USA: Blinken in Ecuador e Colombia per riaffermare i valori della democrazia in Sud America

Pubblicato il 21 ottobre 2021 alle 11:01 in Colombia Ecuador USA e Canada

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Il segretario di Stato USA, Antony Blinken, ha chiesto alle nazioni del Sud America, durante il suo tour in Ecuador e Colombia, di adottare misure urgenti per dimostrare che la democrazia può portare prosperità e sicurezza. L’appello rientra nel tentativo dell’amministrazione Biden di invertire quello che i diplomatici hanno identificato come un pericoloso aumento dell’autoritarismo globale.

“Ci troviamo in un momento di resa dei conti democratica”, ha detto Blinken in un discorso a Quito, in Ecuador, mercoledì 20 ottobre, davanti ad una folla di studenti universitari. “La domanda per tutti noi che crediamo nella democrazia – e crediamo che la sua sopravvivenza sia vitale per il nostro futuro condiviso – è cosa possiamo fare per far sì che le democrazie rispondano alle questioni che contano di più per le persone”, ha aggiunto

La visita di due giorni, iniziata il 20 ottobre e destinata a concludersi oggi, giovedì 21, in Colombia, simboleggia la spinta dell’amministrazione Biden a sostenere le norme democratiche mentre queste vengono sottoposte a pressioni in tutta l’America Latina, un fenomeno che, secondo i funzionari statunitensi, ha alimentato l’insicurezza e privato milioni di cittadini dei loro diritti fondamentali. Washington si è presa l’incarico di guidare quella che definisce una competizione tra autocrazia e democrazia, un obiettivo centrale della politica estera USA. Nell’ottica di questa visione, il presidente Biden ha convocato un vertice delle democrazie mondiali a dicembre.

Cynthia Arnson, esperta di America Latina presso il Woodrow Wilson Center, ha affermato che la retorica, da sola, non può risolvere i profondi problemi economici e sociali che hanno accompagnato l’ascesa dei regimi autoritari in Paesi come il Nicaragua e il Venezuela, una tendenza che avrebbe contribuito, secondo la diplomazia USA, a rendere l’America Latina una delle regioni più violente al mondo. “Se gli Stati Uniti non possono mettere veramente in gioco la pelle, mobilitando risorse reali che aiutino le economie e le società a riprendersi, allora il rischio di un’ulteriore erosione democratica cresce in modo esponenziale”, ha affermato Arnson. 

I funzionari statunitensi hanno specificato di aver selezionato l’Ecuador e la Colombia per il primo tour sudamericano di Blinken da segretario di Stato perché i due Paesi sono esempi di come i leader regionali possono affrontare grandi sfide promuovendo al contempo le libertà civili e politiche. Secondo un comunicato del Dipartimento di Stato, a Quito, il segretario ha incontrato il presidente Guillermo Lasso e il ministro degli Esteri, Mauricio Montalvo. Al centro dell’incontro, il dialogo su governance democratica, cooperazione antidroga, opportunità bilaterali per il commercio e gli investimenti, nonché la promozione della sicurezza regionale e dei diritti umani, l’emergenza migranti e il cambiamento climatico. A Bogotà, invece, Blinken ha incontrato il presidente Ivan Duque e la vicepresidente e ministra degli Esteri, Marta Lucia Ramirez. Tra i temi della riunione, il piano per frenare la migrazione irregolare, il traffico di droghe, la promozione e tutela dei diritti umani e la sfida climatica.

L’atteggiamento di Blinken mostra la corda tesa che l’amministrazione Biden deve tenere in America Latina e altrove nel tentativo di sostenere i Paesi con interessi condivisi, garantendo al contempo la condanna delle violazioni dei diritti umani. In Colombia, ad esempio, il governo del presidente Duque è stato accusato di aver usato tattiche brutali sui manifestanti e di non aver attuato adeguatamente gli storici accordi di pace del Paese. Prima dell’arrivo di Blinken in Colombia, una coalizione di gruppi umanitari, tra cui Oxfam, lo ha esortato in una lettera a evitare di “passare oltre i modelli profondamente inquietanti delle violazioni dei diritti umani che dovrebbero essere al centro delle preoccupazioni e della diplomazia degli Stati Uniti”. Parlando con i giornalisti, dopo i colloqui con Blinken, nel palazzo presidenziale di Bogotà, Duque ha affermato che il suo governo avrà “tolleranza zero” per gli abusi da parte di attori statali, ma anche “tolleranza zero” per il vandalismo. Il segretario di Stato USA ha poi aggiunto che lui e il presidente colombiano avevano concordato sulla necessità di assicurare alla giustizia i responsabili delle violazioni dei diritti umani. Stephanie Burgos, funzionario politico di Oxfam America, ha affermato che l’amministrazione Biden dovrebbe esercitare una forte pressione sulla Colombia in merito ai diritti umani. “La realtà che vediamo sul campo non corrisponde ai progressi riportati dal governo colombiano”, ha affermato Burgos.

Paul Angelo, esperto di America Latina presso il Council on Foreign Relations, ha affermato che la regione sta vivendo la sua peggiore “recessione democratica” da quando la democrazia ha iniziato a mettere le sue radici, negli anni ’80 e ’90. Questa situazione è stata influenzata dalla presenza di regimi come quello venezuelano e, più recentemente, dalla pandemia di coronavirus. “Sebbene la qualità della democrazia sia molto varia nelle Americhe, alcuni fattori hanno rivelato problemi più profondi: corruzione dilagante, crescente insicurezza, disuguaglianza persistente e crescente disinformazione”, ha affermato Angelo. “Queste condizioni hanno inasprito molti latinoamericani nella loro esperienza di democrazia”, ha aggiunto.  Blinken ha dichiarato che spera che i Paesi dell’America Latina si rimettano sulla strada della democrazia realizzando azioni che contrastino la corruzione diffusa con sanzioni e restrizioni sui visti. Ha affermato che gli Stati Uniti cercheranno di affrontare l’attività criminale concentrandosi sulle cause di tali problemi piuttosto che incanalare il sostegno alle forze di sicurezza. Non è ancora chiaro quanto il programma futuro di Washington differirà da ciò che è stato fatto in passato dagli Stati Uniti. “Fare questo tipo di investimenti aiuta a rompere quel mito che i governi autoritari amano raccontare di se stessi: che sono più bravi a soddisfare i bisogni fondamentali delle persone”, ha detto Blinken.

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Chiara Gentili

di Redazione

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