USA-Israele: la riapertura del consolato a Gerusalemme

Pubblicato il 22 ottobre 2021 alle 9:12 in Israele USA e Canada

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Gli Stati Uniti e Israele potrebbero formare un team congiunto per risolvere la controversia derivante dai piani di Washington di riaprire un consolato a Gerusalemme – utilizzato per le attività diplomatiche con i palestinesi – nonostante la forte opposizione israeliana. 

La notizia è stata riferita il 20 ottobre dal The Times of Israel, che cita ulteriori fonti, non ufficiali e quindi non ancora confermate. Secondo quanto riportato, il panel congiunto includerebbe il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, e il ministro degli Esteri israeliano, Yair Lapid. La creazione di un gruppo di discussione sulla questione sarebbe stato proposto dal rappresentante statunitense durante il suo incontro con la sua controparte israeliana a Washington, il 13 ottobre. 

Stando a quanto riferiscono le fonti, Lapid avrebbe avvertito Blinken che la riapertura del consolato, de facto una struttura per il supporto palestinese, chiusa dall’ex presidente Donald Trump nel 2019, potrebbe mettere il governo israeliano a rischio di collasso a causa delle opinioni disparate sull’argomento tra la popolazione israeliana e nello stesso esecutivo. Per esempio, il primo ministro, Naftali Bennett, e altri funzionari israeliani di alto rango hanno completamente respinto i piani a tale riguardo.

“Non so come tenere insieme questa coalizione se riaprite il consolato”, avrebbe detto Lapid a Blinken, facendo riferimento all’esecutivo di larghe intese israeliano formato il 13 giugno, dopo un lungo stallo politico nel Paese. Il rappresentante degli USA avrebbe riconosciuto la sensibilità politica che circonda una tale decisione, aggiungendo che l’obiettivo era proprio quello di raggiungere una soluzione in un “modo discreto volto a impedire che la questione si trasformi in un incidente diplomatico più ampio”.

La questione della riapertura del consolato era stata proposta ufficialmente già il 25 maggio, durante un tour in il Medio Oriente di Blinken. Dopo aver incontrato il presidente dell’autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, il segretario di Stato degli USA aveva annunciato che l’amministrazione del presidente Joe Biden avrebbe al Congresso degli USA 75 milioni di dollari per fornire assistenza economica e allo sviluppo ai palestinesi e che Washington avrebbe avviato il processo di apertura del suo consolato generale a Gerusalemme. Tale tour era stato organizzato per consolidare il cessate il fuoco indetto il 20 maggio tra Israele e la Striscia di Gaza.

La questione del consolato deriva dal fatto che, il 4 marzo 2019, l’amministrazione dell’ex presidente statunitense, Donald Trump, aveva attuato la fusione del consolato degli USA a Gerusalemme, che si era fino a quel momento occupato delle relazioni con l’Autorità Palestinese, con l’ambasciata statunitense a Israele, dopo aver riconosciuto Gerusalemme come la capitale del Paese e avervi spostato l’ambasciata di Washington, che si trovava a Tel Aviv, il 14 maggio 2018. La mossa aveva creato tensioni con i palestinesi che riconosco Gerusalemme Est come la capitale dello Stato che vorrebbero istituire. La repressione delle manifestazioni a Gaza e un diffuso clima di violenze ha causato decine di morti, quello stesso giorno.

Per quanto riguarda le rivendicazioni territoriali alla base di questa disputa, Israele ritiene l’intera città la propria capitale e ne controlla anche il settore orientale. I palestinesi, invece, rivendicano il proprio diritto sulla Cisgiordania, Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza, aree che sono state loro sottratte da Israele in seguito alla guerra dei sei giorni, avvenuta nel 1967. Anche le Nazioni Unite confermano il fatto che tali aree siano sotto occupazione da parte di Israele, poichè il diritto internazionale non permette l’acquisizione di territori tramite una guerra. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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