Tunisia: Saied pronto ad annunciare misure per rassicurare la comunità internazionale

Pubblicato il 21 ottobre 2021 alle 16:51 in Tunisia USA e Canada

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Il ministro degli Esteri tunisino, Othman Jerandi, ha affermato, durante un incontro con il funzionario del Dipartimento di Stato USA, Yael Lempert, mercoledì 20 ottobre, che il presidente Kais Saied ha intenzione di adottare a breve nuove misure per rassicurare i suoi partner internazionali dopo la presa di potere di circa 3 mesi fa. 

Nel corso del vertice, Jerandi ha altresì sottolineato l’importanza che rivestono per Tunisi gli Stati Uniti, considerati un alleato del Paese nordafricano fin dalla rivoluzione del 2011. Washington, a detta del ministro degli Esteri, è stata fondamentale nel fornire assistenza alla sicurezza e nel sostenere le finanze pubbliche della Tunisia, lavorando con gli altri donatori internazionali.  

Saied è da mesi sotto pressione internazionale perchè i suoi partner si aspettano che il presidente annunci, in tempi rapidi, una chiara road map per un ritorno alla politica costituzionale. L’11 ottobre, ha approvato la formazione di un nuovo governo ma, finora, non ha accennato ad un eventuale allentamento dei poteri acquisiti. L’esecutivo è presieduto da Najla Bouden, primo premier donna del Paese, ed è composto da 23 membri, di cui 9 donne. 

Il 25 luglio scorso, il capo di Stato ha introdotto “misure straordinarie” che hanno portato la Tunisia verso una situazione di caos e incertezza a livello politico. In particolare, Saied ha rimosso dal suo incarico il primo ministro, Hichem Mechichi, e sospeso le attività del Parlamento, accentrando su di sé tutta l’autorità esecutiva, mentre i deputati sono stati privati della loro immunità parlamentare. Nel corso delle settimane successive, Saied, accusato di tentato colpo di Stato, ha più volte ribadito che si trattava di misure eccezionali, volte a salvare le istituzioni statali tunisine, e di aver rispettato sia la Costituzione, con particolare riferimento all’articolo 80, sia i diritti del popolo tunisino. 

Alle misure straordinarie del 25 luglio ha fatto seguito il decreto presidenziale del 22 settembre, con il quale Saied ha annunciato la proroga del congelamento dei poteri del Parlamento e ha affermato che i deputati sarebbero rimasti ancora privi di immunità. Con il decreto presidenziale, inoltre, il ruolo del governo è stato  ridimensionato. Stando a quanto stabilito, il capo di Stato dovrà esercitare il potere esecutivo “con l’aiuto di un Consiglio dei ministri, a sua volta presieduto da un capo di governo”. Tuttavia, “il presidente della Repubblica presiederà il Consiglio dei ministri” e sarà lui a concedere al capo di governo la possibilità di sostituirlo. Tali disposizioni sono state viste come una forma di “presidenzializzazione” del sistema ibrido previsto dalla Costituzione del 2014. Con il sistema precedentemente in vigore, la maggior parte del potere esecutivo era nelle mani del governo. Le misure nuove annunciate Saied, invece, fanno pendere la bilancia dal lato della presidenza. Queste sono giunte dopo che, il 20 settembre, da Sidi Bouzid, culla della rivoluzione tunisina del 2011, il presidente aveva ribadito che le misure straordinarie del 25 luglio sarebbero rimaste in vigore e che presto sarebbe stato nominato un nuovo primo ministro sulla base di norme “transitorie” che avrebbero risposto alla volontà del popolo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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