Libia: annunciato il piano per le elezioni presidenziali e parlamentari

Pubblicato il 25 ottobre 2021 alle 6:36 in Africa Libia

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L’Alta commissione per le elezioni nazionali della Libia ha stabilito che i processi delle elezioni presidenziali e parlamentari si svolgeranno simultaneamente. La data prevista per l’apertura dei seggi non è stata specificata. Si presume, pertanto, che questa sia rimasta invariata, e calendarizzata per il 24 dicembre.

L’annuncio è stato dato, il 24 ottobre, dal capo della suddetta commissione, Imad al-Sayeh, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Tripoli, durante la quale è stato riferito che le prossime elezioni si terranno sulla base delle due leggi già emanate dalla Camera dei Rappresentanti, l’organismo legislativo con sede a Tobruk. La prima, riguardante l’elezione del presidente e i suoi poteri, è datata 8 settembre, mentre la seconda, inerente all’elezione della Camera dei Rappresentanti, risale al 5 ottobre. A tal proposito, al-Sayeh ha dichiarato: “Chi mette in discussione le leggi elettorali deve impugnarle davanti alla magistratura”. Ad ogni modo, l’Alta commissione è tuttora in attesa degli emendamenti richiesti alla Camera dei rappresentanti, in materia di leggi elettorali, che riguardano aspetti tecnici.

Secondo quanto riferito il 24 ottobre, le procedure di entrambi i processi elettorali saranno sincronizzate, mentre la Commissione proporrà una data per le elezioni del capo di Stato alla Camera dei Rappresentanti. “Il secondo turno delle elezioni presidenziali coinciderà con le elezioni legislative”, ha poi affermato il capo della commissione, sottolineando che i risultati di entrambi i processi verranno annunciati contemporaneamente, una volta completate le procedure.

Per il 25 ottobre è prevista la presentazione dell’elenco degli elettori registrati presso l’Alta commissione per le elezioni, oltre ai moduli di approvazione per le elezioni presidenziali, dopo che, il 24 ottobre, sono state pubblicate le istruzioni che i candidati dovranno seguire. L’accettazione delle candidature avverrà una volta completata la prima fase di procedure tecniche e logistiche, presumibilmente entro la metà di novembre, momento in cui inizierà anche la distribuzione delle tessere elettorali.

Nel suo messaggio, al-Sayeh ha poi affermato che la Commissione si impegnerà, nei confronti della popolazione e dei partiti libici, per garantire elezioni libere ed eque e “non tollererà alcun tentativo di minare la sua reputazione o violare le sue procedure”. Come evidenziato dal capo della commissione nell’apertura del suo discorso, l’ultimo decennio libico “è stato un esperimento democratico pieno di lezioni apprese”, al termine del quale è stato compreso che “il consenso non può essere raggiunto al di fuori delle urne e che la stabilità non può essere raggiunta senza un’autorità legislativa ed esecutiva eletta che trae la sua forza dalla volontà della popolazione”. “Gli accordi politici, a prescindere dal consenso, riflettono solo gli interessi di partiti ristretti” ha poi aggiunto al-Sayeh.

Stando a quanto riferito in altre occasioni dallo stesso al-Sayeh, sono circa 2,8 milioni i libici aventi diritto di voto già registratisi, su un totale di 7 milioni di abitanti. Secondo la road map stabilita dalle Nazioni Unite a novembre 2020, le elezioni presidenziali e legislative dovrebbero tenersi nel medesimo giorno, il 24 dicembre. Da parte sua, la Camera dei Rappresentanti ha proposto di tenere quelle parlamentari a distanza di 30 giorni, presumibilmente a gennaio 2022.

Al di là della data effettiva e delle divergenze che continuano a caratterizzare il processo elettorale, le elezioni rappresentano il culmine della fase di transizione democratica che la Libia sta vivendo. Come evidenziato dall’Onu e dalla comunità internazionale, queste rappresentano un passo fondamentale per garantire stabilità in Libia, oltre che l’unificazione del Paese. A tal proposito, anche il capo della Missione di Sostegno (UNSMIL), Jan Kubis, ha precedentemente dichiarato che il mancato svolgimento delle elezioni potrebbe provocare un deterioramento della situazione in Libia, causando nuove divisioni e conflitti.

Le elezioni rappresentano, inoltre, il culmine del percorso politico intrapreso a seguito dell’accordo di cessate il fuoco, siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020, nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. Quest’ultimo è un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, l’esercito legato al governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA) e l’Esercito Nazionale Libico (LNA). Tra le tappe più significative dell’ultimo anno vi è stata la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, il 5 febbraio, e il voto di fiducia al governo ad interim guidato da Abdulhamid Dabaiba, il 10 marzo. In entrambi i casi, si è trattato di un momento “storico” per il Paese Nordafricano, che, dal 15 febbraio 2011, è stato teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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