Gli USA invitano la Corea del Nord a porre fine alle “provocazioni”

Pubblicato il 24 ottobre 2021 alle 11:14 in Corea del Nord USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’inviato speciale degli Stati Uniti per la Corea del Nord, Sung Kim, ha esortato Pyongyang a interrompere i propri test missilistici, definiti “controproducenti”, oltre che una fonte di preoccupazione, e ha invitato il Paese asiatico a sedersi al tavolo dei negoziati di pace.

Le dichiarazioni di Sung Kim sono state rilasciate domenica 24 ottobre, in un briefing con la stampa tenuto a margine dei colloqui con la controparte sudcoreana a Seul, Noh Kyu-duk, rappresentante speciale della Corea del Sud per gli affari di pace e sicurezza. Per il funzionario di Washington, i test condotti dalla Corea del Nord rischiano di minare gli sforzi profusi sinora per disinnescare le tensioni. Ad ogni modo, ha affermato Sung Kim, gli USA continuano a voler intraprendere la strada di una “diplomazia significativa e durevole” e sono disposti a incontrare la parte nordcoreana “senza precondizioni”, in quanto non hanno intenti “ostili”.

“Il nostro obiettivo continua ad essere la completa denuclearizzazione della penisola coreana”, ha altresì dichiarato l’inviato, aggiungendo: “Ecco perché il recente test missilistico balistico di Pyongyang, uno dei tanti nelle ultime sei settimane, è preoccupante e controproducente per progredire verso una pace duratura nella penisola coreana”. Inoltre, Washington ha chiesto alla Corea del Nord di porre fine a “provocazioni” e ad altre attività destabilizzanti, aprendo, invece, canali di dialogo. Da parte sua, l’inviato sudcoreano, Noh Kyu-duk, ha riferito che nei colloqui del 24 ottobre è stata presa in esame anche la proposta di Seoul di dichiarare formalmente la fine dello stato di guerra che tecnicamente esiste da quando il conflitto del 1950-1953 si è concluso con un armistizio e non con un trattato di pace. Ciò è visto dai funzionari sudcoreani come un gesto di “buona volontà” che potrebbe favorire la ripresa dei colloqui.

È del 19 ottobre una delle ultime notizie relative al test di un missile balistico, lanciato dalla Corea del Nord da un sottomarino (SLBM), al largo della sua costa orientale. Secondo una fonte militare, il missile ha volato per circa 430-450 km, a un’altitudine massima di 60 km. Il comando indo-pacifico delle forze armate statunitensi ha condannato il lancio, definendolo “destabilizzante”, seppur rilevando che non rappresentava una minaccia immediata per gli Stati Uniti o per i suoi alleati. L’ultimo test di SLBM della Corea del Nord era stato condotto nell’ottobre 2019, quando un missile Pukguksong-3 era stato lanciato da una piattaforma sottomarina, volando per 450 km a un’altitudine massima di 910 km.

Ancora prima del 19 ottobre, Pyongyang ha eseguito una serie di test missilistici, tra cui quello del primo ottobre, data in cui è stato lanciato un missile antiaereo. Nel mese di settembre 2021, la Corea del Nord ha poi testato missili da crociera a lungo raggio, missili mobili ferroviari e missili ipersonici. In particolare, il 28 settembre, è stato un missile ipersonico di nuova generazione “Marte-8” ad essere lanciato, mentre, il 15 settembre, il Paese ha testato un missile mobile ferroviario, colpendo con precisione un bersaglio situato a 800 km nel Mar del Giappone. L’11 e 12 settembre, infine, l’Accademia delle scienze e della difesa Nord-coreana ha lanciato missili da crociera a lungo raggio di nuova generazione.

In tale quadro, Pyongyang finora ha respinto i segnali di apertura degli Stati Uniti e ha accusato Washington e Seoul di parlare di diplomazia mentre alimentano tensioni con le proprie attività militari. A tal proposito, il 21 ottobre, un portavoce del Ministero degli Esteri Nord-coreano ha affermato che le attività del 19 ottobre non hanno posto alcuna minaccia per i Paesi confinanti e che non ci sarebbe alcun bisogno, per la parte statunitense, di preoccuparsi per un’arma che non è specificatamente indirizzata contro gli USA. Per Pyongyang, quella degli USA è da considerarsi una reazione “anormale” di fronte a un legittimo esercizio dei diritti alla difesa della Corea del Nord.

Dal canto suo, l’amministrazione statunitense guidata da Joe Biden ha più volte mostrato la volontà di impegnarsi “diplomaticamente” con la Corea del Nord e di intraprendere mosse concrete che portino a una riduzione delle tensioni. Al contempo, il capo della Casa Bianca si è detto consapevole delle difficoltà nel convincere il Paese ad abbandonare il proprio arsenale nucleare, come verificatosi con le precedenti amministrazioni.

Ad ogni modo, per provare a realizzare tale obiettivo, il 21 maggio, Biden ha nominato un funzionario del Dipartimento di Stato, definito “veterano”, come inviato speciale degli USA in Corea del Nord, Sung Kim. Si tratta di un diplomatico coreano-statunitense che ha già svolto il ruolo di inviato speciale in Corea del Nord con l’amministrazione di Barack Obama, oltre ad aver contribuito ad organizzare vertici tra l’ex presidente degli USA, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong Un. Parallelamente, Sung Kim ha ricoperto il ruolo di ambasciatore in Corea del Sud, nelle Filippine e in Indonesia, oltre ad essere stato uno dei principali diplomatici statunitensi per l’Estremo oriente.

Anche nel 2018 gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord, alla presenza dell’allora presidente degli USA e del leader nordcoreano. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati a partire dal 21 gennaio 2020, quando il consigliere della missione nordcoreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, aveva dichiarato che nei due anni precedenti il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro alle richieste degli USA, i quali, in risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha continuato a condurre lanci missilistici.

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.