Il fatto più importante della settimana, Libia

Pubblicato il 22 ottobre 2021 alle 7:04 in Africa Libia

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Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, si è recato a Tripoli, il 21 ottobre, per partecipare ad una conferenza internazionale a sostegno di una recente iniziativa per la stabilizzazione della Libia. 

L’obiettivo della conferenza, organizzata dal Ministero degli Esteri libico e dalla Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), è quello di “valutare i meccanismi per l’attuazione delle risoluzioni 2570 e 2571 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e le conclusioni della prima e della seconda Conferenza di Berlino sulla Libia”. Secondo quanto riferito da AnsaMed, è prevista l’adozione di una dichiarazione finale entro la giornata. Tuttavia, la bozza di ordine del giorno ha rivelato tensioni riguardo ad alcune questioni chiave, tra cui la riunificazione delle milizie, la permanenza di mercenari e forze armate straniere sul territorio e la messa in sicurezza dei confini meridionali. Questi argomenti erano oggetto di due relazioni previste in una bozza di documento che poi non è stata resa pubblica. 

In una lettera di invito, citata sempre da AnsaMed, la ministra degli Esteri libica, Najla El Mangoush, ha ribadito che la conferenza servirà a far decollare la cosiddetta “Iniziativa di stabilizzazione della Libia”, che lei stessa ha recentemente lanciato al fine di “creare un gruppo internazionale sotto la guida della Libia e le Nazioni Unite”. Questo dovrebbe fungere da “forum per iniziare ad affrontare collettivamente sfide e minacce alla sicurezza, nonché per unificare in modo ottimale tutti i meccanismi per l’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dei risultati delle conferenze internazionali”.

Stando a quanto riportato da al-Jazeera English, Tripoli ha assicurato la presenza del sottosegretario generale per gli Affari Politici delle Nazioni Unite, Rosemary DiCarlo, e l’inviato speciale per la Libia, Jan Kubis. Presente anche il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, e i suoi omologhi di Italia, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto. Inoltre, l’agenzia di stampa libica LANA ha riferito che saranno presenti anche gli omologhi di Germania e Tunisia. Il corrispondente da Tripoli di al-Jazeera, Malik Traina, ha sottolineato che la conferenza rappresenta una pietra miliare, perché si tiene all’interno del Paese Nordafricano, a differenza dei precedenti incontri internazionali al riguardo. “I libici sono felici di vedere che Tripoli è abbastanza sicura da consentire agli alti funzionari di arrivare nel loro Paese”, ha dichairato il giornalista. “C’è speranza che la Libia venga riconosciuta in tutto il mondo come uno Stato sovrano e rispettabile”, ha aggiunto. 

La conferenza era stata annunciata, il 23 settembre, dal capo del Consiglio presidenziale libico, Mohamed al-Menfi, il quale aveva riferito che l’obiettivo sarebbe stato mobilitare sostegno “unificato e coerente” a favore della stabilità della Libia, così che possa essere ristabilita la sua sovranità. Il meeting mira, inoltre, a fornire garanzie efficaci per preservare il processo politico e per tenere elezioni “sicure, trasparenti e accettabili”. Rivolgendosi alla popolazione libica, il 17 ottobre, El-Mangoush ha precisato che tale iniziativa si concentra su due binari, uno economico e l’altro incentrato sulla sicurezza. Uno dei principali fini è quello di rendere la Libia una “arena per la concorrenza economica” così da migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Per questo, verrà sottolineata la necessità di rispettare la sovranità, l’integrità territoriale e l’indipendenza della Libia, prevenendo “ingerenze esterne negative”. A tale fine, si proverà a mobilitare il sostegno necessario per sostenere il percorso politico libico, in particolare tramite le nuove elezioni. 

Le elezioni presidenziali e legislative sono al momento calendarizzate per il 24 dicembre 2021, sebbene la Camera dei Rappresentanti con sede a Tobruk abbia proposto di tenere quelle parlamentari a distanza di 30 giorni, presumibilmente a gennaio 2022. Al di là della data effettiva e delle divergenze che continuano a caratterizzare il processo elettorale, le elezioni rappresentano il culmine della fase di transizione democratica che la Libia sta vivendo. Quanto accaduto prima il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, ha rappresentato un momento “storico” per il Paese Nordafricano, che, dal 15 febbraio 2011, è stato teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile. Ad aver dato nuovo impulso al percorso politico vi è stato l’accordo di cessate il fuoco, siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020 nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5.

 

Il fatto più importante della settimana è una rubrica a cura della Redazione di Sicurezza Internazionale.

Tutti i venerdì. 

di Redazione

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