Bangladesh: 7 rohingya uccisi in un attacco

Pubblicato il 22 ottobre 2021 alle 13:19 in Bangladesh Myanmar

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Alcuni uomini armati hanno ucciso almeno 7 persone e ne hanno ferite 20 quando hanno attaccato i partecipanti ad un seminario islamico nel campo profughi di etnia rohingya di Balukhali, a Cox’s Bazar, in Bangladesh il 22 ottobre.

Gli aggressori hanno sparato a caso ad alcune vittime mentre altre sono state accoltellate nella madrasa Darul Ulum Nadwatul Ulama al Islamia del campo profughi, situato vicino al confine con il Myanmar. Quattro persone sono state uccise sul colpo, altre 3 sono morte in un ospedale situato in uno dei campi che compongono il complesso per rifugiati di Balukhali. Un ufficiale di polizia, Kamran Hossain, ha detto che alcuni “miscredenti rohingya” sono entrati nella madrasa prima dell’alba e “hanno attaccato e sparato a caso alle persone al suo interno”. La polizia non ha specificato il numero di feriti ma un medico di Medici Senza Frontiere (MSF) rimasto anonimo ha dichiarato che si tratterebbe di circa 20 persone. Il medico ha dichiarato: “Circa 20 persone gravemente ferite sono venute al nostro ospedale, molte senza braccia, senza gambe o senza occhi. Le loro condizioni sono pessime. Tre di loro sono morti”.

La polizia ha riferito di aver arrestato un aggressore subito dopo l’accaduto. L’uomo è stato trovato con una pistola, sei proiettili e un coltello. Le forze di sicurezza hanno inviato rinforzi per isolare iil campo, che ospita più di 27.000 persone. I residenti hanno condiviso sui social le immagini dei corpi sul pavimento della madrasa.

Gli omicidi sono avvenuti in un momento di crescenti tensioni nei campi profughi che ospitano più di 900.000 rifugiati provenienti dal Myanmar, nate dopo che un leader della comunità rohingya, Mohibullah, è stato assassinato nel campo profughi di Kutupalong a Ukhiya, nel distretto di Cox’s Bazar, nel Sud del Bangladesh, il 29 settembre scorso. L’insegnante di 48 anni era diventato una delle principali voci moderate della comunità apolide. Mohibullah era un sostenitore internazionale dei diritti dei Rohingya che si era recato anche alla Casa Bianca per un incontro sulla libertà religiosa nel 2019. L’uomo era il presidente della Arakan Rohingya Society for Peace and Human Rights ed era conosciuto per aver chiesto l’inizio del rimpatrio dei rifugiati rohingya in Myanmar. La polizia ha affermato di aver arrestato almeno cinque persone per l’omicidio di Mohibullah. Alcuni attivisti hanno incolpato dell’omicidio dell’uomo l’Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA). L’ARSA è il gruppo militante che ha perpetrato gli attacchi alle forze di sicurezza del Myanmar nel 2017 che hanno innescato una repressione militare e un esodo di massa in Bangladesh di 740.000 Rohingya. Da parte sua, però, l’ARSA aveva condannato l’uccisione di Mohibullah in una dichiarazione su Twitter e aveva negato qualsiasi coinvolgimento nell’assassinio.

Dal 29 settembre scorso, molti attivisti rohingya si sono nascosti o hanno cercato protezione dalla polizia e dalle agenzie delle Nazioni Unite. Human Rights Watch ha dichiarato che almeno una dozzina di attivisti si sono rivolti all’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’UNHCR, dall’uccisione di Mohibullah. Molti hanno affermato di essere stati minacciati dai militanti. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet ha definito la morte di Mohibullah “un chiaro esempio dell’insicurezza nel campo e degli apparenti tentativi di mettere a tacere le voci moderate della società civile”. Altri attivisti hanno affermato che le strade sdel campo sono occupate da militanti e criminali dopo il tramonto mentre la polizia pattuglia a malapena di notte. La polizia del Bangladesh ha insistito sul fatto che sia garantita la piena sicurezza. 

In totale, il Bangladesh ha dato rifugio a più di 1,1 milioni di rifugiati rohingya provenienti dal Myanmar dopo varie ondate di persecuzione. I rohingya sono una popolazione musulmana concentrata soprattutto nello Stato di Rakhine del Myanmar, al confine con il Bangladesh, che non è mai stata riconosciuta ufficialmente come un gruppo etnico indigeno birmano ma che è stata invece ritenuta dal governo una popolazione migrata in Myanmar dal Bangladesh. Già dal 2016, erano emerse alcune notizie riguardo a violenze di massa contro i rohingya condotte dall’Esercito birmano in tale Stato, poi, dal 25 agosto 2017, è esplosa la violenza dei militari contro la minoranza, costringendo oltre 742.000 persone a recarsi nel vicino Bangladesh in quello stesso anno. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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