Nigeria: nuovo attacco armato contro una prigione

Pubblicato il 25 ottobre 2021 alle 11:44 in Africa Nigeria

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Un gruppo di uomini armati ha attaccato una prigione nello stato di Oyo, nella Nigeria orientale, e ha liberato oltre 800 detenuti. Si tratta del terzo assalto di questo tipo nel 2021. 

L’assalto si è verificato venerdì 22 ottobre, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters. La fonte cita il servizio carcerario locale, che ha riferito che gli aggressori erano pesantemente armati. Questi, dopo un primo scambio a fuoco con gli agenti penitenziari, erano riusciti ad accedere al cortile interno della prigione, facendo esplodere le mura della struttura con la dinamite. Circa 575 detenuti, che erano tutti in attesa di processo, erano fuggiti a seguito dell’attacco, mentre circa 64 erano invece rimasti all’interno. Un totale di 262 fuggitivi sono poi stati catturati successivamente, secondo le autorità penitenziarie.

L’attacco alla prigione di Oyo arriva a seguito di altri due assalti simili: il primo nello stato di Imo, il 5 aprile, quando sono stati liberati più di 1.800 detenuti; il secondo nello stato di Kogi, il 12 settembre, quando altri 266 prigionieri sono stati rilasciati con la forza. In tale contesto, è importante ricordare che il quadro di sicurezza della Nigeria è complesso ed è caratterizzato da profonde divisioni interne e dalla presenza, a Nord-Est, di militanti islamisti e, a Nord-Ovest, dei cosiddetti gruppi di “banditi”, organizzazioni criminali che sono soliti effettuare rapimenti in cambio di un riscatto. 

Secondo una ricerca del Crisis Group, la crisi in Nigeria fonda le sue radici in una lunga competizione per la terra e le risorse idriche tra i pastori di etnia Fulani e gli agricoltori di etnia Hausa, che nel tempo si è evoluta in scontri sempre più violenti. Le due parti hanno mobilitato gruppi armati, anche noti come “banditi” o “vigilantes”, per proteggersi dagli assalti della fazione rivale. Il degrado ambientale legato al cambiamento climatico e la forte crescita della popolazione hanno intensificato le tensioni e gli scontri tra le parti. Inoltre, a causa dell’incremento del commercio di armi leggere e di piccolo calibro nell’area, sono proliferate le bande di criminali, che si nascondono nelle foreste della regione. Questi gruppi effettuano principalmente furti di bestiame, rapimenti a fini di riscatto, rapine a mano armata e saccheggi di villaggi.

Infine, a complicare il quadro, sembra essere sempre più comune la collaborazione tra i cosiddetti banditi e i gruppi jihadisti. Da quanto si evince da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), i gruppi di banditi avrebbero formato delle alleanze con Boko Haram, uno dei principali gruppi terroristici jihadisti della Nigeria, soprattutto nella regione settentrionale. L’organizzazione in questione era nata nel 2002 come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della Sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza e i militanti civili della Civilian Joint Task Force (CJTF), hanno represso Boko Haram, costringendo il gruppo armato a lasciare le città e a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha perpetrato attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili.

Nel 2016, Boko Haram si è fratturato, dopo disaccordi interni e la significativa perdita di territorio e militanti subita nei mesi precedenti. Di conseguenza, due grandi fazioni sono emerse: lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (ISWAP), e il Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad (JAS). Successivamente, lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS) ha riconosciuto la fazione ISWAP come sua affiliata, preferendo il leader di quest’ultima, Abu Musab al-Barnawi, a quello di Boko Haram, Abubakar Shekau. Il 6 giugno 2021, l’ISWAP ha annunciato la morte di Shekau, a seguito di un attacco effettuato il 18 maggio dall’affiliata dello Stato Islamico. Da allora, si sono diffuse notizie di militanti di Boko Haram che si sono uniti all’ISWAP, mentre l’organizzazione madre sembrava essere sul punto di sciogliersi. 

Tuttavia, il 14 ottobre, il capo di Stato Maggiore delle forze armate nigeriane, il generale Lucky Irabor, ha riferito alla stampa che anche il leader dello Stato Islamico nella Provincia dell’Africa occidentale (ISWAP), Abu Musab al-Barnawi, è deceduto. Le autorità hanno poi aggiunto che anche il suo vice e probabile successore, Malam Bako, era deceduto negli stessi scontri. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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