Immigrazione: le ultime segnalazioni di Alarm Phone nel Mediterraneo

Pubblicato il 25 ottobre 2021 alle 11:29 in Europa Immigrazione

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Alarm Phone, il servizio telefonico di assistenza per i migranti in difficoltà nel Mediterraneo, ha segnalato, tra sabato 23 e domenica 24 ottobre, la presenza di due imbarcazioni in pericolo. Una di queste, con circa 68 persone a bordo, molte delle quali bambini, era alla deriva nella zona di ricerca e soccorso di Malta, in preda al vento forte e al mare mosso. L’altra, con a bordo circa 60 migranti, stava imbarcando acqua al momento della segnalazione. Per ora, si hanno solo notizie del salvataggio del primo barcone, effettuato dalla GeoBarent, la nave della Ong Medici Senza Frontiere, che ha parlato di 71 persone salvate, un numero leggermente maggiore di quello previsto. Allo stato attuale, pertanto, sono circa 367 le persone soccorse dalla nave dell’organizzazione negli ultimi giorni e in attesa di un luogo dove approdare. 

“Hanno problemi di motore e stanno affrontando forti venti e mare mosso. Serve un intervento urgente”, aveva scritto sulla sua pagina Twitter, sabato 23 ottobre, Alarm Phone, riferendosi alla prima imbarcazione avvistata e specificando che si trattava di persone in fuga dalla Libia. In un altro tweet, l’Ong aveva parlato di 60 vite a rischio imminente nel Mediterraneo centrale. “Sono persone a bordo di un gommone che si sta sgonfiando e imbarca acqua”, aveva affermato. Rispondendo alla prima segnalazione, Medici Senza Frontiere, aveva dichiarato, a sua volta su Twitter, nella giornata di domenica 24 ottobre: “Grazie all’allerta di Alarm Phone abbiamo raggiunto un gommone che stava imbarcando acqua. Nonostante le condizioni meteo estremamente dure, con onde di tre metri e venti di 25 nodi, i volontari sono “riusciti a salvare tutte le 71 persone a bordo”.  

 Dopo la notizia dei migranti in difficoltà nel Mediterraneo, il Papa è tornato a chiedere attenzione sul tema durante l’Angelus di domenica. “Esprimo la mia vicinanza alle migliaia di migranti, rifugiati e altri bisognosi di protezione in Libia. Non vi dimentico mai, sento le vostre grida e prego per voi. Tanti di questi uomini, donne e bambini sono sottoposti a una violenza disumana. Ancora una volta chiedo alla comunità internazionale di mantenere le promesse di cercare soluzioni comuni, concrete e durevoli per la gestione dei flussi migratori in Libia e in tutto il Mediterraneo. E quanto soffrono coloro che sono rimandati! Ci soni dei veri lager”. “Occorre porre fine al ritorno dei migranti in Paesi non sicuri e dare priorità al soccorso di vite umane in mare con dispositivi di salvataggio e di sbarco prevedibile”, ha aggiunto Papa Francesco nel suo appello. 

Finora, quest’anno, circa 51.500 persone hanno raggiunto le coste italiane via mare, secondo i dati del Ministero dell’Interno. Si tratta di un numero in aumento rispetto ai dati dei due anni passati. In particolare, nello stesso periodo del 2020, erano stati 26.683 i migranti sbarcati in Italia, mentre nello stesso arco temporale del 2019, si erano registrati circa 9.388 arrivi. L’Italia è particolarmente attiva in Libia, sulla base dell’Accordo di amicizia del 2008 e del Memorandum d’Intesa (MoU) del 2 febbraio 2017, con il quale i due Paesi hanno deciso di rafforzare la cooperazione nel settore dello sviluppo ritenendola essenziale per combattere l’immigrazione irregolare, la tratta di esseri umani e il contrabbando, nonché per rafforzare la sicurezza delle frontiere. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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