Uganda: possibile attentato terroristico nella capitale

Pubblicato il 24 ottobre 2021 alle 16:37 in Africa Uganda

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Il presidente dell’Uganda, Yoweri Museveni, ha dato notizia di una violenta esplosione verificatasi, nella sera del 23 ottobre, nella capitale Kampala, che ha provocato almeno un morto e 5 feriti civili. Per il capo di Stato, quanto accaduto sembra essere stato un “attentato terroristico”.

La notizia è stata diffusa domenica 24 ottobre. Il presidente ha parlato di una sola vittima, mentre il capo della polizia, Asan Kasingye, ha affermato che sono stati due i morti. Al contempo, l’emittente televisiva NTV ha riportato che sono state circa 7 le persone rimaste ferite, alcune delle quali versano in gravi condizioni. Museveni ha poi dichiarato che, in base alle informazioni ottenute sinora, l’attentato è stato perpetrato da tre individui, i quali hanno lasciato un pacco in un “kaveera”, un sacchetto di plastica, fatto successivamente esplodere. Come specificato dalla polizia locale, l’esplosione si è verificata intorno alle 21:00, ora locale, in una strada affollata, nel distretto di Kawempe, nei pressi del ristorante Digida Pork Joint. I video condivisi sui social media hanno mostrato cittadini in preda al panico, illuminati dalle luci blu dei veicoli della polizia.

Fino ad ora, l’attentato non è stato rivendicato, ma lo stesso Museveni ha riferito che sono state avviate indagini e che presto verranno date istruzioni per far fronte ai “possibili terroristi”. “Il popolo non deve temere. Sconfiggeremo questa criminalità come abbiamo sconfitto tutte le altre criminalità commesse dai maiali che non rispettano la vita”, ha aggiunto il capo di Stato ugandese.

Le esplosioni in tale Paese dell’Africa orientale sono considerate rare. L’8 ottobre scorso, lo Stato Islamico ha rivendicato un attentato dinamitardo contro un posto di polizia a Kawempe. In seguito, la polizia ugandese ha confermato che si era verificato un incidente di minore entità, ma non ha parlato di feriti o esplosioni. Uno degli attentati terroristici più letali verificatosi a Kampala risale all’11 luglio 2010, quando circa 76 tifosi, riunitisi in un ristorante per la partita finale dei mondiali di calcio, persero la vita a seguito di un doppio attentato kamikaze. Tale attacco venne successivamente rivendicato dall’organizzazione terroristica somala di al-Shabaab, la quale affermò di aver attaccato l’Uganda in risposta al dispiegamento di truppe in Somalia. Nel 2016, cinque individui sono stati condannati all’ergastolo per legami con quanto accaduto. Tra questi, anche la mente del doppio attentato, Isa Ahmed Luyima.

In tale quadro, il 22 gennaio 2021, l’Esercito dell’Uganda ha riferito di aver ucciso 189 militanti di Al-Shabaab in un attacco a sorpresa condotto nell’ambito dell’operazione di peacekeeping denominata African Union Mission to Somalia (AMISOM). In tale occasione, le Forze di difesa del popolo dell’Uganda (UPFD) hanno rilasciato una dichiarazione in cui hanno affermato di aver condotto un’operazione aerea e terrestre contro i nascondigli dei militanti di Al-Shabaab nei villaggi somali di Sigaale, Adimole e Kayitoy, situati 100 km circa a Sud-Ovest della capitale, Mogadiscio. Nelle operazioni, 189 combattenti di Al-Shabaab legati ad Al-Qaeda sono stati uccisi e parte della loro strumentazione utilizzata per compiere attacchi terroristici è stata distrutta. 

La maggior parte degli attacchi recenti nell’Africa orientale è stata rivendicata dalle Forze Democratiche Alleate (ADF) e da al-Shabaab. Il primo è uno dei più letali gruppi armati dell’area. Storicamente, si tratta di una milizia ugandese che si è nascosta nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), ricca di minerali, nel 1995. Dal 2018, l’organizzazione sostiene di avere legami con lo Stato Islamico. Secondo il Kivu Security Tracker, alle ADF è attribuibile circa il 37% delle uccisioni civili effettuate nella RDC. La Chiesa cattolica del Paese ha affermato, in particolare, che le Forze Democratiche Alleate sono responsabili della morte di circa 6.000 civili dal 2013, mentre secondo il Kivu Security Tracker sarebbero oltre 1.200 le vittime, nella sola regione di Beni, dal 2017.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è invece un’organizzazione terroristica somala, nata nel 2006. Questa, per anni, ha controllato ampie zone del Paese. Tuttavia, a partire dal 2011, i suoi militanti sono stati cacciati dai principali centri abitati e dalle maggiori città, tra cui anche Mogadiscio, grazie alla campagna condotta congiuntamente dall’esercito e dalle truppe dell’Unione Africana. Per combattere l’organizzazione terroristica, sono presenti nel Paese circa 20.000 uomini dell’operazione di peacekeeping AMISOM. L’Uganda è un Paese attivo nella lotta contro tale organizzazione terroristica, che è solita effettuare attacchi anche nel resto della regione. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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