Pakistan: intesa tra governo e manifestanti dopo 3 giorni di proteste

Pubblicato il 25 ottobre 2021 alle 12:05 in Asia Pakistan

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Il partito islamico radicale pakistano Tehreek-e-Labbaik Pakistan (TLP) ha accettato di sospendere per tre giorni la marcia di migliaia di persone verso la capitale Islamabad, dopo che il governo ha accettato di far cadere le accuse pendenti contro il leader del partito, Saad Rizvi, il 24 ottobre. Oltre a questo, nella stessa giornata, il Pakistan ha anche rilasciato 350 attivisti del TLP, ciò nonostante centinaia di manifestanti sono ancora accampati nella principale autostrada nei pressi di Muridke, a 30 km da Lahore, in attese degli esiti dei negoziati tra TLP e governo, il 25 ottobre.

Al momento, il ministro provinciale della Legge, Raja Basharat, il ministro dell’Interno, Shaikh Rashid Ahmed, e il ministro per gli Affari Religiosi, Noorul Haq Qadri, stanno conducendo colloqui con il consiglio esecutivo del TLP a Islamabad. I dialoghi hanno portato ad un’intesa, in base alla quale il Punjab ritirerà le accuse contro Rizvi  e rilascerà tutti i detenuti durante la marcia di protesta entro il 26 ottobre, secondo quanto riferito ad Associated Press da Basharat. Quest’ultimo ha anche affermato che l’intesa prevede anche che il governo federale onorerà un precedente accordo con il TLP per discutere le relazioni diplomatiche el Pakistan con la Francia sulla questione della pubblicazione di caricature del profeta Maometto. Il portavoce del partito di Rizvi, Sajid Saifi, ha confermato le parole del ministro e ha affermato che migliaia di sostenitori del partito rimarranno nella città di Mureedke in attesa del rilascio dei leader del partito e dei membri che sono stati arrestati. Il ministro dell’Interno pakistano ha poi riferito ai giornalisti che la richiesta del TLP di espellere l’ambasciatore francese in Pakistan per le caricature sarebbe stata presentata a una commissione parlamentare nei prossimi giorni.  

L’intesa tra manifestanti e autorità è arrivata dopo che, il 23 ottobre, i sostenitori del TLP hanno lasciato la città orientale di Lahore diretti a Islamabad, scontrandosi per il secondo giorno consecutivo con la polizia, che ha lanciato gas lacrimogeni sulla folla. Il gruppo aveva iniziato la manifestazione il giorno prima, quando aveva lanciato una “lunga marcia” da Lahore a Islamabad, chiedendo il rilascio di Rizvi, che era stato arrestato durante manifestazioni contro la Francia per la pubblicazione di caricature del profeta Maometto, lo scorso 12 aprile. Allo stesso tempo, il TLP era stato messo fuorilegge. Le manifestazioni del 22 ottobre hanno causato la morte di 2 poliziotti e numerosi feriti, secondo quanto riferito dalla polizia. Saifi ha poi affermato che anche 7 sostenitori del TLP sono stati uccisi dalla polizia e molti altri sono rimasti feriti. Ahmed ha però affermato che il governo non era a conoscenza di alcuna morte tra i sostenitori del TLP.

Il 12 aprile scorso, il TLP era stato dichiarato un’organizzazione terroristica dal governo di Islamabad che lo aveva bandito come partito. In particolare, dopo aver ricevuto l’ultimatum del 20 aprile dal TLP per espellere l’ambasciatore francese in Pakistan, il governo di Islamabad aveva deciso di arrestare il leader del gruppo, Saad Hussain Rizvi, lo stesso 12 aprile, innescando proteste da parte dei suoi sostenitori in tutto il Paese. Il successivo aprile 17 aprile, il primo ministro pakistano, Imran Khan, aveva chiarito che il TLP era stato bandito in quanto non avrebbe rispettato il potere statale e avrebbe fatto uso di violenze e attacchi contro civili e forze dell’ordine.  Khan aveva così chiarito che il gruppo era stato limitato per il suo atteggiamento nei confronti del governo pakistano e non per le sue posizioni di opposizione alla Francia.

Il TLP ha guidato le proteste anti-francesi in Pakistan da quando il presidente della Francia, Emmanuel Macron, nel mese di ottobre 2020, aveva difeso i diritti della testata satirica francese Charlie Hebdo di ripubblicare una vignetta ritraente il profeta Maometto. Nello specifico, Macron aveva affermato che avrebbe difeso la libertà di espressione dopo che, il 16 ottobre 2020, un insegnante francese, Samuel Paty, era stato decapitato in pieno giorno davanti a una scuola in un comune francese a Nord della capitale per aver mostrato ai suoi studenti le vignette in questione durante un corso sulla libertà di espressione.

Il partito di Rizvi ha guadagnato importanza nelle elezioni del 2018 in Pakistan, facendo una campagna incentrata sulla questione di difendere la legge sulla blasfemia del Paese, che prevede la pena di morte per chiunque insulti l’Islam.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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