Penisola coreana: Seoul lancia il razzo Nuri, Pyongyang sminuisce le preoccupazioni USA

Pubblicato il 21 ottobre 2021 alle 18:53 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Sud ha testato il razzo Nuri, il 21 ottobre, per lanciare in orbita un satellite, utilizzando solamente tecnologie Sud-coreane. Nonostante l’esperimento non sia andato a buon termine, il presidente Moon Jae-in ha parlato di un “traguardo eccellente”. Intanto, la Corea del Nord ha respinto le preoccupazioni statunitensi per i suoi recenti test missilistici.

Moon ha affermato che il razzo Nuri non è riuscito a raggiungere l’orbita, sebbene abbia volato fino a 700 km nello spazio. Il razzo che trasportava un satellite fittizio da 1,5 tonnellate è stato lanciato alle 17:00, ora locale, dal Naro Space Center situato nell’isola di Oenarodo, a Sud del Paese. Secondo Nikkei Asia, il fallimento infliggerà un duro colpo alla Corea del Sud che ha ambizioni per un piano di sviluppo spaziale indipendente e aveva sperato che avrebbe dato impulso all’industria aerospaziale privata del Paese. Seoul ha speso 2 trilioni di won, pari a 1,7 miliardi di dollari, per sviluppare Nuri, un progetto a cui hanno lavorato 250 ricercatori del Korea Aerospace Research Institute. Il Ministero della Scienza e dellle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ha affermato che più di 300 aziende sudcoreane hanno partecipato al progetto Nuri. Seoul ha dichiarato che il Paese mira a lanciare un razzo per inviare un esploratore lunare entro il 2030, ma potrebbe volerci un po’ più di tempo per realizzarlo.

I lanci spaziali sono da tempo una questione delicata nella Penisola coreana, dove la Corea del Nord è sottoposta a sanzioni per il suo programma di missili balistici nucleari. I piani della Corea del Sud prevedono il lancio di una serie di satelliti militari in futuro, ma i funzionari negano che Nuri abbia alcuna utilità come armamento.

Rispetto a Pyongyang, dopo il lancio di un missile balistico lanciato da un sottomarino (SLBM) il 19 ottobre, il consiglio di sicurezza dell’Onu ha indetto un incontro d’emergenza su richiesta degli USA e del Regno Unito. Washington ha condannato il lancio dello SLBM da parte di Pyongyang e ha chiesto alla Corea del Nord di impegnarsi in un dialogo duraturo e sostanziale. A tal proposito, un portavoce del Ministero degli Esteri Nord-coreano ha affermato che le attività del 19 ottobre non hanno posto alcuna minaccia per i Paesi confinanti e che non ci sarebbe alcun bisogno di preoccuparsi da parte statunitense per un’arma che non è specificatamente indirizzata contro gli USA. Il portavoce ha affermato che Pyongyang è “veramente preoccupata” per quella che considera una reazione “anormale” da parte degli Stati Uniti per un legittimo esercizio dei propri diritti alla difesa e ha descritto gli sforzi di Washington per organizzare la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite come una “mossa provocatoria”.

L’ultimo test di SLBM della Corea del Nord era stato condotto nell’ottobre 2019, quando un missile Pukguksong-3 era stato lanciato da una piattaforma sottomarina, volando per 450 km a un’altitudine massima di 910 km. Pyongyang ha esibito i nuovi SLBM Pukguksong-4 e Pukguksong-5 durante le sue parate militari di ottobre e gennaio 2021.  Più di recente, invece, Pyongyang ha eseguito una serie di test missilistici, l’ultimo dei quali risale al primo ottobre scorso, quando è stato lanciato un missile antiaereo. Nel mese di settembre 2021, la Corea del Nord aveva già testato missili da crociera a lungo raggio, missili mobili ferroviari e missili ipersonici. Prima di tali lanci, il 7 settembre, la Corea del Sud aveva testato per la prima volta un missile balistico lanciato da un sottomarino, diventando il primo Paese senza capacità nucleari a sviluppare un sistema di tale genere. Moon aveva affermato che le crescenti capacità missilistiche della Corea del Sud serviranno da “deterrente sicuro” contro le provocazioni Nord-coreane.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione