Siria: aereo di Israele contro la regione di Quneitra

Pubblicato il 25 ottobre 2021 alle 8:15 in Israele Siria

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Un aereo israeliano ha colpito, nella mattina di lunedì 25 ottobre, postazioni appartenenti all’esercito siriano e ai suoi alleati, situate nel governatorato di Quneitra, nella Siria meridionale. L’episodio si è verificato dopo il recente incontro tra il premier di Israele, Naftali Bennett, e il capo del Cremlino, Vladimir Putin, durante il quale Tel Aviv avrebbe ricevuto l’autorizzazione a impiegare i cieli siriani per condurre i propri raid.

La notizia è stata riportata dal quotidiano al-Arabiya, sulla base delle informazioni fornite dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), con sede a Londra. Quest’ultimo, in particolare, ha riferito che un aereo israeliano ha lanciato due missili contro centri militari presso la città di al-Ba’ath e il villaggio di al-Krum, entrambi situati nella regione di Quneitra e appartenenti alle forze affiliate al presidente siriano, Bashar al-Assad e ai suoi alleati. Il SOHR ha parlato di “gravi perdite” materiali, mentre, sino ad ora, non sono state registrate vittime.

L’attacco del 25 ottobre giunge a pochi giorni di distanza dai colloqui di Bennett e Putin, svoltisi a Sochi il 22 ottobre. Secondo quanto riferito da al-Arabiya, oltre a parlare di Iran e del dossier sul nucleare, Mosca, alleata di Assad nella cornice del perdurante conflitto, avrebbe concesso alla controparte israeliana un lasciapassare per continuare a condurre raid aerei in Siria contro i propri “nemici”, Iran in primis. Come rivelato dal ministro israeliano Ze’ev Elkin, il quale ha accompagnato Bennett a Sochi, in qualità di interprete e consigliere, Russia e Israele si sono detti concordi a preservare e mettere in atto il meccanismo di “de-conflitto” precedentemente stabilito e a coordinarsi sulle operazioni in Siria, al fine di scongiurare eventuali scontri tra la parte russa e israeliana. Ciò è stato interpretato come un via libera per Tel Aviv a continuare le proprie operazioni contro obiettivi filoiraniani e di Hezbollah nei territori siriani. Bennett, riporta al-Arabiya, ha altresì chiesto alla controparte russa il ripristino dell’intesa di de-escalation nel Sud della Siria, tra i cui obiettivi vi è respingere la presenza iraniana a 80 chilometri a Nord del Golan occupato.

Dal 2011, Israele è considerato l’autore di attacchi aerei in Siria, volti a prendere di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, Iran ed Hezbollah in primis, considerati una minaccia per la propria sicurezza. Negli ultimi mesi, le operazioni attribuite a Israele hanno mirato a colpire soprattutto le milizie filoiraniane stanziate nella Siria orientale, meridionale e Nord-occidentale, oltre che nei sobborghi intorno a Damasco. Uno degli ultimi episodi si è verificato nella sera del 13 ottobre, quando almeno un soldato siriano e altri 3 combattenti di gruppi filoiraniani sono rimasti vittima di un attacco aereo, presumibilmente condotto da Israele, nei pressi della città di Palmira, situata nel governatorato di Homs, nella Siria centrale.

A Quneitra, risale al 17 agosto la notizia di un forte incendio a seguito di un attacco missilistico attribuito a Israele. Secondo il SOHR, in tale occasione tre missili hanno colpito le colline di Qurs al-Nafl, nelle vicinanze della municipalità di Huder, a sua volta situata nella periferia settentrionale di Quneitra. Tale area ospita postazioni appartenenti sia alle forze di Damasco sia a milizie iraniane ad esse affiliate. Prima ancora, il 17 giugno, Israele, a detta dell’esercito siriano, ha preso di mira una postazione presumibilmente appartenente ad Hezbollah nella medesima regione Sud-occidentale.

A detta di Israele, Teheran starebbe provando a intensificare la propria presenza in Siria, creando una base permanente, sebbene le operazioni israeliane abbiano contribuito a limitare l’influenza del nemico iraniano. Inoltre, fonti di intelligence regionali hanno dichiarato che i gruppi armati filoiraniani, tra cui le Quds Force, hanno rafforzato la propria presenza nei dintorni di Sayeda Zainab, nel Sud di Damasco, dove si pensa siano state create diverse basi sotterranee. Funzionari militari siriani e dell’intelligence occidentale hanno poi affermato che in cima alla lista dei target di Israele vi sono le infrastrutture che potrebbero consentire all’Iran di produrre missili a guida di precisione sul territorio siriano, erodendo il vantaggio militare regionale di Israele.

Il tutto si colloca nel quadro del più ampio conflitto civile in Siria, scoppiato il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione siriana ha iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano, Assad. L’esercito del regime siriano è coadiuvato da Mosca, oltre ad essere appoggiato dall’Iran e dalle milizie libanesi filoiraniane di Hezbollah. Sul fronte opposto vi sono i ribelli, i quali ricevono il sostegno della Turchia.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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