Israele- UAE: verso una cooperazione anche tra le forze aeree

Pubblicato il 26 ottobre 2021 alle 10:46 in Emirati Arabi Uniti Israele

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Il capo dell’aeronautica militare degli Emirati Arabi Uniti (UAE), il maggiore generale Ibrahim Nasser Mohammed al-Alawi, si è recato, per la prima volta, in Israele, il 25 ottobre, nel quadro di una visita definita “storica”. Il generale, in particolare, è stato chiamato a supervisionare le esercitazioni organizzate da Israele, “Blue Flag”. Ad ogni modo, l’obiettivo dei due Paesi è rafforzare i legami di cooperazione tra Tel Aviv e Abu Dhabi anche nel campo dell’aviazione.

La visita è stata svolta a più di un anno di distanza dai cosiddetti accordi di Abramo, siglati il 15 settembre 2020, con cui gli UAE hanno normalizzato le proprie relazioni con Israele, dando il via a una serie di partnership soprattutto a livello economico e commerciale. Sebbene entrambi i Paesi siano accomunati dal timore della “minaccia iraniana”, fino ad ora, i legami di cooperazione instaurati si sono limitati alla sfera economica e diplomatica, senza toccare l’ambito militare.

Tuttavia, riferendosi all’arrivo di Alawi alla base di Ovda, il 25 ottobre, il generale a capo delle forze aeree israeliane, Amikam Norkin, ha parlato di un “giorno davvero storico con un enorme significato per il futuro della cooperazione” tra Israele e gli UAE nel settore dell’aviazione, mentre le forze di difesa israeliane hanno definito la visita il primo passo per rafforzare “legami militari”. Non sono stati diffusi particolari dettagli in merito a tale cooperazione, ma fonti israeliane hanno parlato di una possibile formazione di forze di difesa congiunte tra Abu Dhabi e Tel Aviv “contro i droni di Teheran”. Inoltre, la visita di Alawi è stata vista da alcuni non solo come un segnale della crescente collaborazione di UAE e Israele anche nel campo della difesa, ma anche come un messaggio verso l’Iran.

In tale quadro, gli Emirati prenderanno parte alle esercitazioni militari organizzate da Israele, denominate “Blue Flag”, definite le maggiori per le forze aeree coinvolte. Queste hanno avuto inizio a metà ottobre e si prevede proseguiranno fino al 28 ottobre, per una durata complessiva di due settimane. Amir Lazar, capo delle operazioni dell’aeronautica israeliana, ha riferito ai giornalisti che le esercitazioni “non si concentrano sull’Iran”, ma funzionari dell’esercito hanno affermato che l’Iran rimane la principale minaccia strategica di Israele ed è al centro di gran parte della sua pianificazione militare.

È dal 2013 che Israele, ogni due anni, organizza tali esercitazioni nel deserto del Negev, con l’obiettivo di sincronizzare diversi tipi di aerei, pilotati da diversi Paesi. Con più di 70 aerei da combattimento, inclusi “Mirage 2000”, “Rafale” e “F-16”, e circa 1.500 membri partecipanti, le esercitazioni del 2021 “sono le più grandi mai tenute in Israele”, ha affermato Lazar. Tra le nazioni partecipanti vi sono anche Francia, Stati Uniti, Germania e Regno Unito, mentre il generale emiratino, Alawi, ispezionerà le esercitazioni. Tuttavia, gli aerei degli UAE non voleranno.

Circa i legami di cooperazione tra Israele ed UAE, il 20 ottobre, è stato siglato un accordo tra le agenzie spaziali di entrambi i Paesi, volto a rafforzare la cooperazione nella ricerca scientifica, nell’esplorazione dello spazio e nel trasferimento di conoscenze in quest’ambito. In tale quadro, gli Emirati scambieranno ricerche e svilupperanno strumenti scientifici per la missione israeliana Beresheet-2, il cui obiettivo è far atterrare un veicolo spaziale sulla Luna entro il 2024. Anche le università in Israele e negli Emirati Arabi Uniti lanceranno progetti di ricerca collaborativa, riguardanti diversi fenomeni, come la marea rossa, l’analisi dell’infestazione da punteruolo rosso della palma, che minaccia la coltivazione della palma da datteri, e la mappatura degli aerosol, particelle solide e liquide sospese nell’atmosfera. Non da ultimo, i dati sulla vegetazione e sull’ambiente raccolti da un microsatellite utilizzato dall’Agenzia spaziale israeliana e dall’Agenzia spaziale francese saranno condivisi con gli Emirati Arabi Uniti.

Da settembre 2020, sono diversi i progressi registrati a livello diplomatico ed economico da Israele e gli Emirati, e si stima che gli scambi commerciali tra le due parti abbiano raggiunto un valore di oltre 354 milioni di dollari.  In tale quadro si inserisce l’accordo siglato dal ministro degli Affari esteri israeliano, Yair Lapid, e il suo omologo emiratino durante i colloqui del 29 giugno, in materia di cooperazione economica e commerciale. Poi, il 13 luglio, Israele e gli UAE hanno siglato il primo accordo relativo al settore agricolo. In particolare, il ministro dell’Agricoltura israeliano, Oded Forer, e il ministro della sicurezza alimentare e idrica degli Emirati Arabi Uniti, Mariam al-Muhairi, hanno firmato un’intesa che consentirà alle parti di cooperare nell’ambito della ricerca e dell’innovazione nel settore agricolo, oltre che in materia di commercio e sicurezza alimentare.

Alcune delle intese siglate nell’ultimo anno tra i due Paesi riguardano anche l’ambito energetico. In tale quadro, il 20 ottobre 2020, la società di gasdotti israeliana Eilat Ashkelon Pipeline Company (EAPC) aveva dichiarato di aver firmato un accordo preliminare per favorire il trasporto di petrolio dagli Emirati Arabi Uniti all’Europa, attraverso un gasdotto che collega la città di Elat, sul Mar Rosso, e il porto di Ascalona, situato sulla costa mediterranea. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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