Siria: attacco contro un avamposto statunitense a Sud

Pubblicato il 21 ottobre 2021 alle 14:55 in Siria USA e Canada

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L’avamposto militare statunitense di Al-Tanf, situato nel Sud della Siria nell’omonimo valico di frontiera con l’Iraq e la Giordania, è stato attaccato il 20 ottobre. Al momento, non vi sarebbero notizie di vittime o feriti tra il personale USA e l’attacco non è stato ancora rivendicato.

La notizia è stata rivelata a Reuters da alcuni funzionari statunitensi rimasti anonimi i quali hanno affermato che fosse troppo presto per determinare chi fosse responsabile dei fatti. Una delle fonti ha poi aggiunto che si pensa si sia trattato di un attacco eseguito con droni. Lo Washington Post ha poi riferito che, secondo i primi rapporti, si sarebbe trattato di due attacchi di droni e del lancio di alcuni razzi. Un funzionario avrebbe affermato che uno dei veicoli pilotati ha colpito il lato statunitense della guarnigione di al-Tanf, mentre uno potrebbe aver colpito il lato in cui si trovano le forze di opposizione siriane.

Nel corso della giornata del 21 ottobre, il portavoce dello United States Central Command (CENTCOM), il capitano Bill Urban, ha dichiarato:Possiamo confermare che l’area dell’avamposto di al-Tanf è stata oggetto di un attacco deliberato e coordinato. Sulla base dei primi rapporti, l’aggressione è stata realizzata usando sia sistemi aerei senza equipaggio, sia fuoco indiretto”.

Fonti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR) hanno riferito che le forze della coalizione internazionale non sono ancora tornate alla base militare di Tanf e dovrebbero tornare entro il 21 ottobre. Altre fonti hanno poi aggiunto che un gruppo del Revolutionary Commando Army, o Jaysh al-Maghawir, è entrato nella base e ha verificato i danni materiali causati dall’attacco. Dopo l’aggressione, le forze della Coalizione Internazionale e Jaish al-Maghaweer si sono schierate nelle vicinanze della base di Tanf.

L’avamposto di al-Tanf era stato istituito quando i combattenti dello Stato Islamico controllavano la Siria orientale al confine con l’Iraq e ospita truppe statunitensi e della coalizione internazionale anti-ISIS, inviate per addestrare forze siriane contro lo stato Islamico. Tuttavia, da quando i militanti sono stati cacciati, l’avamposto è visto come parte della più ampia strategia degli Stati Uniti per contenere l’influenza militare dell’Iran nella regione. Al-Tanf è l’unica posizione con una significativa presenza militare statunitense in Siria al di fuori delle aree settentrionali controllate dai curdi. Sebbene gli attacchi all’avamposto siano rari, le forze sostenute dall’Iran hanno spesso attaccato le truppe americane con droni e razzi nella Siria orientale e in Iraq.

In Siria è in corso una guerra civile iniziata il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione aveva iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano, Bashar al-Assad. Con l’intensificarsi degli scontri, negli anni, tra i gruppi ribelli anti-governativi si sono radicalizzati alcuni gruppi di fondamentalisti islamici sunniti che hanno iniziato a lottare per il controllo su alcune aree del Paese. In tale contesto, l’esercito del regime siriano è coadiuvato da Mosca, oltre ad essere appoggiato dall’Iran e dalle milizie libanesi di Hezbollah. I ribelli siriani, invece, sono appoggiati dalla Turchia.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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