La Marina Militare degli Stati Uniti nello stretto di Bab el-Mandeb

Pubblicato il 22 ottobre 2021 alle 13:38 in USA e Canada Yemen

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Per la prima volta negli ultimi 7 anni, i cacciamine della Marina Militare degli Stati Uniti hanno effettuato un passaggio nello stretto strategico di Bab el-Mandeb, verso il Mar Rosso. L’operazione arriva nel mezzo di attacchi sempre più frequenti in Yemen. 

Secondo quanto riferito da al-Arabiya English, il 21 ottobre, il transito è stato effettuato per ribadire gli sforzi internazionali volti a proteggere le rotte di navigazione e quelle commerciali, nonostante l’aggressione intensificata della milizia Houthi dello Yemen. “Le navi anti mine USS Sentry e USS Gladiator sono arrivate nel Mar Rosso lunedì, segnando il primo transito in sette anni da parte degli MCM della 5a flotta dal Golfo al Mar Rosso”, ha riferito il 20 ottobre la 5a flotta degli Stati Uniti con un post su Twitter, facendo riferimento a lunedì 18 ottobre. “Sentry e Gladiator stanno conducendo operazioni di sicurezza marittima e formazione insieme ai partner regionali”, ha aggiunto il post. 

A proposito dell’operazione degli Stati Uniti, è importante sottolineare che lo stretto di Bab el-Mandeb è un passaggio estremamente strategico nella regione, che congiunge il Mar Rosso con il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano. Sulla costa africana, da un lato, si trova il Gibuti e sulla costa opposta c’è lo Yemen. L’importanza di questo stretto è cresciuta drasticamente con l’apertura del Canale di Suez nel 1869, poi in seguito alla scoperta del petrolio nella penisola arabica ed infine con l’aumento del commercio dall’Asia orientale.

Bab el-Mandeb è oggi una delle principali arterie commerciali, che collega l’Europa all’Oceano Indiano e all’Asia in generale, passando per l’Africa orientale. Inoltre, data la sua posizione, la regione, e quindi lo Yemen, rappresentano un tassello importante dell’iniziativa cinese “Belt and Road”, conosciuta anche come la “Nuova Via della Seta”. In tale contesto si è poi inserita un’altra potenza regionale, gli Emirati Arabi Uniti, complicando ulteriormente il quadro e impedendo al governo deposto dello Yemen di trattare direttamente con Pechino. 

Per quanto riguarda il transito dei mezzi militari statunitensi, è necessario aggiungere che è la prima volta che il Pentagono effettua un’operazione con questo tipo di nave da guerra nell’area, dall’inizio della guerra tra il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale e le milizie Houthi, sostenute dall’Iran. Tale conflitto è iniziato il 21 settembre del 2014, con il colpo di Stato dei ribelli sciiti. Inoltre, dal 26 marzo 2015, l’esercito filogovernativo è coadiuvato da una coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita, formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait e Bahrain. 

Infine, è importante sottolineare che l’operazione arriva in concomitanza con l’aumento della tensione nel Paese, sopratutto nella regione di Ma’rib, situata a Est della capitale Sana’a, che è teatro, da circa 15 mesi, di una violenta offensiva. Questa è stata lanciata dai ribelli Houthi, i quali sono stati accusati di voler risolvere militarmente la guerra civile in Yemen. In particolare, gli attacchi si sono intensificati dal 21 settembre, quando i militanti sciiti hanno imposto un duro assedio al distretto di al-Abadiya, situato nella regione di Ma’rib, che è l’ultima roccaforte del deposto governo yemenita. 

In tale contesto, il 21 ottobre, la coalizione araba a guida saudita ha annunciato di aver lanciato un’operazione militare contro gli Houthi direttamente sulla capitale Sana’a. Secondo la dichiarazione del portavoce della coalizione, il colonnello Turki al-Maliki, citato dall’agenzia di stampa saudita SPA, le forze armate di Riad e i loro alleati starebbero cercando di impedire ai ribelli sciiti di attaccare i civili e di condurre offensive contro obiettivi chiave nel Regno. Tuttavia, non è da escludere che l’operazione nella capitale si inserisca nel quadro delle continue offensive su Ma’rib, diventato ormai l’epicentro del conflitto. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione