“Inaspettata” visita del ministro degli Esteri pakistano in Afghanistan

Pubblicato il 22 ottobre 2021 alle 10:01 in Afghanistan Pakistan

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Il 21 ottobre, il ministro degli Esteri pakistano, Shah Mahmood Qureshi, si è recato a Kabul per incontrare i rappresentanti del governo dei talebani, in quella che è stata definita una “visita inaspettata” dalla stampa afghana

“Abbiamo avuto colloqui inclusivi con i funzionari talebani e abbiamo incontrato il primo ministro e altri membri del gabinetto”, ha affermato il rappresentante di Islamabad dopo gli incontri. “La discussione si è concentrata sul commercio, sulla riapertura dei confini, sui problemi in queste aree e sui drammi che affliggono i nostri commercianti”, ha aggiunto il ministro degli Esteri talebano, Amir Khan Muttaqi. “Speriamo che i nostri rapporti economici e diplomatici migliorino”, ha sottolineato, annunciando una delegazione del governo afghano potrebbe recarsi a Islamabad nel prossimo futuro. 

La visita della delegazione pakistana arriva insieme alla riapertura, lo stesso 21 ottobre, del valico di Torkham, ma è stata effettuata nonostante Islamabad non abbia ancora riconosciuto l’Emirato Islamico. Tuttavia, già il 4 settembre, si era diffusa la notizia che l’ex capo dei servizi di intelligence del Pakistan, Faiz Hameed, si sarebbe recato nella capitale per incontrare i talebani. In un contesto estremamente complesso, il tema del supporto del Pakistan ai militanti islamisti in Afghanistan è ricorrente nella storia dei due Paesi. A tale proposito, un’analisi del The National Interest ha ricostruito tale rapporto, sottolineando l’importanza di un governo islamico a Kabul per Islamabad.  

Similmente, il 25 marzo, il Congressional Research Service (CRS) degli Stati Uniti ha pubblicato un report sull’Afghanistan in cui evidenzia la posizione ambigua delle autorità pakistane nei confronti dei talebani. “Nonostante la leadership pakistana abbia negato tali accuse, Islamabad potrebbe preferire un Afghanistan debole e destabilizzato ad uno Stato afghano forte e unificato (in particolare uno guidato da un governo di etnia Pashtun a Kabul, considerato che il Pakistan ospita una grande e irrequieta minoranza pashtun)”, si legge nel documento.

Prima della presa di potere dei talebani, il 18 aprile, l’allora presidente afghano, Ashraf Ghani, aveva sottolineato che il ritiro delle forze straniere dall’Afghanistan avrebbe richiesto al Pakistan di prendere una decisione sull’opportunità di scegliere la cooperazione o lo scontro con le autorità afghane sostenute dagli USA. Rivolgendosi ai membri delle forze di polizia in una riunione presso il Palazzo Presidenziale, Ghani aveva affermato: “Oggi è un giorno di decisioni per il Pakistan”. “Se il nostro Paese è destabilizzato, anche il loro sarà instabile e se loro vogliono il nostro miglioramento, miglioreranno anche loro”, aveva poi sottolineato l’allora presidente afghano.

Infine, è importante sottolineare che le relazioni Afghanistan-Pakistan sono state ulteriormente complicate dalla presenza di più di un milione di rifugiati afgani su territorio pakistano e da una disputa di lunga data presso il confine condiviso tra i due Paesi. A tale proposito, il centro di ricerca del Congresso degli Stati Uniti ha evidenziato che i talebani afghani sono percepiti da Islamabad come un “affidabile elemento anti-indiano”. La presenza diplomatica e commerciale dell’India in Afghanistan, prima del 15 agosto, con il sostegno degli Stati Uniti, aveva alimentato i timori del Pakistan. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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