Nuova Zelanda e Regno Unito concludono un accordo di libero scambio

Pubblicato il 23 ottobre 2021 alle 7:31 in Nuova Zelanda UK

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Il Regno Unito e la Nuova Zelanda hanno raggiunto un’intesa di principio su un accordo di libero scambio pensato per ridurre i dazi, migliorare il commercio di servizi e per facilitare l’adesione di Londra un al Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP).

I primi ministri Boris Johnson e Jacinda Ardern hanno siglato l’accordo in una videochiamata sulla piattaforma Zoom, il 20 ottobre, dopo 16 mesi di negoziati. Johnson ha dichiarato: “Questo è un grande accordo commerciale per il Regno Unito, che consolida la nostra lunga amicizia con la Nuova Zelanda e rafforza i nostri legami con l’Indo-Pacifico”. Arden ha poi aggiunto che l’accordo favorità l’economia e gli esportatori della Nuova Zelanda durante la fase di riconnessione, ricostruzione e ripresa dal coronavirus e guardiamo al futuro, aggiungendo che l’accordo è stato il migliore di sempre per il proprio Paese. Arden ha quindi sottolineato che le tariffe sul 97% dei prodotti saranno eliminate per entrambi i Paesi il giorno in cui l’accordo entrerà in vigore.

In base a quanto previsto dall’intesa, le tariffe saranno rimosse su varie merci del Regno Unito, tra cui abbigliamento, navi e bulldozer, e su beni neozelandesi, tra cui vino, miele e kiwi. Professionisti come avvocati e architetti potranno lavorare in Nuova Zelanda più facilmente.

Come riferito dalla BBC, secondo le stime del governo inglese, è improbabile che l’accordo con la Nuova Zelanda stimolerà la crescita del Regno Unito, tuttavia la sua conclusione potrebbe facilitare l’adesione di Londra al CPTPP. Originariamente noto come Trans-Pacific Partnership, il CPTPP era stato concepito dall’ex presidente degli USA Barack Obama come un blocco economico per bilanciare il crescente potere di Pechino. Tuttavia, nel 2017, il suo successore, Donald Trump, aveva ritirato Washington dall’intesa, affermando che gli Stati Uniti non avrebbero dovuto impegnarsi in alcun accordo commerciale multilaterale che avrebbe potuto minacciare posti di lavoro per i cittadini statunitensi. Attualmente, i Paesi che partecipano all’intesa sono Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam.

Il commercio tra il Regno Unito e la Nuova Zelanda valeva 2,3 miliardi di sterline, pari a 3,2 miliardi di dollari, nel 2020, pari a meno dello 0,2% del commercio totale del Regno Unito. L’accordo non dovrebbe aumentare il PIL del Regno Unito, secondo le stime del governo britannico.. Il Partito laburista la National Farmers Union (NFU) hanno anzi affermato che l’accordo potrebbe danneggiare gli agricoltori britannici e abbassare gli standard alimentari. Tuttavia, la segretaria al Commercio Internazionale del Regno Unito, Anne-Marie Trevelyan, ha affermato che l’intesa con Wellington “offre opportunità in entrambe le direzioni per una grande condivisione dei prodotti” e gli agricoltori britannici non dovrebbero preoccuparsi.

La Nuova Zelanda ha affermato che l’accordo fornirà una spinta di quasi 1 miliardo di dollari neozelandesi al suo PIL. Quello con Londra è stato il secondo accordo della Nazione del Sud Pacifico del 2021. Lo scorso 26 gennaio, la Nuova Zelanda aveva firmato con la Cina un protocollo per ampliare l’accordo di libero scambio che la lega i rispettivi Paesi dal 2008 e il cui cambiamento principale ha riguardato la facilitazione degli investimenti delle aziende cinesi in Nuova Zelanda. nel 2020, l’interscambio commerciale tra Cina e Nuova Zelanda aveva raggiunto un valore di 18,1 miliardi di dollari, registrando una crescita annua media del 14% rispetto ai 4,4 miliardi di dollari del 2008 e rendendo la Cina il primo partener commerciale di Wellington, nonché il primo Paese di destinazione delle sue esportazioni così come di provenienza delle importazioni. 

Lo scorso 15 giugno, invece, Londra aveva dichiarato di aver raggiunto un accordo di libero scambio che eliminerà i dazi su un’ampia gamma di prodotti con l’Australia. In tal caso, le parti avevano deciso di ampliare le esportazioni di prodotti tradizionali inglesi, quali lo scotch, in Australia, così come le importazioni inglesi di carne di agnello e vini australiani. Oltre a questo, per Londra, l’intesa ridurrà anche le barriere al commercio di servizi finanziari e di altro tipo, nella speranza che possa facilitare il suo ingresso nel Partenariato Transpacifico. L’accordo di libero scambio con l’Australia era stato il primo patto di tale genere negoziato da zero e siglato da Londra. Altre intese, quali quelle con il Canada, lòa Norvegai e il Giappone sono state sviluppate sulla base di accordi preesistenti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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