Russia-Germania: tensioni riguardo alla deterrenza nucleare

Pubblicato il 25 ottobre 2021 alle 19:27 in Germania NATO Russia

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Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha consegnato una nota di protesta ad un attaché militare dell’Ambasciata tedesca a Mosca, lunedì 25 ottobre, in cui sono stati criticati i commenti di Berlino sulla deterrenza delle capacità nucleari di Mosca.

A riportare la notizia, il medesimo lunedì, è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Secondo quanto reso noto, il suddetto Dipartimento russo ha convocato il funzionario tedesco per esplicitare la propria posizione rispetto ai commenti che la ministra della Difesa tedesca, Annegret Kramp-Karrenbauer, aveva rilasciato la scorsa settimana in merito alla deterrenza nucleare della Russia. “Tali dichiarazioni contribuiscono ad incrementare le tensioni in Europa”, ha rivelato il Ministero russo all’attaché, aggiungendo che, il Paese non sta contribuendo alla normalizzazione delle relazioni tra Occidente e Russia, soprattutto dopo il raffreddamento dei rapporti tra Mosca e la NATO. A seguito di tali parole, all’attaché militare è stata consegnata una nota di protesta.

Le crescenti tensioni tra i due blocchi sono state anche messe in luce, sabato 23 ottobre, dal ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu. In tale occasione, il rappresentante russo ha accusato la NATO di “ammassare gradualmente” le proprie Forze militari nei pressi del confine che condivide con la Federazione. Inoltre, secondo Shoigu, l’Alleanza non sarebbe disposta ad avviare un dialogo con la Russia, e rapportarsi con lei da “pari”, per discutere di “sicurezza europea”. “La NATO sta gradualmente dispiegando forze vicino ai nostri confini, e, al contempo, esorta a adottare una strategia di deterrenza militare della Russia”, ha affermato Shoigu in una dichiarazione, aggiungendo: “La ministra della Difesa tedesca sa molto bene come si è conclusa una situazione analoga per la Germania e l’Europa”, facendo probabilmente riferimento agli eventi della Seconda Guerra Mondiale. Shoigu ha poi ribadito che la questione della sicurezza in Europa “deve essere reciproca” e, che di conseguenza, non dovrebbero nemmeno essere minacciati gli interessi della Russia. “Tuttavia, è la NATO a non essere pronta ad un dialogo paritario sulla questione”, ha concluso il ministro russo.

Le relazioni tra la Russia e l’Alleanza, nel mese di ottobre, si sono particolarmente deteriorate, raggiungendo un livello di rottura analogo, se non peggiore, a quello dei legami durante la Guerra Fredda, come aveva affermato la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zacharova, dopo che la NATO aveva annunciato, il 21 ottobre, la preparazione di un piano strategico per contrastare un potenziale attacco di Mosca contro le regioni Baltiche e il Mar Nero. Il piano antirusso, di carattere ancora confidenziale, era stato reso noto da Reuters a seguito di rivelazioni fatte da fonti diplomatiche presso l’Alleanza. “Il concetto di deterrenza e di difesa nell’area euro-atlantica, insieme al piano di difesa strategico, sono necessari poiché la Russia sviluppa sistemi militari avanzati e schiera truppe ed equipaggiamenti sempre più vicino ai confini degli Alleati”, avevano rivelato le fonti a Reuters. Considerando il rischio di numerosi attacchi lanciati simultaneamente, è “necessario attuare una pianificazione olistica”, aveva affermato un funzionario degli USA.

Secondo Mosca, l’Alleanza adotta un approccio “fallimentare” nei suoi confronti, poiché gli Stati membri non percepiscono la Russia come un “partner alla pari”, come ha anche sottolineato Shoigu il 25 ottobre. I rapporti bilaterali, inoltre, si sono ulteriormente deteriorati quando l’Alleanza Atlantica aveva annunciato, il 6 ottobre, l’espulsione di otto diplomatici russi accusati di “presunte attività ostili, quali omicidi e spionaggio”, in quanto “membri non dichiarati dell’intelligente russa”. Il quotidiano russo indipendente Kommersant aveva poi fatto riferimento ad un’indagine condotta dalla NATO stessa, la quale avrebbe chiesto ai Paesi membri di redigere rapporti riguardanti le presunte “attività ostili” condotte dalla Federazione. Tali documenti erano poi stati consegnati, nel mese di settembre, alle autorità dell’Alleanza e avevano portato all’espulsione degli otto diplomatici, nonché all’abolizione di due posizioni lavorative.

 In risposta, la Russia ha annunciato, il 18 ottobre, la chiusura della sua missione diplomatica permanente alla NATO, nonché la sospensione dei lavori presso gli uffici dell’Alleanza a Mosca. Tale misura entrerà in vigore a partire dal primo novembre, e, secondo analisti internazionali, potrebbe contribuire a far “precipitare” le già instabili relazioni tra Mosca e la NATO, poiché si tratta di una mossa “senza precedenti”. 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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