Rep. Dem. del Congo: nuovi attacchi contro tre villaggi del Nord Kivu

Pubblicato il 21 ottobre 2021 alle 16:53 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Secondo quanto riportato, il 21 ottobre, da un’organizzazione che si occupa di monitorare la regione orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), un gruppo di uomini armati ha ucciso almeno 16 civili in tre villaggi. 

Il Kivu Security Tracker ha riferito che gli omicidi sono avvenuti durante la notte tra il 20 e il 21 ottobre nei villaggi di Mayele, Kalembo e Toya. Tutti e tre sono situati nella regione di Beni, nella provincia orientale del Nord Kivu. Una milizia islamista nota con il nome di Forze Democratiche Alleate (ADF) è sospettata di essere responsabile delle violenze. Separatamente, un rappresentati di un’organizzazione della società civile, Maleki Mulala, ha aggiunto che il bilancio delle vittime sarebbe arrivato a 18, con oltre una decina di persone disperse. Tra i decessi, si contano almeno 4 donne. Inoltre, l’esercito è stato accusato da Mulala di non aver inseguito gli aggressori. Secondo quanto riferito, invece, dal capitano Antony Mualushayi, portavoce delle forze armate per la regione di Beni, i soldati si sono scontrati con un gruppo di “terroristi”. 

Secondo il Kivu Security Tracker, da maggio di quest’anno sono deceduti 944 civili in Nord Kivu e nella vicina provincia di Ituri. Proprio a causa di queste violenze, il 6 maggio, il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Felix Tshisekedi, aveva proclamato lo “stato d’assedio” nelle due province, nel tentativo di frenare la crescente insicurezza e intensificare la lotta contro i gruppi armati. Infatti, dall’inizio del 2021, una nuova ondata di violenze e scontri inter-etnici hanno progressivamente aggravato la crisi umanitaria nel Paese.

Già il 29 aprile, Tshisekedi aveva annunciato che stava preparando “misure radicali” per affrontare la situazione nell’Est della Repubblica Democratica del Congo. Inoltre, l’11 marzo, il Dipartimento di Stato degli USA aveva designato lo Stato Islamico in Repubblica Democratica del Congo (ISIS-DRC), riferendosi alle Forze Democratiche Alleate (note con l’acronimo dall’inglese, ADF), come gruppo terroristico estero e lo aveva inserito nella lista dei Special Designated Global Terrorists (SDGTs). Le ADF erano state precedentemente sanzionate dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite nel 2014 per le violenze e atrocità commesse. 

Tuttavia, oltre 100 gruppi armati sono attualmente attivi in Repubblica Democratica del Congo. Secondo il Kivu Security Tracker, le Forze Democratiche Alleate, le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR), l’Alleanza dei Patrioti per un Congo Libero e Sovrano (APCLS) e il Nduma Defense of Congo-Rénové (NDC-R) sono responsabili di oltre un terzo delle violenze nel Paese e della metà dei civili che vengono uccisi. Tra questi gruppi, le ADF si distinguono per la loro mortalità, in quanto gli sono attribuibili il 37% delle uccisioni di civili.

Anche l’ambasciatore italiano nel Paese, Luca Attanasio, e del carabiniere della sua scorta, Vittorio Iacovacci, sono stati uccisi il 22 febbraio, in un attacco effettuato da un gruppo armato della regione, sul quale l’Italia e il Congo stanno ancora investigando. Il governatore del Nord-Kivu ha riferito che per costringere le loro vittime a lasciare la strada ed entrare nella boscaglia, gli assalitori hanno ucciso l’autista. Inoltre, gli aggressori avrebbero poi condotto il resto dei membri del convoglio che accompagnava l’ambasciatore nella foresta. Nel momento in cui una pattuglia di ranger era intervenuta e aveva intimato agli assalitori di abbassare le armi, questi ultimi avrebbero aperto il fuoco contro il carabiniere, uccidendolo, e contro l’ambasciatore italiano, ferendolo gravemente. Anche quest’ultimo è deceduto poco dopo, per le ferite riportate. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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