Il nuovo piano di difesa della NATO per contrastare la Russia

Pubblicato il 21 ottobre 2021 alle 18:02 in NATO Russia

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I ministri della Difesa della NATO dovrebbero concordare un nuovo piano di sicurezza, giovedì 21 ottobre, per contrastare un potenziale attacco sferrato dalla Russia, segnalando un ulteriore aggravamento delle già precarie relazioni bilaterali.  

Ad annunciare la nuova strategia anti-russa dell’Alleanza, il medesimo giovedì, è stata Reuters, citando funzionari e fonti diplomatiche. Nel dettaglio, il nuovo piano, dal carattere ancora confidenziale, va oltre il concetto di difesa regionale ed è stato elaborato per preparare i Paesi membri a far fronte ad un ipotetico attacco russo simultaneo lanciato sia nelle regioni Baltiche sia nell’area del Mar Nero. Nell’elaborare la strategia, la NATO ha anche preso in considerazione l’eventualità che la Russia sferri un attacco con più mezzi: armi nucleari e hacking informatico.

Nonostante i progetti di sicurezza interregionale della NATO, gli informatori di Reuters hanno precisato che, al momento, non vi è alcun rischio che un attacco di tale portata dalla Russia sia imminente. Da parte sua, Mosca nega di essere intenzionata ad avviare un vero e proprio conflitto, puntando il dito contro la NATO e accusandola di voler destabilizzare l’Europa attraverso tali piani strategici. Nonostante ciò, funzionari statunitensi e dell’Alleanza hanno dichiarato, in forma di anonimato: “il concetto di deterrenza e di difesa nell’area euro-atlantica, insieme al piano di difesa strategico, sono necessari poiché la Russia sviluppa sistemi militari avanzati e schiera truppe ed equipaggiamenti sempre più vicino ai confini degli Alleati”. Considerando il rischio che numerosi attacchi potrebbero essere lanciati simultaneamente, è “necessario attuare una pianificazione olistica”, ha affermato un funzionario degli USA.

Dall’altra parte, la portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, Maria Zacharova, ha annunciato che per Mosca è sempre più “difficile” mantenere il dialogo con la NATO. Secondo la funzionaria russa, l’Alleanza Atlantica, nell’ultimo periodo, ha fatto del “proprio meglio” per aggravare le relazioni bilaterali, che “non erano così degradate nemmeno durante la Guerra Fredda”. I commenti di Zacharova sono giunti, il 21 ottobre, a seguito di quanto affermato dal Segretario Generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, il quale aveva riferito che la NATO avrebbe continuato ad adottare un duplice approccio nei confronti della Russia, combinando strategie di “difesa e deterrenza” a programmi di “apertura al dialogo”. 

Di recente, lo scorso maggio, la Russia aveva collocato un totale di 100.000 soldati lungo il confine con l’Ucraina. Un dispiegamento analogo si era verificato solo nel 2014, anno in cui la Federazione aveva annesso la Crimea, penisola appartenente all’Ucraina, la quale continua a rivendicarne la sovranità. Inoltre, un altro aspetto che viene considerato come una minaccia dagli Alleati riguarda l’ammodernamento militare avviato dal Cremlino. Tra le armi più avanzate e catastrofiche prodotte dalla Russia vi sono missili ipersonici (HM) Zircon e gli X-95. Quanto ai primi, è importante ricordare che il Ministero della Difesa russo aveva annunciato, il 4 ottobre, di aver “svolto con successo” i primi test di lancio di Zircon da un sottomarino nucleare, sia in superficie sia sott’acqua.

Nell’ultimo periodo, le relazioni bilaterali tra Russia e NATO sono andate incontro ad un progressivo raffreddamento. Secondo Mosca, l’Alleanza adotta un approccio “fallimentare” nei suoi confronti, poiché gli Stati membri non percepiscono la Russia come un “partner alla pari”. I rapporti bilaterali, inoltre, si sono ulteriormente deteriorati nel mese di ottobre. Nel dettaglio, l’Alleanza Atlantica aveva annunciato, il 6 ottobre, l’espulsione di otto diplomatici russi accusati di “presunte attività ostili, quali omicidi e spionaggio”, in quanto “membri non dichiarati dell’intelligente russa”. Il quotidiano russo indipendente Kommersant aveva poi fatto riferimento ad un’indagine condotta dalla NATO stessa, la quale avrebbe chiesto ai Paesi membri di redigere rapporti riguardanti le presunte “attività ostili” condotte dalla Federazione. Tali documenti erano poi stati consegnati, nel mese di settembre, alle autorità dell’Alleanza e avevano portato all’espulsione degli otto diplomatici, nonché all’abolizione di due posizioni lavorative.

 In risposta, la Russia ha annunciato, il 18 ottobre, la chiusura della sua missione diplomatica permanente alla NATO, nonché la sospensione dei lavori presso gli uffici dell’Alleanza a Mosca. Tale misura entrerà in vigore a partire dal primo novembre, e, secondo analisti internazionali, potrebbe contribuire a far “precipitare” le già instabili relazioni tra Mosca e la NATO, poiché si tratta di una mossa “senza precedenti”. 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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