’Autorità di sostegno alla stabilità. Quest’ultima è guidata da Abdel Ghani al-Kikli, definito uno dei combattenti tripolini più noti. Gli scontri, riporta l’emittente nelle prime ore del 26 ottobre, risultano essere ancora in corso e hanno interessato una zona nei pressi di una “grande raffineria di petrolio”. Secondo fonti di al-Arabiya, sono state impiegate “armi di ogni tipo”, pesanti e di medio calibro. I video diffusi sui social media mostrano, poi, il lancio di granate ed esplosivi, da entrambe le parti belligeranti, e le nubi di fumo sollevarsi dagli edifici. Inoltre, sono state segnalate anche vittime civili, il cui numero, però, non è stato ancora specificato.

Sin dal cessate il fuoco, raggiunto il 23 ottobre 2020 a Ginevra, e dalla successiva formazione del nuovo esecutivo ad interim, nell’intera area di Tripoli e in altre zone della Libia occidentale, tra cui al-Zawiya, i gruppi armati che hanno combattuto contro l’Esercito Nazionale Libico (LNA) sono protagonisti di scontri intermittenti, volti a contendersi aree di influenza e rotte di contrabbando, nel tentativo di guadagnarsi un ruolo all’interno dell’apparato militare statale e delle istituzioni in via di unificazione. La popolazione locale, oggetto di intimidazioni, ha più volte chiesto alle autorità libiche di intervenire per preservare la propria sicurezza e porre fine a tali tensioni.

La stessa milizia Ghaniwa si era affrontata per le strade della capitale, il 3 settembre, con la 444esima Brigata. Secondo il comandante del distretto militare di Tripoli, il generale Abdel Basset Marwan, le tensioni sarebbero state alimentate dal mancato rispetto, da parte delle 444esima Brigata, degli “ordini militari” impartiti e dalla sua partecipazione a riunioni militari, senza autorizzazione, oltre che dal possesso di un bilancio con fondi provenienti da fonti sconosciute, il che starebbe a indicare come la milizia sia oramai fuori controllo. Prima ancora, il 27 agosto, gli uomini di al-Kikli avevano affrontato le milizie di al-Bahrun ad al-Zawiya. Le tensioni, secondo quanto raccontato allora da al-Arabiya, erano scoppiate dopo che una forza affiliata ad al-Bahrun aveva attaccato alcune postazioni dell’Autorità tripolina, nel Sud della città occidentale.

L’Autorità di Sostegno alla stabilità era stata fondata dal primo ministro del precedente Governo di Unità Nazionale (GNA), Fayez al-Sarraj, altresì ex capo del Consiglio presidenziale, prima della fine del suo mandato e della cessione dei poteri alle nuove autorità ad interim. Tra le mansioni affidate al nuovo organo vi era il rafforzamento delle misure di sicurezza nelle “sedi ufficiali dello Stato”, la protezione dei funzionari governativi, anche in occasione di eventi pubblici, la partecipazione in operazioni di “combattimento e inseguimento” e il controllo di movimenti popolari incoraggiati da “fuorilegge”. In realtà, secondo fonti definite “informate”, la decisione di al-Sarraj aveva l’obiettivo di costituire un gruppo in grado di difenderlo dai combattenti dell’ex ministro dell’Interno, Fathi Bashagha, uno dei contendenti della poltrona di primo ministro nel futuro governo libico.

Alla base della mancanza di sicurezza sia nell’Est sia nell’Ovest libico, secondo alcuni, vi è l’assenza di un apparato militare unificato. Le istituzioni di sicurezza statali risultano essere ancora divise e, di conseguenza, non in grado di fronteggiare situazioni che potrebbero sfociare nel caos. Un primo segnale positivo in tal senso è giunto il 25 agosto, data in cui la 166esima Brigata di Misurata, dell’Ovest libico, e la Brigata Tareq bin Ziyad, affiliata all’Esercito Nazionale Libico, hanno formato una forza congiunta per mettere in sicurezza il Grande fiume artificiale (GMR), un acquedotto che preleva acqua dolce dal Sahara per portarla verso la costa. Come evidenziato anche dalla missione di Sostegno delle Nazioni Unite, UNSMIL, quanto accaduto rappresenta un passo significativo verso la riunificazione dell’apparato militare e del Paese Nordafricano in generale.

Tuttavia, le tensioni tra milizie locali non si sono ancora del tutto placate. Tale questione si aggiunge agli altri dossier irrisolti che rischiano di minare il percorso di transizione democratica intrapreso dalla Libia, il cui obiettivo è porre fine alla crisi e alle tensioni che hanno avuto inizio il 15 febbraio 2011.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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