Israele-Russia: Putin riceve Bennet a Sochi

Pubblicato il 22 ottobre 2021 alle 18:02 in Israele Russia

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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha ospitato a Sochi il nuovo primo ministro israeliano, Naftali Bennett, il 22 ottobre, per il primo incontro di persona tra i due. I colloqui si sono incentrati sull’Iran e sulla situazione in Siria.

Dando il benvenuto a Bennett all’inizio del loro incontro, Putin ha definito i legami russo-israeliani “unici” e ha elogiato la “connessione molto profonda” tra i rispettivi popoli. Prima dell’incontro Bennet, incaricato il 13 giugno scorso, ha dichiarato: “Parleremo della situazione in Siria e degli sforzi per fermare il programma nucleare militare iraniano”.

Rispetto alla Siria, Putin ha affermato che la Russia, che ha lanciato la sua campagna militare siriana nel 2015, ha profuso sforzi per ripristinare la statualità del Paese e per rafforzarlo. In tale ambito, Putin ha parlato di “terreno comune e opportunità di cooperazione” con Israele, specialmente “in termini di lotta al terrorismo”. In Siria, Israele considera il coinvolgimento iraniano sulla sua frontiera settentrionale come una linea rossa e ha ripetutamente colpito strutture e convogli di armi collegati all’Iran e destinati alle milizie filo-iraniane Hezbollah del Libano. Russia e Israele hanno istituito una linea di comunicazione militare per coordinare le operazioni dell’aeronautica militare sulla Siria per evitare scontri, ma nel 2018 i loro legami sono stati messi alla prova dall’abbattimento di un aereo da guerra russo da parte delle forze siriane a seguito di un raid aereo israeliano. Le forze armate avevano scambiato un aereo da ricognizione russo per un jet israeliano e, dopo l’attacco, tutti i 15 membri dell’equipaggio russo erano morti.

In Siria è in corso una guerra civile iniziata il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione aveva iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano, Bashar al-Assad. Con l’intensificarsi degli scontri, negli anni, tra i gruppi ribelli anti-governativi si sono radicalizzati alcuni gruppi di fondamentalisti islamici sunniti che hanno iniziato a lottare per il controllo su alcune aree del Paese. In tale contesto, l’esercito del regime siriano è coadiuvato da Mosca, oltre ad essere appoggiato dall’Iran e dalle milizie libanesi di Hezbollah. I ribelli siriani, invece, sono appoggiati dalla Turchia.Negli ultimi anni, si ritiene che Israele abbia lanciato numerosi attacchi in aree della Siria controllate dal governo di Bashar Al-Assad. In particolare, i raid israeliani servirebbero a colpire sia strutture quali centri di ricerca per lo sviluppo di armi, sia convogli militari che trasportano missili dal Libano alla Siria. Israele ritiene che attraverso il territorio siriano avvengano spedizioni di armi dirette ad Hezbollah che, in Siria, controlla ampie zone nelle aree orientali, meridionali e Nord-occidentali, così come le zone di frontiera con il Libano e vari sobborghi intorno a Damasco.

Rispetto a Teheran, Mosca ha tentato di mantenere legami amichevoli con l’Iran, rivale regionale di Israele. La Russia è una delle parti internazionali che hanno negoziato l’accordo sul nucleare iraniano, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), il 14 luglio 2015. Il JCPOA era stato firmato dall’Iran, dalla Cina, dalla Francia, dalla Russia, dal Regno Unito, dagli Stati Uniti, dalla Germania e dall’Unione europea il 14 luglio 2015. L’intesa aveva previsto limiti allo sviluppo del programma nucleare iraniano in cambio del progressivo allentamento delle sanzioni internazionali che gravavano su Teheran.  Tuttavia, l’8 maggio 2018, l’ex-presidente statunitense, Donald Trump, aveva ritirato il proprio Paese dal JCPOA e aveva reimposto sanzioni sull’Iran, ritenendo che il Paese non avesse rispettato gli impegni presi in modo soddisfacente. Al momento, i firmatari stanno cercando di rilanciare l’accordo e riportare gli USA e Teheran a ritornare e a rispettare l’intesa, un tentativo a cui Israele si oppone.

In merito ai legami bilaterali Israele-Russia, Putin aveva sviluppato stretti rapporti personali con Netanyahu, che ha visitato ripetutamente la Russia durante i suoi 12 anni al potere. Il 22 ottobre, il presidente russo ha ricordato il “rapporto di fiducia e professionale” di Mosca con il governo di Netanyahu e ha espresso la speranza che l’amministrazione Bennett persegua una “politica di continuità” nelle relazioni russo-israeliane. Bennett ha detto a Putin che Israele lo considera “un vero amico del popolo ebraico” e ha sottolineato il “profondo legame” tra i rispettivi Paesi, dopo averlo elogiato per aver avvicinato Israele e Russia durante i suoi 20 anni di governo.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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